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Trasporto a basse emissioni di carbonio

Rotterdam- Il progetto “Just In Time”, sponsorizzato dall’IMO, da risultati positivi per la sostenibilità ambientale. L’obiettivo principale del progetto è di ridurre il tempo impiegato dalle navi, fuori dai porti in attesa di ormeggio alla banchina, riducendo le emissioni nocive e per risparmiare sui costi del carburante.

Solitamente, s’intende “Just In Time”uno dei cardini della logistica legata alla produzione di beni materiali e immateriali. Nella fattispecie del trasporto marittimo, se le navi mercantili fossero tenute informate nelle ultime dodici ore, prima dell’arrivo in un porto, sulla disponibilità di servizi tecnico-nautici, le stesse potrebbero adattare di conseguenza la loro velocità di navigazione.

Questo significa ridurre la loro velocità in modo che arrivino just in time e con un minor consumo di carburante e quindi minori emissioni di sostane indesiderate come l’anidride carbonica, gli ossidi di zolfo e di azoto. Notevoli risparmi grazie alla riduzione dei tempi di attesa per le navi nelle aree di ancoraggio. Una prova desktop in operazioni di navigazione Just-In-Time, effettuata la scorsa settimana nel porto di Rotterdam, ha prodotto risultati positivi, evidenziando che le emissioni possono essere notevolmente ridotte. La prova è stata condotta dai membri della Global Industry Alliance (GIA), sotto la guida dell’IMO, per sostenere il trasporto a basse emissioni di carbonio (Low Carbon Shipping).

La prova ha messo in luce il potenziale vantaggio che una comunicazione precoce tra navi, autorità portuali e terminal può portare al fine di ottimizzare la velocità durante il viaggio. La prova sul desktop ha riguardato un viaggio tra Bremerhaven e Rotterdam (247miglia nautiche) e simulato un paio di volte. Nel primo scenario, quello che avviene normalmente, la nave riceve un aggiornamento del primo arrivo al punto imbarco-pilota (normalmente in campo VHF, a circa 30 miglia nautiche).

Il tempo richiesto alla nave per arrivare al posto d’imbarco-pilota dipende da una serie di variabili, tra cui la disponibilità operativa del terminal, nonché i piloti, i rimorchiatori e ormeggiatori. Ma le informazioni vengono spesso inviate solo quando la nave è già relativamente vicina al porto. Nel secondo scenario, quello proposto Just-In-Time, la nave riceve molti aggiornamenti e molto prima di quando arriverà al posto d’imbarco-pilota a Rotterdam.

La nave può quindi regolare la velocità alla sua velocità ottimale. Confrontando i due scenari, il 23% in meno di carburante è stato consumato nello scenario Just-In-Time; una significativa riduzione del carburante e quindi delle emissioni. I dati di questa prova saranno inseriti in una guida Just-In-Time preparata dal GIA. L’esercitazione è stata condotta da rappresentanti del porto di Rotterdam, Maersk, MSC, IMO e Inchcape Shipping.

Il GIA è un’iniziativa innovativa di partenariato pubblico-privato dell’IMO, nel quadro del progetto GEME-UNDP-IMO Global Maritime Efficiency Partnership ( GloMEEP ) che mira a riunire i leader del settore marittimo per sostenere un trasporto marittimo a basso consumo di carbonio ed efficiente dal punto di vista energetico sistema di trasporto. Già nel 2017, l’Autorità Portuale di Rotterdam che fa parte della “Global Industry Alliance” per sostenere il trasporto a basse emissioni di carbonio, aveva analizzato tutti i movimenti delle navi portacontainer in partenza per il porto di Rotterdam. All’inizio di quest’anno, la stessa A. P. olandese ha lanciato il progetto “Pronto”.

Si tratta di una piattaforma di ottimizzazione delle chiamate; una varietà di fonti di dati in modo che una chiamata di scalo da una nave possa essere pianificata nel modo più accurato possibile. In questo modo, le attività che devono svolgersi durante lo scalo al porto possono essere perfettamente coordinate l’una con l’altra. I dati del progetto sono stati convertiti in una “finestra” del programma “Pronto” al fine di rendere possibile la navigazione just-in-time.

Le compagnie di navigazione possono vedere la velocità del trasporto marittimo effettuata dalle loro navi; quale sarebbe stata la velocità ideale e quanto carburante e CO2 avrebbero potuto essere risparmiati. Si spera che tale piattaforma possa essere utilizzata da altri porti, al fine di effettuare una navigazione a basse emissioni di carbonio.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su lug 17 2019. Archiviato come Europa, Legislazione, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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