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L’INNOVAZIONE AL SERVIZIO DELLA PROTEZIONE DELLE AREE MARINE PROTETTE

Il progetto europeo IMPACT (“Impatto Portuale su aree marine protette: Azioni Cooperative Transfrontaliere”), si caratterizza per la sua capacità di mettere a sistema le risorse tecnologiche, di capitalizzare e ampliare la rete infrastrutturale esistente dedicata al monitoraggio marino, grazie alla stretta e proficua collaborazione tra i partner.

Dall’inizio di ottobre 2020 è disponibile il web-GIS di IMPACT, la piattaforma informatica consultabile via internet e progettata per restituire interattivamente diverse tipologie di mappe relative ai dati acquisiti o calcolati dai ricercatori nell’ambito delle attività del progetto. Le mappe riguardano sia lo stato del mare sia alcuni indici utili alla pianificazione delle attività marittime, con particolare riferimento alle interazioni tra Aree Marine Protette (AMP) e porti limitrofi. Il web-GIS è ospitato all’interno del nuovo sito internet di progetto www.impact-maritime.eu.

A rendere IMPACT particolarmente all’avanguardia è il suo approccio transfrontaliero, che consente di affrontare in modo congiunto i temi chiave del progetto e di garantire l’efficacia degli interventi, basandoli su una rete infrastrutturale e su pratiche condivise.
I partner dell’iniziativa, avviata nel 2017, sono impegnati nell’implementazione di una serie di azioni finalizzate alla conservazione delle aree marine protette (AMP) in armonia con le esigenze di sviluppo delle attività portuali nell’area transfrontaliera.
Sono in particolare oggetto di studio e di monitoraggio le AMP Secche della Meloria, delle Cinque Terre, di Port-Cros e Porquerolles e del Parco Marino di Capo Corso e degli Agriati, in relazione ai porti di Livorno, La Spezia, Tolone e Bastia, situati nelle loro immediate vicinanze.
Tutte le azioni del progetto IMPACT si inseriscono nel più ampio contesto della Blue Growth, la strategia europea di lungo periodo per la crescita sostenibile in ambito marino e marittimo.

Tra gli output previsti dal progetto IMPACT spicca la piattaforma web-GIS. Un web-GIS (web Geographical Information System) è un applicativo software, raggiungibile e consultabile su internet, in grado di acquisire, memorizzare, estrarre, aggregare e visualizzare dati georeferenziati, associati cioè a precise posizioni geografiche. Il GIS integra le funzionalità dei database, che permettono di memorizzare informazioni in modo strutturato e ordinato, e di richiamarle in modo selettivo con interrogazioni anche complesse, con quelle di una mappa interattiva, che fornisce dati territoriali e rappresentazioni geografiche anche su livelli multipli.

Lo scopo del web-GIS di IMPACT è contribuire, attraverso informazioni oggettive e analisi scientifiche, alla gestione ottimale delle aree portuali e delle AMP presenti nelle aree di studio e fornire informazioni a supporto delle decisioni per la governance transfrontaliera.

I dati raccolti all’interno del web-GIS riguardano:

le correnti marine superficiali basate su misure oceanografiche da radar costieri e drifter;
le medie mensili delle correnti tridimensionali simulate attraverso modelli idrodinamici;
le mappe di distanza oceanografica e i tassi di ritenzione ottenuti da modelli di dispersione larvale;
gli indici biologici per organismi sentinella quali il granchio corridore (Pachygrapsus marmoratus) e la gorgonia rossa (Paramuricea clavata);
le concentrazioni di contaminanti chimici basate sui dati storici e su quelli raccolti nell’ambito delle campagne finanziate dal progetto.

Il webGIS è consultabile all’indirizzo www.impact-maritime.eu, nella sezione dedicata all’interno del nuovo sito web del progetto, anch’esso pubblicato di recente contestualmente al webGIS e concepito per divulgare a un pubblico più ampio possibile le motivazioni e i risultati del progetto.
Nel corso dei tre anni di IMPACT si è ottenuto uno sviluppo della rete dei radar ad alta frequenza (HF) operativi lungo le coste della Toscana, della Liguria e nella regione del Sud PACA in Francia. I radar HF sono strumenti oceanografici di telerilevamento per la raccolta automatica di dati sullo stato del mare e delle correnti.

Si è dimostrato efficace e interessante anche il ricorso ai drifter, boe flottanti che si muovono trasportati dalle correnti superficiali e la cui posizione viene tele-rilevata via satellite. I drifter, lanciati durante le campagne di misura del progetto, al pari dei radar HF e in modo complementare hanno permesso di ottenere informazioni dirette sulle correnti marine, fattore determinante nel trasporto, per esempio, di contaminanti chimici tra i porti e le AMP.

IL PROGETTO IMPACT
Finanziato dall’Unione europea, IMPACT (2017-2020) è coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Scienze Marine (CNR – ISMAR), sede di Lerici, con la partecipazione del Centro Interuniversitario di Biologia Marina ed Ecologia Applicata “G. Bacci” (CIBM), del Consorzio Laboratorio di Monitoraggio e Modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile (LaMMA), dell’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer (IFREMER), dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), del Laboratoire d’Ecogéochimie des Environnements Benthiques (LECOB-CNRS), della Regione Toscana e dell’Université de Toulon.

Leggi anche:

  1. La più importante copertura radar d’Europa a tutela delle aree marine protette
  2. Progetto IMPACT: come tutelare le aree marine protette e gli organismi che le popolano
  3. Ministero Ambiente: I gemellaggi tra aree marine protette nel bacino del Mediterraneo al centro del Workshop al ministero dell’Ambiente verso la Cop21 di Napoli
  4. 3° Workshop sulle Aree Marine Protette: Confronto tra Enti gestori e Autorità Marittime per l’ottimizzazione dell’attività di sorveglianza
  5. Workshop sulle aree marine protette: confronto tra Enti gestori e Autorità marittime per l’ottimizzazione dell’attività di sorveglianza

Short URL: http://www.ilnautilus.it/?p=79694

Scritto da Redazione su ott 8 2020. Archiviato come Ambiente, Italia, Marinas, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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