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Coordinamento Lavoratori Portuali Trieste e Tryeste al lavoro per un Istituto di formazione sulla portualità in Porto Vecchio

La collaborazione tra lavoratori e cittadini per il recupero formativo e produttivo dell’antico scalo

La proposta: utilizzare parte del Recovery Fund per un investimento rilevante sul futuro della città

 

A volte le idee possono andare in Porto. Come raccontato ieri, 4 novembre, in diretta facebook da Stefano Puzzer come Tryeste assieme al Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste (CLPT) ci stiamo impegnando per la progettazione di un Istituto Internazionale di Formazione Professionale sulla Portualità da insediare in Porto Vecchio, anche attraverso l’utilizzo di parte dei fondi del Recovery Fund.

Il Porto Vecchio è un’area strategica che dovrebbe diventare a nostro avviso un parco eco-produttivo nel quale il mondo della ricerca e della formazione, assieme alle attività produttive che potrebbero insediarsi nell’area, potrebbero creare un vero e proprio ecosistema che garantisca alla città un futuro nel quale la conoscenza, i diritti dei lavoratori, l’ecocompatibilità rappresentino le principali leve di uno sviluppo che garantisca occasioni lavorative di qualità.

Dentro questo sistema, il centro di formazione potrebbe rispondere ai bisogni del futuro lavoratore portuale attraverso percorsi formativi di alto livello nei quali verrebbe garantita la centralità ai lavoratori più esperti, che per anni hanno lavorato nel Porto, e che dopo lunghi anni di servizio potrebbero condividere le proprie esperienze, le proprie conoscenze e competenze ai colleghi presenti e futuri.

Nel mondo contemporaneo il sapere rappresenta la più importante risorsa in mano a chi lavora per poter restare al passo con i grandi cambiamenti tecnologici, ma anche per tutelare i propri diritti e la propria autonomia. Trovare gli strumenti più idonei alla sua trasmissione è la più importante sfida che il mondo del lavoro e tutta la cittadinanza devono porsi. Noi abbiamo deciso di provarci.

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Scritto da Redazione su nov 5 2020. Archiviato come Cultura, Italia, Nautica, News, Porti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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