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UE proroga di un anno sanzioni alla Turchia

Bruxelles. Il Consiglio Ue ha prorogato di un anno (fino al 12 novembre 2021) il quadro delle sanzioni da comminare contro i responsabili delle attività di esplorazione del gas della Turchia nelle acque contese del Mediterraneo orientale – acque territoriali di Cipro -. L’Ufficio di Navigazione, Idrografia e Oceanografia turco aveva autorizzato la nave turca Oruç Reis ad eseguire operazioni di esplorazione e ricerca di gas e petrolio, nell’area del Mediterraneo orientale, fino allo scorso 4 novembre; i controlli della Guardia Costiera ellenica confermano che la nave turca di rilevamento Oruç Reis continua a operare nell’area.

Già nel 2019, l’Ue aveva deliberato sanzioni contro la Turchia per violazione del Diritto Internazionale; ma ultimamente, nello scorso mese di agosto, la Turchia ha ripetuto l’operazione di una nuova trivellazione a sud di Cipro. A febbraio di quest’anno, l’Ue ha applicato le sanzioni una sola volta, sottoponendo due alti funzionari della società turca TPAO (Türkiye Petrolleri Anonim Ortaklığ) a misure restrittive sulle perforazioni “non autorizzate” della Turchia al largo di Cipro.

La società TPAO ha perforato una serie di pozzi al largo di Cipro dall’agosto dello scorso anno, inclusi blocchi già concessi in licenza da Cipro a esploratori internazionali come Total ed Eni. Cipro ospita già fino a 550 miliardi di metri cubi di risorse di gas in seguito ai pozzi scoperti di Afrodite, Calipso e Glauco degli ultimi anni. La Turchia aveva già avvertito che avrebbe aumentato la sua presenza nel Mediterraneo orientale se fossero state imposte delle sanzioni. Pertanto, il Consiglio europeo ha adottato ora una decisione che proroga di un anno, fino al 12 novembre 2021, il quadro esistente delle misure restrittive in risposta alle attività di perforazione non autorizzate della Turchia nel Mediterraneo orientale. Tali misure permetteranno all’Ue di mantenere la sua capacità di imporre misure restrittive mirate a persone o entità responsabili o coinvolte in attività di perforazione, non autorizzate d’idrocarburi nel Mediterraneo orientale.

Le sanzioni consisterebbero in divieti di viaggiare verso l’Ue e in un congelamento dei beni per le persone e per le entità giuridiche. Le rotte del Mediterraneo centrale servono a Erdogan per fare pressione sull’Europa; un’Europa afflitta dalla pandemia e dalle diatribe di divisioni politiche su come concedere prestiti del Recovery Fund; il controllo delle vie marittime rimane sempre indispensabile per il benessere e il progresso di una nazione; e dopo la Brexit, l’Europa dispone solo di mezzi navali italiani e francesi per gestire un adeguato controllo garantendo un’efficace sicurezza ai flussi merceologici ed energetici che attraversano quelle zone marittime.

Abele Carruezzo

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Scritto da Abele Carruezzo su nov 9 2020. Archiviato come Ambiente, Cultura, Europa, Internazionale, Legislazione, News, Trasporti. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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