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Storie scritte da Francesco Ventura

Un oro, 3 argenti ed 1 bronzo calabresi per gli Open di Sicilia

È stato nel messinese, a Giardini Naxos, che venti tra le migliori società di canoa e kayak calabresi e siciliane si sono sfidate nella gara regionale “Open” sulla distanza di 200 metri, ospiti del locale circolo nautico “Teocle”, alla presenza del presidente federale Luciano Buonfiglio. Cinque le medaglie conquistate dalla compagine calabrese, composta dal Circolo Nautico reggino, il Canoa Kayak Club di Reggio ed il Circolo Nautico Lametino.

Assegnate una medaglia d’oro per il K2 allievi B maschile composto da Pasquale Germanò e Daniele Serranò dal Canoa Kayak Club, seguono tre argenti, il primo alla coppia di K2 allievi B femminile Martina Penato e Dorotea Giustra sempre del “CKC RC”,  il secondo nuovamente a Daniele Serranò per il K1 B maschile e l’ultimo a Dorotea Giustra per l’analoga disciplina femminile.

Unico bronzo calabrese è quello assegnato a Gabriele Marra del Circolo Nautico Reggio, mentre i colleghi del lametino vantono tra le loro fila Lisa Serranò, classificatasi al quinto posto in quella che è stata la sua prima gara ufficiale. Per la sezione senior si elogiano particolarmente Daniele D’Agata e Stefano Attinà Tassone, i quali si sono ritrovati a gareggiare contro alcuni dei migliori esponenti della velocità italiana, tesserati presso le società sicule.

Francesco Ventura

Ordigni bellici, la Capitaneria di porto interdice le acque di Brancaleone

Emessa un’ordinanza di interdizione da parte della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria riguardante parte dell’area distante le coste di Brancaleone a causa del rinvenimento di dodici presunti ordigni bellici, in zona lungomare ed a fronte del lido “Liberty”.

L’area interessata è stata interdetta per un raggio di duecento metri al fine di tutelare l’incolumità dei cittadini e la sicurezza alla navigazione. Interrotte entro questo perimetro anche le attività di pesca, balneari e delle altre operazioni marinaresche sino al completamento delle dovute verifiche e successiva rimozione da parte dei reparti speciali di competenza.

Le coordinate dell’epicentro dell’area interdetta, posto a circa due metri dalla battigia, sono latitudine 37°57’43.1’’ nord, longitudine 016°06’07.9’’ est. Si raccomanda l’osservazione di detto ordinanza alla cittadinanza ed ai naviganti.

 

Francesco Ventura

Trivellazioni: la Calabria dopo la Puglia

In Calabria si torna a parlare di carotaggi e trivellazioni per l’individuazione e sfruttamento di giacimenti petroliferi individuati nello Ionio, per un area  che vede interessata un’area che va dalle coste catanzaresi risalendo l’intera regione, passando per la Basilicata ed arrivando sino alle porte del Golfo di Taranto. Attualmente è nel cosentino la richiesta inoltrata per l’estrazione di idrocarburi nell’area di Marina di Sibari.

Uno studio di “Goletta Verde”, pubblicato nel dossier “Per qualche tanica in più” indica come le compagnie petrolifere persistano nella ricerca di giacimenti ad ogni latitudini dei mari italiani. Le risorse stimate qui custodite sono stimate per un totale di 9.778 milioni di tonnellate, le quali, in proporzione ai consumi nazionali, sarebbero sufficienti a risolvere il fabbisogno petrolifero nazionale per meno di due mesi.

Legambiente respingono nettamente ogni teoria volta ad avviare ulteriori trivellamenti lungo le coste italiane. Gli impianti sono già tredici, di cui otto nell’Adriatico e cinque lungo la Sicilia Meridionale. L’organizzazione ambientale italiana per antonomasia ha colto l’occasione per ricordare come sia necessario incentivare e rafforzare politiche eco sostenibili e razionali, la scelta del greggio sarebbe per il nostro paese antieconomica oltre che ecologicamente discutibile.

