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Volvo Ocean Race: in tre oltre le 500 miglia

Sono state 24 ore piene di azione, quelle appena trascorse per i sei team della Volvo Ocean Race. Velocità da brivido, rotture, incidenti mentre la flotta naviga negli alisei rotta sud verso l’equatore e ben tre scafi hanno superato la barriera delle 500 miglia di percorrenza.

I francesi di Groupama 4 mantengono saldamente la prima posizione, secondi sono gli americani di PUMA e terzi gli spagnoli di Team Telefonica a meno di 100 miglia di distacco. Sfortunato CAMPER, che durante la notte è stato vittima di un problema alla vela di prua, che gli ha fatto perdere contatto con i battistrada. Ora è quarto, seguito da Abu Dhabi e Team Sanya.

E’ un cambio di scena totale, rispetto a due giorni fa, quello che sta accadendo sul palcoscenico della Volvo Ocean Race. I sei team, infatti, sono protagonisti di una discesa velocissima verso sud e l’equatore, con venti che hanno superato i 35 nodi di intensità e velocità  da brivido, tanto che la scorsa notte metà della flotta ha infranto il muro delle 500 miglia in 24 ore. Ma i dati che arrivano dall’oceano pacifico parlano di distanze ancora maggiori e di potenziali nuovi record. La classifica provvisoria cambia ancora alle spalle dei leader di Groupama 4.

In condizioni che sembrano essere perfette per la sua barca, l’equipaggio guidato da Franck Cammas, mantiene saldamente il suo vantaggio, che al rilevamento delle 13 GMT è arrivato a oltre 81 miglia sui nuovi avversari diretti, gli americani di PUMA che sono risaliti in seconda posizione. Condizioni ideali certo, ma che mettono alla prova attrezzature e uomini, come ha spiegato il watch captain della barca francese Thomas Coville: “Ci si bagna molto. Navighiamo con un angolo di 90° al vento e 90° alla direzione delle onde. Ci sono tanti spruzzi e in coperta arrivano ondate in continuazione. E’ una situazione molto dura per l’equipaggio, soprattutto per il timoniere. E tutti abbiamo gli occhi rossi e che bruciano per il sale.”

Rientrati nei giochi grazie alla loro scelta nordista prima e orientale poi, gli americani di PUMA hanno fatto registrare la percorrenza più alta sulle 24 ore con ben 525 miglia a una media di 21,8 nodi che li ha spinti in alto e in seconda piazza alle spalle dei francesi. “Non male per un lasco stretto con venti nodi di vento e un mare difficile” ha scritto l’MCM Amory Ross. “E’ bello andare veloci, fa bene alla mente. Navigare così è divertente ed è quello a cui tutti pensano quando firmano per fare il giro del mondo a vela!”

Oltre alle ottime velocità per risalire nella classifica PUMA ha anche, suo malgrado, approfittato di quanto successo a CAMPER with Emirates Team New Zealand nella notte. Gli ispano/neozelandesi sono stati vittime della sfortuna rompendo una vela di prua essenziale in queste condizioni. “La cima a cui è murato il fiocco si è rotta, la vela ha cominciato a sbattere e si è strappata in due pezzi” ha spiegato lo skipper Chris Nicholson. Si tratta del J2, una vela importante per le condizioni in cui naviga la barca rossa e bianca, e quella utilizzata in sostituzione ha fatto rallentare il team in modo considerevole. In un successivo collegamento, tuttavia, il navigatore Will Oxley ha confermato che l’equipaggio è riuscito ad effettuare una riparazione e a issare nuovamente la vela. “I ragazzi sono stati fantastici, hanno lavorato finchè non era tutto a posto. Ci solo volute circa 20 ore, è un lavoro enorme, si deve portare la vela sottocoperta, asciugarla, trovare il taglio e fare la riparazione rimettendo insieme i due pezzi e aggiungendo uno strato, incollare e cucire. Non so come facciano, la vela è enorme e l’interno della barca così piccolo.” Oxley ha però aggiunto che le condizioni restano: “Piuttosto brutali. Non si può stare al timone senza casco e non si può volgere la faccia al vento perché ci si acceca. Immaginate di mettere la testa fuori da finestrino della macchina a 60 all’ora quando piove e capirete. “

