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Trasporto marittimo ed ambiente marino da rispettare

Il settore del trasporto marittimo in questi ultimi anni rimane sempre al primo posto nella agenda della salvaguardia dell’ambiente marino del nostro pianeta. Come l’industria del trasporto su strada ha accettato imposizioni legislative sulle riduzioni delle emissioni in atmosfera, così per le industrie marittime, a livello globale, per la loro quota di trasporto, sono sollecitate da una preoccupazione dell’opinione pubblica che fa pressioni politiche per legiferare in merito alle riduzioni di emissioni da navi, almeno per quanto concerne i regolamenti di attuazione. Ricordiamo che la normativa internazionale che disciplina la riduzione delle emissioni di SOx e NOx da trasporto è in corso di esecuzione (regolamenti di attuazione).

Con la revisione della Convenzione MARPOL, allegato VI, nel mese di ottobre 2008,  nuovi limiti sono stati imposti  sul tenore di zolfo del carburante marino da usare e sull’ossido di azoto NOx.  E’ probabile, anzi certo, che saranno istituite nuove zone di controllo delle emissioni (ECA- Emissions Control Area); si sta pensando a due zone per il Mediterraneo o ad una intera area che lo comprenda tutto. Come pure, notevole è lo sforzo fatto dall’IMO per agevolare progetti di utilizzo di combustibili alternativi (verdi) sia nel campo tecnico, che nello sviluppo di misure operative e finanziarie per regolamentare i gas serra ed in particolare la CO2  da trasporto marittimo.

La sfida, oggi, per il settore dei trasporti marittimi è quella di impegnarsi con i responsabili politici e legislatori ad affrontare questo tema, e di implementare soluzioni innovative ed economicamente valide per contribuire a ridurre i livelli inquinanti sia su scala globale che regionale. Il problema, come è noto, riguarda tutte le navi; ma per i traghetti e navi passeggeri risulta essere severo e complesso, in quanto questi sistemi trasportano sempre più merci e persone per una continuità geografica/sociale degli Stati, contribuendo anche allo sviluppo economico di molte regioni marittime. In particolare in questo periodo, i traghetti, in tutto il mondo, non stanno avendo il giusto riconoscimento che meritano, al di là della capacità trasportistica che offrono; non basta una progettazione innovativa di queste navi, ma necessita una più incisiva attenzione sulla safety e sulla formazione degli equipaggi.
Una maggiore attenzione su questa tipologia di navi e sulle relazioni socio-economiche fra Stati frontalieri peninsulari ed insulari aiuterà una giusta informazione per i responsabili politici ad essere più capaci di decisioni sostenibili ed eque. Vi sono molti elementi che impediscono al trasporto marittimo di raggiungere il suo massimo potenziale e che lo hanno relegato ad uno stato di dipendenza “logistica” rispetto alle altre modalità di trasporto; tuttavia, queste navi, traghetto e ro-ro pax,  insieme ai loro equipaggi, si fanno carico di sopportare una parte significativa di passeggeri e merci in tutto il mondo.

Di fronte ad una innovazione spietata, rimane il problema fondamentale della competenza di un equipaggio; questo è possibile solo attraverso una formazione adeguata. Per una nave, la più automatizzata ed innovativa nei servizi ausiliari di bordo, è merito dell’equipaggio se i suoi passeggeri sentono la crociera come un viaggio importante della loro vita; ogni membro dell’equipaggio, dal capitano fino al più umile marinaio, devono avere conoscenza di ciò che il suo lavoro comporta, avendo le competenze e soprattutto la volontà di farlo. Però va ricordato che la continua ricerca a migliorarsi è semplicemente parte del  processo evolutivo; basti pensare a come si navigava nell’800 o agli inizi del ‘900, e quali sistemi propulsivi venivano applicati, e quanto carico di lavoro  i marittimi imbarcati dovevano sopportare.

Oggi, i traghetti moderni che uniscono Stati per una tratta di poche ore, alle attuali velocità, sono paragonabili a degli aeromobili commerciali, sia per la maggiore sicurezza, migliore economia di carburante, e sia per la maggiore automazione aumentata (ad esempio i controlli del computer sempre più incisivi a diminuire la dipendenza dell’equipaggio a “fare”), e sia per una maggiore capacità di trasporto di merci con un effetto negativo minimo sull’ambiente. Questa è la situazione attuale di navi, equipaggi e linee di navigazione. I tempi stanno cambiando e la tecnologia si evolve; ma fin quando l’acqua di mare  coprirà più della metà della superficie del pianeta, i popoli continueranno a fare affidamento su traghetti e altre forme di trasporto marittimo.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su mag 1 2013. Archiviato come Legislazione, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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