(Attivisti di Greenpeace dopo aver dipinto il loro slogan sullo scafo della FPSO; foto courtesy © Christian Åslund / Greenpeace)
Greenpeace afferma ‘Stop Rosebank’, progetto per la produzione di greggio e di gas
Rosebank. Gli attivisti di Greenpeace stanno intensificando le loro proteste contro un importante progetto petrolifero e del gas nel Regno Unito, oggetto di dibattito in Parlamento.
Gli attivisti hanno raggiunto la nave di stoccaggio e scarico di produzione (FPSO, Floating Production Storage and Offloading) che si stava dirigendo verso la piattaforma ed hanno deturpato la nave dipingendo uno slogan sullo scafo.
Il Governo laburista del Regno Unito sta discutendo la decisione del precedente Governo di approvare il giacimento petrolifero e del gas di Rosebank, situato al largo delle isole Shetland sulla piattaforma continentale britannica.
Greenpeace ha colto l’opportunità, prendendo di mira la PetroJarl Rosebank FPSO mentre lasciava Walvis Bay in Namibia dopo il rifornimento, per attirare l’attenzione sulle loro richieste di fermare il progetto.
Dopo aver navigato vicino a Rosebank a bordo della nave Rainbow Warrior III di proprietà Greenpeace, quattro attivisti hanno utilizzato gommoni a chiglia rigida e kayak per raggiungere la FPSO e sono riusciti a dipingere sul scafo ‘they profit, we pay’ sul suo scafo.
Altri sei attivisti hanno circondato la FPSO con striscioni contrari al progetto mentre il Warrior esponeva un enorme striscione appeso tra i suoi alberi con la scritta “Stop Rosebank”.
La FPSO è stata attenzionata da Greenpeace quando si è fermata in Namibia per il rifornimento, prima di proseguire verso il giacimento di Rosebank, dove le compagnie petrolifere Shell, Equinor e Ithaca sperano di iniziare la produzione, a condizione che il Governo britannico conceda il via libera.
La FPSO viene trainata nelle acque del Regno Unito da rimorchiatori. Questa è stata la seconda volta in cinque giorni che attivisti di Greenpeace hanno preso di mira la FPSO, sventolando il loro banner “Stop Rosebank” lo scorso 20 marzo.
Il Rosebank da 95.000 tonnellate è considerato uno dei più grandi giacimenti al mondo, progettato specificamente per ambienti ostili, incluso il Mare del Nord. In precedenza, la FPSO, conosciuta come PetroJarl Knarr e navigando sotto bandiera delle Bahamas, è stata costruita da Samsung Heavy Industries e consegnata nel 2014; ha operato nel campo di Knarr al largo della Norvegia dal 2015 fino a maggio 2022.
La FPSO fu rinominata Rosebank e re-iscritta nel Regno Unito a gennaio dopo aver subito un ampio refitting a Dubai. L’aggiornamento è stato progettato per garantire che la nave potesse operare per molto tempo senza la necessità di ulteriori bacini di carenaggio; è gestita da Adura, una joint venture tra Shell ed Equinor.
Rosebank è il più grande giacimento petrolifero e di gas non sviluppato del Regno Unito, situato a circa 80 miglia a nord-ovest delle Shetland, a circa 1.100 metri di profondità d’acqua. Il giacimento, che è in fase di sviluppo con un costo di 3,8 miliardi di dollari, vanta risorse recuperabili nell’ordine dei 300 milioni ai 500 milioni di barili di petrolio.
Il giacimento è progettato per essere sviluppato con pozzi sottomarini collegati alla FPSO, con il petrolio trasportato alle raffinerie tramite navi cisterna, mentre il gas sarà esportato attraverso il sistema del West of Shetland Pipeline verso la Scozia continentale.
Approvato per la prima volta nel 2023, il progetto ha incontrato una forte opposizione da parte degli ambientalisti guidati da Greenpeace e dal gruppo Uplift. Nel gennaio dello scorso anno, un Tribunale scozzese ha stabilito che la decisione di approvare Rosebank era illegale, con gli operatori ordinati a presentare una nuova valutazione dell’impatto ambientale, cosa che hanno fatto in ottobre.
“Per proteggere gli inglesi e scozzesi che pagano le tasse, così come il clima, dobbiamo smettere il più rapidamente possibile con la nostra dipendenza da petrolio e gas. Il Governo deve mantenere la posizione su Rosebank e rifiutarsi di permettere a questi vandali climatici di costringerli a commettere un errore grande, sporco e molto costoso”, ha detto Angharad Hopkinson, attivista di Greenpeace UK.
Se il Governo britannico, che si è impegnato a vietare nuove licenze di esplorazione petrolifera e del gas, gli operatori sperano di iniziare la produzione con il primo petrolio previsto più avanti nell’anno. Il campo ha una vita prevista di 25 anni.
Abele Carruezzo








