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La logistica può essere sostenibile, se segue la strada della collaborazione

Ridurre l’impatto dei trasporti sull’ambiente è un’esigenza sempre più attuale. Ma per raggiungere obiettivi migliori occorre collaborare. Ecco come la logistica sta diventando più green, progettando nuove soluzioni tecniche e tecnologiche e collaborando con le istituzioni.

A cura di Federico Pozzi Chiesa, Founder Supernova Hub e AD Italmondo

Spedizioni transcontinentali, consegne urbane, shopping online… il volume della merce trasportata cresce e continuerà a farlo nei prossimi anni. Solo in Italia, nel 2018 il trasporto merci su gomma ha raggiunto i 167,5 miliardi di tonnellate per chilometro, rappresentando l’86,5% dell’intero comparto della logistica (rispetto al 76,4% in Europa) secondo Eurostat. Complice anche l’e-commerce, che rappresenta già il 10% del mercato retail nel mondo e il 5,6% in Italia (dati Netcomm) – percentuale che aumenta ogni anno.

Allo stesso tempo, a livello globale, si sta sviluppando una coscienza green che non accetta più passivamente di inquinare il pianeta, ma tenta invece, e per quanto più le è possibile, di ridurre l’impatto sull’ambiente. Da un lato l’Europa emana direttive sempre più rigide in tema di salvaguardia dell’ambiente, dall’altro i consumatori diventano sempre più attenti a questi temi nella scelta dei brand: secondo un sondaggio di Packaging World, il 79% di circa 2.000 consumatori intervistati preferisce comprare prodotti con imballaggi sostenibili. Come risponde il mondo dei trasporti a questa crescente domanda di sostenibilità?

La sfida ambientale è (anche) una sfida logistica

I trasporti giocano purtroppo una parte rilevante nella questione dell’inquinamento ambientale. Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, il 13% delle emissioni di CO2 dell’anno 2016 sono attribuibili proprio al settore dei trasporti. Se il mezzo più inquinante è senza dubbio l’aereo – che produrrebbe oggi il 2% circa delle emissioni di CO2 causate dall’attività umana globalmente, (dati di Air Transport Action Group) – resta  vero che l’inquinamento dell’aria causato dal trasporto su gomma a livello europeo costa dai €67 agli €80 miliardi di euro in servizi sanitari, secondo uno studio della European Public Health Alliance.

Per far fronte a questa situazione, negli ultimi anni molte aziende hanno intrapreso un percorso verso la sostenibilità: soluzioni eco-friendly nel last-mile delle consegne (specialmente in città); soluzioni che permettono di caricare al meglio i tir e quindi farne viaggiare di meno; soluzioni tecnologiche per rendere più smart e green i magazzini; packaging su misura per limitare lo spreco di materiali. Inoltre, sempre più imprese stanno scegliendo fonti di energia rinnovabili per alimentare stabilimenti e uffici.

Facciamo alcuni esempi. La ciclologistica sembra avere un alto potenziale di crescita e dispone oggi di molte tipologie di veicoli. Anche gli Autonomous Ground Vehicles (AGVs), i locker e i droni terresti (droid) si svilupperanno in modo significativo nei prossimi anni, anche se dovranno affrontare la normale iniziale diffidenza degli utenti. Senza contare due innovazioni fondamentali per abbattere l’impatto dei trasporti sul pianeta: i motori LNG (Liquefied Natural Gas) e le batterie agli ioni di litio, che rispetto alle più tradizionali batterie al piombo, danno il vantaggio di non avere esalazioni.

O ancora, l’adozione di tir più lunghi che permettono di trasportare più merci con meno viaggi. Sempre nell’ottica dell’ottimizzazione e della riduzione dei viaggi è il perfezionamento della gestione degli spazi all’interno dei camion: forse una delle sfide principali e più complesse della logistica contemporanea. Infatti, per abbattere i costi e l’impatto sull’ambiente occorrono programmi in grado di pianificare i carichi dei container così da ottimizzare al massimo il mix delle merci trasportate.

La sostenibilità è collaborativa

Qui entra in gioco la collaborazione. Alcuni software per gestire il carico dei tir sono già sul mercato, ma non sono ancora abbastanza raffinati per andare incontro alle esigenze delle singole aziende di trasporto, esigenze diverse l’una dall’altra. Per questo oggi i grandi gruppi della logistica, come Italmondo, decidono di collaborare con le istituzioni, con il mondo accademico, con le start-up… per raggiungere un risultato positivo e adatto alle proprie necessità.

A tal fine Supernova Hub, l’Università DTU di Copenaghen e l’Istituto ETH di Zurigo lavorano insieme per sviluppare un software proprietario a partire da un algoritmo, che sia specifico per le esigenze di Italmondo, che permetta di individuare la composizione ottimale del carico e fornisca agli operatori di magazzino le informazioni necessarie per posizionare le merci.

Sempre insieme a Italmondo, Supernova Hub, ha cercato di ottimizzare anche il packaging delle spedizioni, al fine di ridurre gli sprechi di carta e di materiali da imballaggio. Per il sito di vendite online Westwing, abbiamo creato una stampante 3D capace di confezionare il packaging in maniera sartoriale a partire dalla dimensione dell’oggetto da spedire, con una precisione millimetrica, un impatto evidente sulla produttività (che ha visto un miglioramento del 15%) e sul costo medio della spedizione (che si è ridotto tra il 5 e il 10% grazie all’efficientamento volumetrico).

Queste collaborazioni segnano la strada dello sviluppo del settore logistico verso un panorama sempre più green: la fiducia, la cultura del fare assieme, accompagnate dalla capacità di utilizzare le tecnologie più all’avanguardia e di analizzare i mercati di riferimento, permetteranno sempre di più di ottenere soluzioni sostenibili e allo stesso tempo adatte alle reali esigenze del settore.

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Scritto da Redazione su dic 19 2019. Archiviato come Ambiente, Italia, Logistica, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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