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Crotone tra i sette progetti nazionali di depositi costieri. Irripetibile opportunità per l’economia del Sud

Con 81 distributori stradali di GNL in attività lungo la penisola (dato Assogasliquidi riferito al primo semestre del 2020) l’Italia si conferma primo paese europeo nel settore davanti a Spagna (51) e Francia (37). Allo sviluppo dei punti vendita del gas naturale liquefatto per il trasporto pesante fa da contraltare, paradossalmente, la totale mancanza di punti di approvvigionamento della materia prima. Ad oggi, nel nostro paese mancano punto di stoccaggio e la rete di distribuzione terrestre è costretta a rifornirsi all’estero.

Questa mancanza infrastrutturale pesa anche sul comparto marittimo. A fronte dei grossi investimenti dei maggiori player crocieristici (Costa ed MSC Crociere, tra gli altri) in unità con propulsione a GNL il territorio nazionale (l’Italia, è bene ricordare, rappresenta uno dei maggiori mercati crocieristici nel Mediterraneo) non è ancora attrezzato per il bunkeraggio. Operazione, per le navi come Aida Nova e Costa Smeralda già in servizio, che viene effettuato prevalentemente a Marsiglia o Barcellona.

A correggere il tiro, entro la fine di quest’anno, è prevista l’entrata in servizio del deposito di GNL di Oristano. Nel 2022, poi, dovrebbe essere la volta di Ravenna. Un passo avanti verso il completamento di una moderna ed efficiente rete di stoccaggio nazionale cui potrebbero contribuire una serie di progetti “small scale” in via di definizione a Venezia, Brindisi, Napoli e Livorno.
Nel novero rientra anche la proposta avanzata da Ionio Fuel per la costruzione di un deposito da 20mila metri cubi nell’area industriale ex Corap di Crotone. Con un obiettivo preciso: valorizzare la posizione strategica dell’area, al centro del Mediterraneo, sia per intercettare il traffico marittimo sia per alimentare la rete del Sud Italia di distribuzione per il traffico pesante.

Ottenuto il Nulla Osta alla fattibilità dell’impianto da parte del Comitato Tecnico Regionale, il progetto è attualmente al vaglio del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, con l’apertura della fase di procedibilità prevista dall’iter per la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Nel frattempo Ionio Fuel ha siglato un accordo vincolante per l’acquisto dei terreni su cui dovrebbe sorgere l’infrastruttura. Tempo previsto per l’avvio dei lavori: fine 2022.

Fermo restando tutti gli iter autorizzativi e burocratici da scollinare e la paventata “resistenza” al proseguimento della proposta di Ionio Fuel agitata negli ultimi giorni da Federpetroli. L’associazione in una comunicazione a Confindustria Crotone ha infatti riesumato un vecchio protocollo d’intesa firmato nel 2017 per lo sviluppo comune di attività industriali legate al GNL, lamentando il non coinvolgimento nell’iniziativa in corso. In attesa delle eventuali rimostranze avanzate dalla federazione c’è da sottolineare che il documento, di durata biennale, non ha mai visto l’attuazione delle misure previste, tra cui l’istituzione di tavoli di confronto tra le relative aziende associate. Stupisce, pertanto, l’improvviso accendersi dell’attenzione sul tema, in concomitanza con un’iniziativa che, partita da un costante, e non sempre agevole, confronto con il territorio è impegnata a costruire un regolare “dialogo dal basso” sul futuro industriale dell’area e l’inserimento di Crotone nei processi  di transizione energetica in atto a livello internazionale.

Ionio Fuel ha inteso avanzare la sua proposta secondo questo modello, i cui risultati concreti sono evidenziati dal costante progresso dei complessi iter autorizzativi previsti in un settore così delicato sotto l’aspetto industriale, sociale e ambientale. Sarebbe un peccato inciampare negli ultimi metri del tragitto, per ostacoli frapposti da interessi finora indifferenti al destino del territorio. Un peccato soprattutto per Crotone e le potenzialità di volano che un intervento infrastrutturale come quello proposto da Ionio Fuel potrebbe innescare.

Ionio Fuel srl – La nostra missione è quella di contribuire alla diffusione di quello che è il carburante verde per eccellenza: il GNL (Gas Naturale Liquefatto). La società studia, progetta e definisce impianti di GNL, perseguendo un obiettivo mirato ad una maggiore efficienza energetica data dall’energia sostenibile.

Il progetto “Ionio Fuel” per la realizzazione di un deposito costiero prevede la realizzazione di un impianto con capacità di stoccaggio pari a 20mila metri cubi di GNL (Gas Naturale Liquefatto) nell’area industriale a nord della città di Crotone. L’infrastruttura si estenderà su di un’area di 6,7 ettari con una capacità di rigassificazione pari a 12 Mld mc/anno (35 Mmc/giorno). Ottenuto mediante una soluzione modulare costituita da 18 serbatoi del tipo “Full Containment” l’impianto prevede una piattaforma di scarico a 1,8 chilometri dalla costa, con possibilità di ricevere navi con capacità di trasporto del GNL fino a 35.000 mc.

Tre le aree funzionali previste: Area Terminale Off-Shore (ovvero area di attracco navi metaniere e bettoline attrezzata per operazioni di carico-scarico e per il trasferimento del GNL da nave metaniera a stoccaggio e da stoccaggio verso bettoline); Area di interconnessione fra Terminale e area stoccaggio (all’interno di un cunicolo a terra ed a mare, saranno posizionate le tubazioni criogeniche per il collegamento dell’area di attracco nave al terminal e tutti i sistemi ausiliari per il corretto funzionamento e gestione); Area Deposito (con i 18 serbatoi di stoccaggio del GNL).

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Scritto da Redazione su ott 24 2020. Archiviato come Ambiente, Italia, News, Porti, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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