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Volvo Ocean Race: la temperatura scende ma la competizione si riscalda

ALICANTE – Mancano solo pochi giorni alla conclusione della seconda tappa della Volvo Ocean Race ma la classifica finale è tutto tranne che decisa. MAPFRE continua a guidare la flotta ma il vantaggio di 35 miglia di ieri si è ridotto a 26, con gli inseguitori che stanno alle calcagna del team iberico.

“Siamo riusciti a prendere la testa ma la lotta con Vestas 11th Hour Racing, Dongfeng Race Team e Brunel Racing è dura,” ha detto il neozelandese  Blair Tuke dalla barca rossa dove il team guidato da Xabi Fernandez si è trovato sotto attacco da parte di Dongfeng Race Team, che dopo aver perso la leadership e aver accumulato distacco, sembra aver ripreso buona velocità nel tratto finale di approccio a Città del Capo.

Il team franco/cinese di Dongfeng, con lo skipper Charles Caudrelier nelle ultime 24 ore ha coperto la notevole distanza di 517 miglia, abbastanza per rientrare in seconda posizione alle spalle di MAPFRE che ha anche guadagnato su il resto della flotta. Meno di un miglio alle spalle del duo di testa i danesi/americani di Vestas 11th Hour Racing, vincitori della Leg 1, con Team Brunel in quarta piazza a circa otto miglia alle spalle di Dongfeng. Insomma distacchi minimi, quando mancano poco più di 1.300 miglia ma sembrano esserci ancora molte opzioni tecniche, e dunque la situazione tutto è meno che definitiva.

Team Brunel è uscito dalla modalità nascosta, lo stealth mode alle 0700 UTC di oggi (le 8 del mattino in Italia) con la posizione più settentrionale del gruppetto di quattro. La boat captain Abby Ehler ieri ha dichiarato che il navigatore di Brunel Andrew Cape avrebbe preferito una rotta più meridionale ma a metà serata il team olandese, con cui corrono anche gli italiani Alberto Bolzan e Maciel Cicchetti, ha cambiato strategia e ha iniziato a posizionarsi su una rotta più alta rispetto agli avversari.

Tuttavia le speranze di team Brunel di approfittare dello stealth mode per prendere la testa della flotta si sono infrante, anzi lo scafo giallo è passato dalla seconda alla quarta piazza. “Fa parte del gioco, sembra quando sei bloccato sullo ski-lift e non puoi andare da nessuna parte: fa freddo, è umido e non c’è via d’uscita. Meno male che mi piace navigare.” ha scritto in un tweet il trimmer di Brunel Kyle Langford.

Team AkzoNobel, in quinta posizione, sta percorrendo una rotta a circa 70 miglia a nord-ovest di iMAPFRE, mentre ancora 70 miglia più a nord-ovest si trovano il sesto e il settimo, rispettivamente   Team Sun Hung Kai/Scallywag e Turn the Tide on Plastic che stanno transitando nei pressi dell’isola di Tristan da Cunha, uno dei luoghi più remoti e meno abitati del pianeta.

La colonia britannica, che si trova a 1.500 miglia dal Sud Africa e a 2.000 miglia dal sud America, ha solo 262 abitanti ed è divenuta famosa nel mondo della vela durante la prima tappa della Volvo Ocean Race 2011-12  quando PUMA Ocean Racing di Ken Read vi fece sosta dopo un disalberamento. L’equipaggio passò diversi giorni sull’isola, ospite della piccola comunità, visitò il vulcano e giocò persino a golf. Un evento che è rimasto nella memoria di molti, fra cui Henry Bomby che fa parte dell’equipaggio di Turn the Tide on Plastic che ha twittato “Stiamo passando Tristan du Cunha, se ci fermiamo c’è qualcuno che vuole giocare a golf? Ken Read?”

Intanto il navigatore di Turn the Tide on Plastic, il francese Nico Lunven ha dichiarato di aver più voglia di arrivare a Città del Capo per due ordini di motivi: “Primo perché sono competitivo e voglio battere Scallywag, e secondariamente perché voglio tornare subito a casa e vedere la mia seconda bambina che è nata durante la tappa. Per ora ho solo visto una sua foto in un’email.” Lunven dovrà però pazientare ancora qualche giorno, dato che le ultime proiezioni prevedono l’arrivo della flotta nella capitale sudafricana il prossimo fine settimana.

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Scritto da Redazione su nov 21 2017. Archiviato come News, Regate, Sport. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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