L’area indicata nella richiesta di trivellazione presentata dall’Eni nello Ionio calabrese copre un area compresa tra Sibari e Rossano, per un’estensione pari a 76,7 chilometri quadrati, per la quale è in corso la valutazione di impatto ambientale. Nel Dossier di Legambiente si sottolinea inoltre come nel solo ultimo anno altre 16 domande siano attive per richieste di trivellazione nel Solo Ionio, in siti a largo di Capo Rizzuto in Calabria, Policoro in Basilicata e Leuca in Puglia. L’opinione pubblica prosegue a mantenere alta l’attenzione, alimentando all’interno dei comuni forti dibattiti che coinvolgono anche altre problematiche ambientali di cui si sente la necessità d’interventi politici.

Francesco Ventura

Napoli conquista lo Stretto

È Mario Sanzullo l’atleta delle “Fiamme Oro Napoli” il vincitore della cinquantesima Traversata dello Stretto, gara internazionale di nuoto di fondo che si svolte lungo un itinerario di cinque chilometri, con partenza da Messina ed arrivo a Villa San Giovanni, in entrambi i casi sotto i Piloni dello Stretto, novelle colonne d’Eracle per ogni nuotatore di fondo che osi sfidare le ondi e correnti del tratto di mare più difficile ed agognato dagli sportivi di tutto il mondo.

Cinquantaquattro minuti e cinque secondi netti il tempo che corona per la seconda volta il ventunenne partenopeo Mario Sanzullo col titolo di Campione dello Stretto. La Traversata è una competizione dove natura e tradizione si fondono nello sport. Cento sono gli atleti che sfidano da cinquant’anni Scilla e Cariddi, con la sola accezione di quest’edizione celebrative in cui dieci nuotatori in più hanno trovato posto tra le fila dei temerari e novelli Ulisse dello Stretto.

A ciascuno di loro è assegnato, poco prima della partenza e tramite un pubblico sorteggio, un barcaiolo, ossia un pescatore locale incaricato di scortare lungo il percorso di gara il nuotatore, garantendone l’incolumità ed aiutandolo a destreggiarsi tra lo scontro delle correnti del Mare Ionio e Tirreno. Gli sportivi impegnati nell’agone provengono da ogni parte del mondo e devono fare leva su uno straordinario spirito di adattamento per entrare subito in sintonia col proprio barcaiolo, individuandolo e collaborando con lui in pieno mare.

Pittoresco è il dialetto utilizzato dai pescatori durante la Traversata, una lingua ricca di sfumature provenienti dalla cultura magnogreca, che da un lato affascina e dall’altro mette alla prova le capacità di fare squadra tra atleti e barcaioli. L’evento è stato scelto come elemento identitario della città di Villa San Giovanni, porto strategico per garantire la continuità territoriale tra la Sicilia ed il continente, è storicamente organizzato dal “Centro Nuoto Sub Villa” e supportato logisticamente dalla “Unione delle Leghe Navali dello Stretto” che, grazie alla sua ramificazione sulle sponde calabresi e siciliane, garantisce ogni anno le massime condizioni di sicurezza per i partecipanti.

Francesco Ventura

Tre pescatori scomparsi nel Golfo di Squillace

Ancora nullo l’esito della ricerca dei tre pescatori calabresi dispersi nelle acque del Golfo di Squillace. Nonostante lo spiegamento congiunto di uomini e mezzi di motovedette della Guardia Costiera, gommoni e squadre della Guardia di Finanza specializzate nella ricerca notturna ed un elicottero in pattugliamento della Polizia di Stato nessuna notizia si ha dei dispersi. Si tratta di Angelo Tavano, Francesco Rania e Giuseppe Parrò, i primi due settantenni ed il terzo cinquantenne accomunati dall’amore per il mare.

I familiari usciti due giorni fa in mare per una battuta di pesca tra amici, di loro se ne sono perse le tracce e vani sono stati i tentativi di contattare il gruppo da parte dei familiari che allarmati dal mancato ritorno della loro imbarcazione in vetroresina da 3 metri e mezzo hanno deciso di mobilitare le autorità. Immediato l’avvio della macchina dei soccorsi, che hanno proceduto ininterrottamente nelle ricerche giorno e notto. Il loro itinerario originario prevedeva una battuta di pesca al largo di Simeri Mare, nel catanzarese.

