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Confitarma: Lo shipping mondiale annuncia la creazione di un fondo da 5 miliardi di dollari per eliminare le emissioni di C02

Il 18 dicembre la comunità marittima internazionale ha annunciato l’intenzione di dare vita ad una nuova organizzazione non governativa per la ricerca e lo sviluppo per la decarbonizzazione dello shipping. Il fondo verrà alimentato con finanziamenti delle compagnie di navigazione di tutto il mondo per circa 5 miliardi di dollari in un periodo di 10 anni per accelerare lo sviluppo di navi a zero emissioni di Co2 entro i primi anni 2030. Gli armatori italiani già applicano nuove tecnologie per la riduzione di tutte le emissioni, compresi i gas serra.

Roma – Con una mossa senza precedenti, l’industria marittima mondiale, dopo COP 25, si attiva concretamente sul tema ambientale annunciando la proposta che verrà presentata all’IMO-Organizzazione marittima internazionale-Agenzia specializzata delle Nazioni Unite, per la creazione del primo fondo di R&S sui combustibili alternativi al fine di eliminare le emissioni di Co2 dello shipping internazionale.

L’iniziativa conferma che tutta la comunità dello shipping mondiale è unita e intende continuare ad impegnarsi nella riduzione delle emissioni di Co2 fino alla loro totale eliminazione. A tal fine, le compagnie di navigazione di tutto il mondo contribuiranno per circa 5 miliardi di dollari in un periodo di 10 anni.

“La coalizione delle associazioni di settore che sostiene questa proposta– ha affermato Esben Poulsulsson, presidente ICS, si sta dimostrando una vera leadership. L’industria marittima deve ridurre le proprie emissioni di Co2 per far fronte all’ambiziosa sfida che l’IMO ha fissato. L’innovazione è quindi fondamentale se vogliamo sviluppare le tecnologie che alimentano la 4a rivoluzione della propulsione marittima”. “Questa proposta è semplice, responsabile e realizzabile – ha concluso Poulsson – e speriamo che i governi sostengano questa mossa coraggiosa dell’industria”. Il fondo sarà finanziato da compagnie di navigazione di tutto il mondo attraverso un contributo di R&S obbligatorio pari a 2 dollari USA per tonnellata di acquisto di carburante marino.

Al momento, l’iniziativa per il progetto R&S e il suo finanziamento riguarda le principali associazioni internazionali degli armatori, ma la possibile partecipazione di altre parti interessate è vista con favore. Anche in Italia, si guarda a questo progetto come ad un passo molto importante verso la totale decarbonizzazione dello shipping. Parlando a nome degli armatori italiani, Mario Mattioli, presidente di Confitarma ha ricordato che “La nostra flotta è in prima fila nel percorso che tende alla decarbonizzazione di tutte le attività industriali ed ha già fatto ingenti investimenti per tecnologie innovative e impiego di combustibili meno dannosi per l’ambiente. Basti citare l’alimentazione a batteria (quindi zero emissioni) durante le soste della nave in porto, l’utilizzo del LNG (gas naturale liquefatto) come combustibile alternativo e l’installazione di scrubber”.

“Non si tratta di meri progetti – ha aggiunto Mattioli – gli armatori italiani negli ultimi anni hanno dimostrato il loro impegno per ridurre le emissioni delle loro navi. Auspichiamo che nel corso del tempo questo fondo possa avere una dotazione importante e paragonabile agli investimenti dell’automotive nella ricerca per combustibili alternativi. Comunque, in Italia vantiamo eccellenze di primo piano e sono orgoglioso di annoverare tra le fila di Confitarma i Gruppi armatoriali “Caronte & Tourist”, “Costa Crociere” e “Grimaldi” di Napoli”.  Infatti, dal novembre 2018 è operativo Elio della società Caronte & Tourist, il primo traghetto alimentato a LNG ad operare nel Mediterraneo.

Il Gruppo Costa Crociere, alla fine del 2018, con l’unità AidaNova ha avviato una nuova era delle crociere a bassissimo impatto ambientale per il Mediterraneo grazie all’alimentazione con LNG anche in navigazione, seguita dalla Costa Smeralda che è appena stata presa in consegna. A luglio, è tornata operativa la Cruise Roma che, dopo essere stata sottoposta a lavori di restyling, è prima nave del Gruppo Grimaldi ad operare nel Mediterraneo con emissioni zero in porto in quanto, oltre agli scrubber per la depurazione dei gas di scarico, è stato installato un impianto di mega batterie al litio della capacità di oltre 5 MWh per alimentare la nave durante le soste nei porti.

A novembre poi, è stata battezzata la Grande Torino, prima di sette unità gemelle altamente efficienti, dotate di motore a controllo elettronico e di sistemi all’avanguardia in grado di ridurre le emissioni inquinanti. È importante ribadire che il 90% del commercio mondiale utilizza la via marittima e che quello marittimo è certamente il mezzo di trasporto più efficiente ed efficace, dato che la sostenibilità ambientale va valutata in base alla quantità di merci trasportate ed alle distanze percorse.

Ciò premesso, la comunità marittima internazionale ritiene che per raggiungere gli obiettivi di cambiamento climatico dell’accordo di Parigi, la rapida decarbonizzazione sia fondamentale. Le associazioni internazionali degli armatori che hanno presentato congiuntamente la proposta e che insieme rappresentano oltre il 90% della flotta mercantile mondiale, sono: BIMCO, CLIA, INTERCARGO, INTERFERRY, ICS, INTERTANKO, INTERNATIONAL PARCEL TANKERS’ ASSOCATION, WORLD SHIPPING COUNCIL.

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Scritto da Redazione su dic 18 2019. Archiviato come Ambiente, Cantieri, Internazionale, Italia, Legislazione, Nautica, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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