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Dal gas naturale e nuovi mercati

Il futuro “presente” ha già individuato gli usi diretti del gas naturale liquefatto nei trasporti terrestri, marittimi, ferroviari e aerospaziali. A quest’uso del gas corrispondono le industrie reti di distribuzione lontane dai gasdotti che hanno generato una specifica filiera industriale e quindi un nuovo mercato con un’attraente attività di ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

Oggi, le tecnologie del settore della liquefazione di gas naturale, del suo trasporto e della rigassificazione per l’immissione nei grandi gasdotti, richiedono una efficace semplificazione delle dimensioni e un riadattamento per soddisfare le specifiche richieste dei consumatori finali. Già si parla di novità, come la produzione di bioLng, di idrogeno e di Lng sintetico, da miscelare al gas naturale liquefatto da giacimento, per abbattere ulteriormente l’impatto ambientale del gas naturale fossile e perché sono prodotti da fonti rinnovabili.

Nel settore dello shipping, anche di fronte alla sofferenza per l’emergenza Covid-19, molte compagnie di navigazione stanno mantenendo i programmi per le navi a gnl; l’unico problema rimane che nel Mediterraneo si può operare il bunkeraggio solo a Barcelona e Marsiglia e fuori da Gibilterra solo a Tenerife. Oltre al Gnl, molte navi da crociera sono interessate anche al bioLng per contenere le emissioni di CO2; si parla di 11 navi da crociera operative entro il 2025 di cui cinque del gruppo Costa Crociere battenti bandiera italiana. Sono state le nuove tecnologie a determinare il successo mondiale dell’uso diretto di Lng, con l’Italia che ritiene importante una filiera di distribuzione del Lng per il bunkering di navi nel Mediterraneo e soprattutto in quello orientale.

Importante è anche la filiera industriale relativa a celle frigorifere, valvole criogeniche, micro – liquefazioni, motori ibridi (Lng ed elettricità, Lng e idrogeno con celle a combustibile), erogatori self-service, tecnologie ship to ship, tecnologie truck to ship, tecnologie di carico, prevenzione e controllo delle emissioni, processi digitali e virtuali Lng. In sostanza, per gli armatori, vedono l’uso di Lng come fattore di transizione per facilitare la decarbonizzazione, propedeutico anche all’utilizzo di altri combustibili come il bioLng e il gas sintetico. Nei prossimi anni si parlerà molto di bioLng come “motore” per lo sviluppo di tutti gli usi del Lng; bioLng mescolato al normale gas naturale liquefatto riduce ulteriormente le già eccezionali prestazioni ambientali.

Intento, presso il Ministero dei Trasporti, di concerto con quello dello Sviluppo Economico, sono stati autorizzati depositi per 82 mila mc (Santa Giusta di Oristano, Olt Offshore Lng Toscana, deposito costiero a Livorno, Edison/Pir di Ravenna) e si stanno valutando proposte per altri 44 mila mc su Napoli e Brindisi. Anche su Taranto il Governo Conte, per farsi perdonare i vari fallimenti post industriali – vedi ex Ilva, ex Evergreen, porto e piattaforma logistica – si va promettendo di tutto e di più compreso l’ultimo progetto Eni per la produzione del gas circolare. Depositi che non possono essere posti in tutte le aree delle AdSP, ma in siti che il Ministero considera strategici per lo sviluppo delle filiere industriali del Lng.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su giu 26 2020. Archiviato come Ambiente, Cultura, Internazionale, Italia, Nautica, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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