Sono attualmente in corso anche le indagini, avviate dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria, l’ipotesi principale vuole che l’imbarcazione possa essersi spinta troppo a largo finendo in balia delle correnti, alla luce delle condizioni meteo di mare forza tre e vento forte relative al presunto orario di scomparsa. L’intera comunità di pescatori della Calabria segue la vicenda, stringendosi con solidarietà attorno alle famiglie dei dispersi e pregando affinché la fioca luce della buona notizia non si spenga.

Francesco Ventura

Traversata dello Stretto: tutto pronto per il 3 agosto

Traversata dello Stretto al via per gli organizzatori della cinquantesima edizione. Si è tenuta al “Grand Hotel De la Ville” di Villa San Giovanni la conferenza stampa della manifestazione agonistica di nuoto di fondo che si svolgerà la prima domenica di agosto tra le coste siciliane e calabresi.

“Considerata l’importanza del traguardo raggiunto si è deciso di celebrare questo cinquantesimo con una serie di eventi straordinarie – spiegano Mimmo Pellegrino e Bruno Fortugno,  in rappresentanza del team tecnico di organizzatori mobilitato dal Centro Nuoto Sub Villa e la Lega Navale Italiana –. Iniziamo il 28 con l’inaugurazione della mostra filatelica al salone delle poste centrali di Reggio Calabria dedicata alla storia della traversata, si proseguirà un convegno di formazione organizzato assieme agli allenatori olimpionici della Federazione Italiana Nuoto per poi concludere tutto con la Traversata vera e propria nella mattinata del 3 agosto, con premiazione in serata costellata da spettacoli di cabaret e di musica coi Taranta dello Stretto e la conclusione di un premio giornalistico svolto nelle scuole assieme al Kiwanis Junior di Villa, interamente dedicato ai cinquant’anni di nuoto nello Stretto. Un appuntamento da non perdere”.

Intervenuti alla conferenza Carolina Picciocchi, dirigente di Poste Italiane nella provincia reggina, l’assessore comunale di cultura e turismo di Villa Giovanni Siclari ed il vicesindaco del comune dello Stretto, Antonella Messina, in rappresentanza del sindaco Rocco La Valle e dell’assessore regionale ai trasporti e le infrastrutture Luigi Fedele. La gara è patrocinata dal Comune di Villa, la Provincia di Reggio e la Regione Calabria ed ha richiesto per le solo autorizzazioni una complessa mobilitazione istituzionale per garantire l’arrivo al porticciolo di sottoflutto a Cannitello.

La Traversata per Villa non significa infatti solo il rinnovo di una tradizione, ma si traduce in strumento di valorizzazione del territorio e di promozione dell’economia, come sottolineato dal consigliere nazionale di Federalberghi Vittorio Caminiti e dal presidente regionale del Coni Calabria Mimmo Praticò.

“Quando mi reco a convegni nazionali ed europei per discutere di politiche per la promozione del turismo e dico di essere di Villa San Giovanni tutti mi ricollegano alla Traversata dello Stretto, questo forte legame che si è creato in Italia ed all’estero tra la nostra città ed il nuoto di fondo spesso è sconosciuto ai più – spiega Caminiti – Lo sport può essere un volano di sviluppo e per la promozione del territorio solo se messo in condizioni di operare.

Con i pochi mezzi a disposizione gli organizzatori compiono ogni anno un piccolo miracolo economico capace di finanziare questo appuntamento con la storia del nuoto – prosegue Praticò – Sono stanco di dovere lottare per sostenere ogni singolo evento. La Traversata giunge oggi a un traguardo, non ad un punto di arrivo. La cittadinanza e la politica ne prenda atto. Lo Stretto è una risorsa solo se imprenditori ed istituzioni collaborano ad unisono sotto la direzione delle organizzazioni”.

Francesco Ventura

Spadara affonda nel porticciolo di Villa

L’incidente del porticciolo turistico di Villa San Giovanni rischia di creare ingenti difficoltà alla macchina organizzativa della cinquantesima edizione della “Traversata dello Stretto”, che si svolgerà il 3 agosto. Alcuni giorni fa una “spadara”, una delle tipiche imbarcazioni locali impiegate nella pesca del pesce spada, ha fatto tappa straordinaria al porticciolo per via di una avaria. Le prima fonti parlano di una falla che ha portato all’affondamento della spadara all’interno del bacino portuale.