Team Telefónica è quindi risalito in terza posizione e accusa un ritardo inferiore alle 96 miglia da Groupama e pur non avendo passato la barriera delle 500 miglia, solo si fa per dire 499 quelle segnate dal logo della barca azzurra, ha ben resistito agli attacchi del duo che si trova più a est. Il navigatore australiano
Andrew Cape conferma che: “Siamo abbastanza contenti, navighiamo veloci a 90° di vento reale con il due. Forse è quello che ci aspettavamo per la prossima tappa, ma qui le temperature sono molto meglio! Non ci possiamo lamentare, è bello avanzare velocemente e sembra che per i prossimi giorni la situazione resterà così. I doldrum si sono chiusi un po’ a causa dell’aliseo forte che abbiamo qui, quindi non credo saranno un problema come quello che invece avremo quando saremo nell’emisfero sud in approccio alla Nuova Zelanda. Comunque non siamo nemmeno a metà della tappa e c’è ancora molta strada da fare.”

Anche Abu Dhabi Ocean Racing dello skipper britannico Ian Walker ha fatto registrare una performance notevole con 511 miglia, il che non gli ha consentito però di risalire alcuna posizione in classifica e rimane quinto a 118,4 miglia dal team francese. Nella notte, il mare molto formato ha causato qualche problema fisico a bordo dello scafo nero degli Emirati, con Walker che ha preso una brutta botta a una gamba rimanendo fra una draglia e un pesante sacco di vela e Craig Satterthwaite che è stato spinto violentemente contro la timoneria da un’onda che ha spazzato la coperta. E, tuttavia con altre trenta e più ore in queste condizioni, ci sarà ancora azione a bordo. Ma, come ha detto il prodiere Justin Slattery: “Questa è una passeggiata rispetto a quello che ci aspetta nel grande sud.”

Team Sanya rimane sesto a poco meno di 155 miglia e pur avendo un mezzo meno performante del resto della flotta, l’equipaggio con bandiera cinese ha percorso 474 miglia nelle ultime 24 ore e non si lascia certo abbattere e continua a spingere al massimo. “Indossiamo i caschi e le cinture di sicurezza” racconta l’MCM Andrés Soriano. “Dal tambuccio si vede solo il timoniere perché gli altri tre di turno si riparano dietro ai sacchi delle vele. E’ una bella corsa, bagnata e accidentata, sempre al limite.”

Al rilevamento delle ore 14 di oggi, Groupama 4 dista poco più di 3.100 miglia da Auckland e guida la flotta con 81,6 miglia su PUMA e 95,8 su Team Telefónica, terzo, In quarta posizione è CAMPER che ha un ritardo di 109,1 miglia, Abu Dhabi è quinto a 118,4 e Team Sanya è sesto con 154,8 miglia di distacco.

Il più veloce, nell’arco delle ultime tre ore è stato Abu Dhabi, con una media di 22.2 nodi, ottenuta con 23,5 nodi di vento.

Posizioni al rilevamento delle ore 13 GMT (14 ora italiana) del 29 febbraio 2012:

1. Groupama sailing team, a 3.105,9 miglia da Auckland
2. PUMA Ocean Racing powered by BERG, +81,6
3. Team Telefónica, +95,8
4. CAMPER with Emirates Team New Zealand, +109,1
5. Abu Dhabi Ocean Racing, +118,4
6. Team Sanya, +154,8
(1 miglio = 1,852 km)
Foto: H. Hooper

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Scritto da Redazione su feb 29 2012. Archiviato come News, Regate, Sport. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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