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La Maersk spinge UE a vigilare sui container reefer

Una delle più importanti industrie per la costruzione di container reefer, la danese Maersk Container Industry (MCI), ha invitato la Commissione europea a far rispettare la legislazione comunitaria per quanto riguarda l’uso della schiuma isolante nel campo dei contenitori reefer; legislazione ambientale europea progettata per proteggere lo strato di ozono e aiutare a prevenire il cambiamento climatico. Sostanzialmente, la società di Copenaghen chiede alla Commissione una vigilanza più accurata se si vuole che la “green policy” della UE non rimanga solo un enunciato; ciò andrebbe a vantaggio della salvaguardia dell’ambiente, oltre a favorire gli investimenti europei in tema di innovazione ambientale.

L’attuale legislazione dell’UE vieta la “importazione” o “immissione sul mercato” di container refrigerati  con schiume generate da metodi tradizionali, tipo HCFC141b, poiché recano potenziali danni al clima e allo strato di ozono dell’atmosfera. Tuttavia, migliaia di tali contenitori circolano nel mercato interno europeo sia su navi che su treni e tir alle stesse condizioni di mercato, come se fossero dei reefer più compatibili con l’ambiente. In questi prodotti, normalmente l’idrogeno sostituisce solo in parte il cloro che è presente nella molecola dei CFC ottenendo gli idroclorofluorocarburi (HCFC); mentre se lo sostituisce completamente si ottengono gli idrofluorocarburi (HFC); contenendo del cloro, queste schiume partecipano all’impoverimento dell’ozono atmosferico. Per tale ragione è già stata programmata la loro progressiva eliminazione (Regolamento CE 1005/09), ed entro il 2015 non si potranno più usare.

Per questo motivo ed in previsione di tale data, la Maersk Container Industry, sin dal 2002,  ha sviluppato una schiuma isolante, la SuPoTec, (Sustainable Polyurethane Technology) che non emette CO2 attraverso l’uso di ciclopentano come componente di base. Il “ciclopentano” viene migliorato con l’aggiunta di materiali che garantiscono prestazioni termiche sostanzialmente invariate rispetto al metodo tradizionale della schiuma HCFC141b; un valido modo per isolare le navi frigorifere e quindi con un bisogno minimo di energia per mantenere i loro carichi freschi durante il trasporto.

Lo sviluppo di SuPoTec da parte di MCI è stato sopportato e sostenuto da studi della World Wildlife Foundation (WWF) internazionale; infatti, il potenziale di riscaldamento globale (GWP: global warming potential) di un container reefer di 40 piedi, isolato con SuPoTec, si riduce a circa l’1% rispetto ad un contenitore isolato con HCFC141b ed in più senza procurare danni allo strato di ozono ed all’ambiente. In questo l’industria danese ha investito molto e la maggior parte dei container Maersk Line sono stati costruiti dalla Maersk Container Industry (MCI) con sede a Qingdao, Cina. Il Gruppo Maersk, includendo la Maersk Line reefer (con oltre 387 navi portacontainer), APM Terminals, Maersk Oil e Maersk Drilling, ha dimensione e portata globale, da impiegare circa 117.000 persone e nel 2011 ha generato un fatturato di 60,2 miliardi di dollari.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su feb 13 2013. Archiviato come Legislazione, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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