Il porticciolo turistico di Villa San Giovanni era stato previsto come il luogo in cui gli atleti della Traversata avrebbero dovuto tagliare il traguardo e concludere l’evento sportivo, per poi riversarsi in un villaggio tematico che avrebbe dovuto ospitare stand dedicati alle associazioni locali e l’esposizione di mostre curate dai due Musei del mare presenti a Villa, uno di Storia Naturale dello Stretto e quello delle Marinerie.

Le autorità sono al lavoro per bonificare l’area a seguito della fuoriuscita di carburante dell’imbarcazione affondata e gli organizzatori della Traversata sono invece al lavoro per approntare, con un bassissimo margine di tempo, un nuovo itinerario agonistico per mantenere i cinque chilometri di percorso richiesti dalla Federazione Italiana Nuoto, in modo da salvaguardare la qualità della competizione internazionale che ha portato lo Stretto di Messina e l’Italia come ambita meta dei nuotatori di fondo da tutto il mondo.

L’affondamento della spadara ha portato con sé una serie di polemiche locali che si erano sopite in vista del villaggio tematico dedicato alla Traversata. La cittadinanza ed i diportisti villesi e del comprensorio reggino lamentano una mancanza di informazione chiara e puntuale sullo status del porticciolo turistico di Villa. La struttura, allo stato attuale, è ancora classificata come cantiere e le competenze da parte delle diverse autorità si sovrappongono al punto tale da portare spesso ad una paralisi di gestione.

Rimane il danno economico e sociale causato ai pescatori che hanno perso la propria spadara. La pesca al pesce spada è una tradizione millenaria dello Stretto di Messina, che ha portato ad una tradizione marinaresca locale che non ha eguali in Europa e di cui si riscontrano tracce persino nell’Odissea. Si attende ora di scoprire quali misure verranno prese per mettere in sicurezza l’area e le relative soluzioni da applicare in vista del cinquantenario della Traversata dello Stretto.

 

Francesco Ventura
Foto di “benvenutialsud”

Ark Futura a Gioia Tauro: trasbordo chimico nelle 24h

Dalle prime luci dell’alba il cargo danese “Ark Futura” è ufficialmente alla fonda nel porto di Gioia Tauro, mentre in queste ore è in corso la fase preliminare per il trasbordo dell’arsenale chimico siriano sulla statunitense “Cape Ray”, la nave laboratorio incaricata di neutralizzare buona parte del carico tramite un processo di idrolisi, mentre i residui non eliminabili con  questo metodo saranno a loro volta trasportati nel Nord Europa, per essere smaltiti in fabbriche specializzate situate in Germania, Inghilterra e Finlandia.

Il cordone di sicurezza ideato ed attuato dalla Prefettura di Reggio Calabria è imponente. Il porto è stato isolato per un raggio di un chilometro e mezzo, entro il quale sono stati evacuati i civili, fermate le operazioni commerciali e posti, lungo il perimetro, un reparto interforze di centinaia di unità dislocate dai locali comandi delle Forze Armate e dell’Ordine, Polizia locale e provinciale, Vigili del Fuoco e Pronto Soccorso, con reparti speciali ben attrezzati per far fronte ad eventuali emergenze di tipo chimico.

La durata delle operazioni di trasbordo è stimata sulle ventiquattro ore, sotto l’occhio vigile dei militari italiani e dei marini statunitensi, il che significa che già da domani le due navi interessate potranno già lasciare il porto di Gioia Tauro per lo loro mete finali, facendo rotta per il Mare del Nord a fianco della poderosa scorta militare predisposta dall’Opac.

Ieri, sin dall’arrivo della “Cape Ray” in porto, era già attivo il tavolo tecnico straordinario che monitorerà la missione per tutto il tempo in cui il carico siriano resterà in territorio ed in acque nazionali italiane. Il porto di Gioia Tauro tratta quotidianamente materiali della medesima classe, la 6.2. dell’IMGD Code, ma in questo caso sono state doverose le misure di precauzione prese a tutela e salvaguardia dell’ambiente, della cittadinanza residente ed ovviamente degli stessi operatori marittimi.

