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ESPO pubblica il Rapporto Ambientale 2020 sui porti europei

Bruxelles. La European Sea Ports Organization (ESPO) ha presentato il suo quinto Rapporto ambientale annuale durante un webinar dedicato.

Il Rapporto Ambientale ESPO 2020 include più di sessanta diversi benchmark di prestazioni ambientali, come le prime dieci priorità ambientali dei porti europei, e dati sui green service alla navigazione (elettricità con prese da banchina, GNL  bunkering e quote portuali differenziate per l’ambiente). Le dieci priorità sono riportate nella foto a seguire.

La qualità dell’aria continua a essere la massima priorità ambientale per i porti; infatti, la qualità dell’aria è diventata un fattore determinante per  un’attività portuale sostenibile e per conferire  in futuro ai porti la certificazione /licenza ad operare.

Il cambiamento climatico, seconda priorità assoluta dei porti nel 2020, essendo entrato per la prima volta tra le prime 10 priorità ambientali già nel 2017. Nel 2020, sette porti europei su dieci prendono in considerazione il cambiamento climatico quando sviluppano nuovi progetti infrastrutturali. La minaccia rappresentata dal cambiamento climatico è dimostrata dal fatto che il 65% dei porti europei ha adottato misure per rafforzare la resilienza climatica delle infrastrutture esistenti e oltre la metà dei porti esaminati – si afferma nel Report -  ha già affrontato le sfide operative dovute al cambiamento climatico.
L’efficienza energetica – prima denominata consumo di energia-  è la terza priorità assoluta dopo la qualità dell’aria e il cambiamento climatico.

Per quanto riguarda il rumore, priorità importante per i porti, si evidenzia negli scali esaminati che si continua a intraprendere misure per evitare o ridurre l’inquinamento acustico dovuto alle attività portuali. Al quinto posto in questo Report 2020, fra le priorità assolute, si attesta il rapporto con la comunità locale, da tutti affermata di primaria importanza per i porti.  Nel 2020, i porti hanno continuato i loro sforzi per garantire più trasparenza nelle attività, mostrando più responsabilità e coinvolgendo le comunità locali. Quasi tutti (91%) dei porti partecipanti comunicano la propria politica ambientale a tutte le parti interessate e l’86% di loro la rende pubblicamente disponibile sul proprio sito web.

Per quanto riguarda i green service alla navigazione, una quota crescente di porti offre elettricità da banchina (shore-side electricity for ship) per le navi all’ormeggio (OPS = Onshore Power Supply) nel 2020 e con il 58% dei porti campionati che forniscono questo servizio già nel 2020 (principalmente nei mari del nord Europa).

È importante ricordare che, di questo totale, il 46% di questi porti fornisce elettricità ad alta tensione adatta alle navi. In particolare, il 40% dei porti prevede di offrire OPS nei prossimi due anni. Mentre per quanto riguarda depositi Gnl, un terzo dei porti ha reso disponibile il rifornimento di Gnl per bunkering alle navi, con modalità da camion (quasi la totalità) e da chiatte (34%).  Parallelamente, il 57% dei porti fornisce tariffe differenziate dal punto di vista ambientale per le navi che vanno oltre gli standard normativi, con emissioni atmosferiche, rifiuti e cambiamenti climatici che sono obiettivi importanti di questi sconti.

Inoltre, circa due terzi dei porti europei sono certificati con uno standard ambientale (ISO, EMAS, PERS di EcoPorts), con un aumento dell’11% dal 2013.
L’81% dei porti ha istituito un programma di monitoraggio ambientale, essendo i rifiuti generati in un ambiente portuale il problema più monitorato. Con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la trasparenza e la responsabilità del settore portuale europeo e di migliorare il rapporto dei porti con le loro comunità locali, ESPO ha deciso di pubblicare il Rapporto ambientale annuale del settore portuale europeo dal 2016.

Il rapporto – che di seguito alleghiamo -  fornisce dati di qualità sui porti, prestazioni ambientali e sta diventando un punto di riferimento per i responsabili politici e le parti interessate, comprese le comunità locali, la società civile, i ricercatori e l’industria.
97 sono stati i porti che hanno partecipato alla relazione di quest’anno.

“Il rapporto ambientale ESPO di quest’anno –ha dichiarato  Isabelle Ryckbost, Segretario generale di ESPO -  mostra che, nonostante i tempi difficili che stanno attraversando i porti, l’impegno e il supporto ambientale non sono stati trascurati. I porti continuano a investire in infrastrutture verdi come l’elettricità shore side per le navi all’ormeggio e hanno migliorato la loro trasparenza nei confronti dei cittadini europei e delle comunità locali. Dovremo tenere d’occhio la quota di porti certificati con un Sistema di Gestione Ambientale, che è leggermente diminuita. ESPO s’impegna quindi a continuare ad aiutare i porti a dimostrare l’eccellenza nella gestione ambientale attraverso la certificazione EcoPorts PERS, che è l’unico standard ambientale specifico per il porto sul mercato. Sono tuttavia felice – chiude il Segretario generale ESPO- di vedere che il campione utilizzato per la relazione annuale diventa più grande. Vorrei incoraggiare tutti i nostri membri ad aderire a EcoPorts e rendere il campione ancora più completo e rappresentativo per tutti gli Stati marittimi, membri dell’UE”.

Abele Carruezzo

Environmental Report-WEB-FINAL.pdf© Riproduzione riservata

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Scritto da Abele Carruezzo su nov 11 2020. Archiviato come Ambiente, Cultura, Europa, Legislazione, Nautica, News, Trasporti, Turismo. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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