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AdSP del Mare di Sardegna e Cgil a confronto su dragaggi e vertenze occupazionali del porto di Olbia

Un faccia a faccia sereno e propositivo. Aperto alle istanze del comparto portuale, in particolare alle vertenze occupazionali e, allo stesso tempo, attento e sensibile verso le difficoltà, principalmente di carattere burocratico ed autorizzativo, che quotidianamente l’AdSP del Mare di Sardegna affronta nella pianificazione e nella gestione delle opere infrastrutturali. È quanto emerso, questo pomeriggio, nel corso dell’incontro tra i rappresentanti territoriali della Cgil gallurese, guidati dal Segretario regionale Arnaldo Boeddu, ed i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, il Presidente, Massimo Deiana, ed il Segretario Generale, Natale Ditel.

Un confronto necessario, quello richiesto da entrambe le parti, alla luce dell’allarme lanciato a mezzo stampa dal sindacato su un temuto disinteressamento dell’Ente verso lo scalo di Olbia. Timore smentito dai fatti messi sul tavolo dal Presidente dell’AdSP Massimo Deiana. A partire dall’inizio dei lavori di manutenzione della darsena compresa tra i moli 3 e 4 dell’Isola Bianca – da qualche giorno interdetti, con ordinanza della Capitaneria di Porto – che inizieranno proprio questo fine settimana.

La ditta Appalti Generali IMAG S.r.l., già incaricata per gli interventi di eliminazione delle sgrottature dei moli, provvederà, nell’arco di 10 giorni, alla rimozione della fanghiglia depositata al centro dei due accosti. Fenomeno, questo, non nuovo nello scalo di Olbia, generato, in primis, dal continuo sversamento a mare dei fiumi che sfociano sul golfo – in particolare per via delle ultime ed abbondanti piogge – e, aspetto da non escludere, da una limitata attività delle navi in porto che ha favorito il deposito di sedimenti nei punti nevralgici dello scalo, tra i quali, appunto, la darsena antistante alla stazione marittima dell’Isola Bianca. Altro intervento presentato, quello che riguarderà la rimozione di altri 5 mila metri cubi di materiale che, una volta riprese le attività amministrative degli Enti coinvolti, riavvierà il procedimento per perfezionare l’autorizzazione al conferimento del materiale dragato in una vasca di colmata a Livorno.

Non ultima e tantomeno complessa, la procedura – anche questa rallentata dal lockdown – per l’escavo della Canaletta di accesso e dell’intero bacino portuale. Entro la prossima settimana, sarà ad Olbia l’imbarcazione attrezzata per prelievi ed analisi del sito di immersione (localizzato fuori dal golfo olbiese), dei fanghi di dragaggio individuato con apposita conferenza di servizi a fine 2019. Contestualmente, l’AdSP procederà con l’appalto per la caratterizzazione di 117 punti di prelievo nel golfo. Analisi dalle quali emergerà la qualità del materiale e quindi la successiva autorizzazione per il rilascio nel sito di immersione individuato.

Una mole di dati che, una volta elaborata, andrà a comporre il progetto preliminare dello studio di fattibilità del dragaggio, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese”, la cui gara d’appalto, che interesserà Isola Bianca e Porto Cocciani, che dovrebbe essere pubblicato entro l’estate. Restano però aperte, per il buon esito dell’intervento, alcune criticità inerenti alle prescrizioni imposte da altri Enti nell’ambito delle conferenze di servizi. Una tra tutte, la necessità di procedere al dragaggio del canale di accesso in porto con la sorbonatura. Processo, questo, che richiederebbe tempi e costi insostenibili per l’Ente.

Così come, in base alle normative in costante evoluzione, l’AdSP si è riservata di valutare approfonditamente la proposta di accelerazione dell’iter per l’approvazione del Piano Regolatore Portuale adottato che, in base alle numerose prescrizioni a cui è stato sottoposto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, prevede un percorso ben più complesso rispetto a quello previsto dalla legge di riforma delle AdSP e a quanto osservato dalla Cgil. Ed è proprio sugli aspetti normativi e burocratici che il sindacato, anche a livello locale, ha proposto di farsi parte attiva per incidere, con la propria voce, sulla necessaria revisione di alcune norme anacronistiche rispetto all’attività dei porti italiani. Un prezioso supporto che troverà terreno fertile, in un apposito tavolo tecnico permanente, proposto dall’AdSP, che sarà aperto alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria.

“Quello odierno è stato un incontro franco, molto sereno e propositivo – evidenzia Massimo Deiana, Presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – E’ stata un’occasione importante, innanzitutto, per sgomberare il campo da inutili e dannosi timori sull’operato dell’Ente. Il porto di Olbia e tutti gli scali del nord Sardegna sono costantemente oggetto di impegno da parte dell’Ente e dei suoi vertici e su questo intendo definitivamente rassicurare tutti. Nonostante ciò, abbiamo ritenuto necessario confrontarci, da una parte, per ascoltare e analizzare le vertenze occupazionali e produttive del settore portuale gallurese.

Dall’altra, però, sono stati messi sul tavolo dati ed interventi concreti per la soluzione dell’annoso problema dei dragaggi del golfo olbiese e, aspetto da tenere in conto, la necessità di superare i continui ostacoli burocratici e le lungaggini nel rilascio dei pareri che dilatano i tempi, se non addirittura scoraggiano, l’infrastrutturazione dei porti. Su nostra proposta, avvieremo a breve una serie di tavoli tecnici permanenti itineranti, aperti alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di categoria, momento di incontro e di ascolto e, allo stesso tempo, di analisi di criticità e di proposte concrete per la ripartenza del sistema”.

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Scritto da Redazione su giu 18 2020. Archiviato come Ambiente, Infrastrutture, Italia, Legislazione, Nautica, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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