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Marittimi italiani in difficoltà sulle certificazioni

ROMA – Ancora “mare agitato” per i marittimi italiani. L’unica certezza che hanno è l’aver confermato lo sciopero nazionale per il prossimo 15 novembre con manifestazione a Roma. I marittimi sono agitati per come superare l’imposizione degli adeguamenti sulle certificazioni; come pure per le abilitazioni dell’aggiornamento professionale per gli ufficiali di coperta e di macchina, dovuti alla Convenzione di Manila 2010, relativa alle disposizioni della STCW/78, in scadenza il prossimo 31 dicembre 2016.

Non si discute l’adesione dell’Italia alla Convenzione internazionale, ma il ritardo e a volte la confusione dell’iter amministrativo con cui si sono emanati i decreti attuativi relativi al recepimento delle direttive internazionali. Iter amministrativo che ha generato degli step burocratici mettendo in difficoltà i marittimi a aggiornare i propri certificati.

Anche se l’ultima circolare ministeriale ha rimandato la procedura di adeguamento a dopo il 15 gennaio 2017 e non oltre il primo trimestre dell’anno , (questa vale solo per i marittimi che effettuano traffico nazionale e voluta per favorire l’adeguamento dei certificati ai marittimi impiegati su traffico internazionale), sicuramente si creerà ulteriore ingorgo amministrativo.

Infatti, per un aggiornamento della professione per comandanti e direttori di macchina occorreranno 300 alle 570 ore di formazione, circa un mese e mezzo e due; dovrà sbarcare e pagarsi questa formazione, anche se in un’altra Convenzione internazionale  – ILO – la formazione dei marittimi è a carico degli armatori! Ancora una volta occorre una disciplina intenta a chiarire il “come,cosa  e chi” di tali corsi di formazione professionale per ufficiali di coperta e di macchina, tenendo presente che stiamo parlando di ufficiali che stanno navigando e l’Amministrazione dimostra di non conoscere.

Intanto sul web e sui social sta correndo una petizione pubblica da firmare: “marittimi vessati dalle leggi vigenti in materia di certificazioni IMO” per far sentire la propria voce e le  rivendicazioni, visto che Sindacati e  Associazioni di categoria stanno dimostrando  di non saper nuotare in questo mare.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su nov 6 2016. Archiviato come Italia, Legislazione, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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