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Brindisi – Porto, prove di dialogo

Brindisi-Dopo l’ultimo incontro della “capi gruppo” consiliare del Comune di Brindisi con la presidenza dell’AdSP del Mare Adriatico Meridionale, il Sindaco del Comune di Brindisi, Riccardo Rossi, incontra gli operatori del porto di Brindisi. Mentre, a Roma, il tavolo nazionale di coordinamento delle Aree Logistiche Integrate, presso il Mit, dava il via libera al finanziamento da 39 milioni di euro per la cassa di colmata (valore complessivo del progetto è di 60milioni di euro), a Brindisi, Fedespedi, Raccomar e altri operatori portuali presentavano al Sindaco Rossi il loro piano delle infrastrutture necessarie per far fronte allo sviluppo del porto nei prossimi anni.

Fare il sindaco di una città oggi rimane molto difficile; se poi ci riferiamo a un sindaco di una città – porto il tutto diventa complesso proprio se pensiamo che una strada non abbia la stessa funzione di una banchina. E’noto a tutti che il settore del trasporto marittimo, nel suo complesso, sta attraversando una fase – puntuale – di modernizzazione che va dalla propulsione navale alla condotta delle navi e alla sistemazione del carico a bordo, con un pensiero particolare alle tipologie di terminal portuali e le varie attrezzature per movimentare il carico stesso, merci e/o passeggeri, ro-ro e/o ro-pax.

Il rapporto porto-città non è sempre stato così importante come oggi, che i porti sono alla ricerca di più spazio e acque più profonde. L’impressione del cittadino medio è che il porto è uno spazio, dock, darsena, piattaforma, dove i portuali vi scaricano e/o scaricano le navi. Non è così. Per Fedespedi, Brindisi sta aspettando da molti anni (2006) una pianificazione delle opere per rendere il porto di Brindisi più competitivo nel Mezzogiorno d’Italia e nel Mediterraneo. Per questo quando parliamo di accosti (S. Apollinare) e di funzionalità del porto medio (Costa Morena est e altro) ci stiamo riferendo a una progettazione attuale e non tanto a quella futura; poi pensiamo che il 2023 è alle porte, in economia marittima e portuale quattro anni sono paragonabili a quattro mesi.

Accosti che favoriranno da subito nuove linee di ro/ro e ro/pax. Quando si parla di crociere, non è sufficiente menzionare solo i terminal; certo servono anche queste infrastrutture, ma è importante avere una seria progettualità di accoglienza turistica/crocieristica/culturale ed una formulazione di un brand efficace. Domandarsi sempre perché una compagnia di navi da crociere sceglie di scalare il porto di Brindisi, il Salento e la Puglia e perché un crocierista si dovrebbe imbarcare a Brindisi e non in un altro porto.

Certo che le banchine del porto interno potrebbero essere utilizzate da un segmento turistico – crociere di lusso e yacht -; passeggeri che sicuramente non andrebbero per bancarelle o per centri commerciali, ma esigono un’esperienza del “viaggio” unica. E comunque, non basta parlare e fare analisi, ha sottolineato Fedespedi; occorre almeno coerenza con quello che tutte le componenti dell’allora Comitato portuale (Comune compreso) avevano approvato nel maggio del 2006, tutte le opere necessarie e funzionali per il porto (ieri).

Il futuro sarà tutto il resto: area Pol, via del mare, giardino del mare, lungomare dal levante al ponente, capannone Montecatini, Collegio Tommaseo, Castello di terra e di mare. E’ già importante che s’inizi a collaborare , nel rispetto delle responsabilità reciproche preposte e non solo per propaganda sui media e social.

Abele Carruezzo

 


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Scritto da Abele Carruezzo su feb 2 2019. Archiviato come Infrastrutture, Italia, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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