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UE: pubblicata relazione su emissioni CO2 sul trasporto marittimo

Bruxelles. La Commissione europea ha pubblicato la prima relazione annuale sulle emissioni di CO2 del trasporto marittimo. Il rapporto analizza le informazioni sulle emissioni di CO2 e sull’efficienza energetica di tutte le navi con oltre 5.000 tonnellate di stazza lorda, che hanno fatto attività di trasporto marittimo legate allo Spazio Economico Europeo (SEE) nel 2018. Le emissioni segnalate da 11.600 navi hanno registrato oltre 138 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 in quell’anno; queste rappresentano il 3,7% delle emissioni totali di CO2 nell’Ue secondo i dati sulle emissioni di gas serra riportati dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EMSA). I dati e la relazione saranno pubblicati ogni anno per consentire una migliore comprensione delle caratteristiche, delle emissioni di CO2 e dell’efficienza energetica della flotta monitorata.

Rapporto. La presente relazione annuale si basa sui dati relativi alle emissioni nel 2018, comunicati dalle società di navigazione fino al settembre 2019, ai sensi del Regolamento Ue sul monitoraggio, la comunicazione e la verifica (MRV Monitoring, Reporting, Verification) delle emissioni di CO2 del trasporto marittimo.

Circa i due terzi delle emissioni di CO2 segnalate sono legati a viaggi da o verso un porto al di fuori del SEE. I viaggi all’interno del SEE hanno rappresentato solo il 32% delle emissioni totali di CO2 e le emissioni delle navi nei porti europei rappresentano il 6% delle emissioni totali. Nel confrontare le emissioni di CO2 tra diversi tipi di navi, le navi portacontainer hanno espresso la quota maggiore delle emissioni totali, con oltre il 30%.

Flotta. Le 11.600 navi monitorate ai sensi della legislazione dell’Ue rappresentano il 38% della flotta mercantile mondiale (oltre 5.000 tonnellate di stazza lorda) e coprono una grande varietà di navi, dalle navi passeggeri, roll-on / roll-off a navi portarinfuse, petroliere e navi portacontainer. L’età media delle navi monitorate è relativamente giovane (11 anni in media), ma ci sono grandi differenze di età tra le varie tipologie di navi e per le caratteristiche nautiche diverse.

Efficienza energetica. L’efficienza energetica tecnica della flotta monitorata è generalmente paragonabile a quella della flotta mondiale (ad eccezione delle navi portacontainer di piccole dimensioni). La maggior parte della flotta monitorata soddisfa già gli standard globali di efficienza energetica applicabili nel periodo 2020-2025. In termini di efficienza energetica operativa, la stragrande maggioranza delle navi ha ridotto la propria velocità rispetto a quella operata nel 2008 (da -15 a -20%). La crociera pianificata a velocità più basse consente di risparmiare energia e carburante e può ridurre significativamente le emissioni di CO2.

Dal 2018, il Regolamento Ue sul monitoraggio, la comunicazione e la verifica delle emissioni di CO2 del trasporto marittimo (Regolamento Ue 2015/757) impone alle compagnie di navigazione di monitorare le proprie emissioni di CO2, il consumo di carburante e altre informazioni pertinenti durante la navigazione da o verso i porti scalati nello Spazio Economico Europeo, quando trasportano merci o passeggeri per motivi commerciali.

I dati sulle emissioni di CO2 e le informazioni sull’efficienza energetica di tutte le singole navi sono disponibili al pubblico su THETIS-MRV, la banca dati web – based sviluppata dalla Commissione e dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Marittima (EMSA). La trasparenza del sistema e l’insieme dei dati segnalati sono la chiave per affrontare le barriere del mercato e stimolare la diffusione di comportamenti e tecnologie ad alta efficienza energetica.

Distribuzione della proprietà della flotta. E’ nota la differenza sostanziale tra il proprietario di una nave, l’armatore e compagnia di navigazione (Codice della Navigazione). Più della metà della flotta monitorata (in termini di stazza lorda) è di proprietà di entità con sede nell’Ue. Questi proprietari non sono necessariamente le compagnie MRV o quelle che gestiscono le navi. Le società greche detengono la quota maggiore della flotta monitorata in termini di tonnellaggio lordo (20%), seguite da società giapponesi (9%), Germania (8%) e Singapore (7%). I proprietari di Norvegia, Danimarca e Cina rappresentano ciascuno il 5% di tutte le navi monitorate. Osservando i due maggiori proprietari dell’Ue, si riscontra che le società greche possiedono prevalentemente navi portarinfuse (oltre il 50%) e petroliere (circa il 25%). Al contrario, le compagnie tedesche possiedono principalmente navi portacontainer e navi mercantili.

Le società dell’UE possiedono una quota significativamente più ridotta della flotta mondiale con il 39% della stazza lorda totale, mentre i proprietari di Paesi come Cina, Singapore o Giappone hanno quote significative. Tuttavia, le società dell’Ue detengono ancora la più grande quota unica della flotta mondiale. I proprietari greci rappresentano il 16% della flotta mondiale, il che significa che una quota importante delle loro navi non è inclusa nella flotta monitorata.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su mag 29 2020. Archiviato come Ambiente, Cultura, Europa, Nautica, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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