Il Governo ha ribadito più volte l’importanza dello svolgere questa missione, unico contributo italiano alla campagna internazionale di demilitarizzazione dell’arsenale siriano, presso il super porto calabrese, definendo tutto ciò come un motivo di vanto per lo scalo, in quanto confermato come uno dei più sicuri, moderni e specializzato per le più impegnative operazioni portuali, sia militari che soprattutto civili e dunque commerciali.

Ma conclusa la campagna, si spegneranno i riflettori su Gioia Tauro? Il Governo manterrà le promesse fatte a questa importante realtà del Mediterraneo, o il super porto sarà lasciato solo nel fronteggiare la concorrenza, soprattutto nordafricana? La popolazione tiene alta la guardia, consapevole di ritrovarsi sotto i riflettori della ribalta mediatica mondiale, ma resta dubbiosa, in attesa che gli eventi si sviluppino.

Francesco Ventura

 


Kayak e Canoa sono rosa a Reggio Calabria

Si è svolta a Reggio la prima giornata calabrese di “Canoa in Rosa”, momento di promozione delle discipline sportive marittime rivolto a bambine e ragazze, organizzato dal Canoa Kayak Club di Reggio Calabria presso il Circolo Nautico reggino, che per l’occasione ha inaugurato i suoi nuovi locali, recentemente rinnovati.

“Il kayak e la canoa sono due discipline che affascinano molto ed istintivamente i più giovani che per la prima volta lo vedono praticare – spiega Daniele D’agata, presidente del Comitato Regionale FICK Calabria – Questo sport di mare è più accessibile, anche economicamente, alle famiglie dei giovani atleti, ma in Calabria, nonostante si siano raggiunti risultati soddisfacenti nelle sezioni maschili, le categorie femminili giovanili ancora arrancano. In passato sono stati fatti eventi simili a quello di oggi, anche se di dimensioni inferiori, i cui effetti sul territorio si sono dimostrati temporanei ed altalenanti. Con questo primo grande evento in rosa, speriamo di fare conoscere questa sana pratica nautico sportiva ad un pubblico femminile vasto, con l’augurio di potere rinverdire i ranghi dei compartimenti calabresi di kayak e canoa”.

Grande è stata l’affluenza, grazie ad una formidabile giornata di mare calmo, l’ideale per i neofiti del kayak. Il target di età è stato molto amplio, coinvolgendo potenziali atlete dai quattordici ai ventisei anni. I motivi per iniziare a pagaiare? Sono semplici e molteplici, come quello di Lorenza, che a ventiquattro anni ha voluto “seguire le orme” di suo fratello e sorella più piccoli, che già praticano la canoa. Alcune hanno partecipato per il piacere di stare in compagnia ed imparare qualcosa di nuovo, altre ancora, come la quattordicenne Maria Elisa, erano solo incuriosite.

Lo spirito è quello giusto e la prima esperienza è stata positiva. Ogni partecipante ha ricevuto in omaggio una canotta offerta dalla Federazione Regionale di Canoa e Kayak, con l’augurio di ripetere l’esperienza, magari a livello agonistico.

Francesco Ventura

Carico siriano a Gioia Tauro: ecco cosa accadrà

Il porto di Gioia Tauro è pronto a gestire il carico chimico siriano, il cui approdo in territorio nazionale è sempre più prossimo. Numerose le notizie riguardanti l’operazione internazionale umanitaria, ma in cosa consiste il ruolo del superporto calabrese all’interno del sistema di neutralizzazione dell’arsenale di Assad?

La missione italo calabrese consiste nel trasbordo del carico dal cargo danese “Ark Fortuna” alla nave statunitense “Cape Ray”, per poi proseguire dallo scalo italiano alla volta dei paesi dell’Europa settentrionale, dove sarà smaltita quella parte dell’arsenale chimico che non sarà distrutto per idrolisi in acque internazionali. Questo procedimento avverrà da nave a nave, senza che nessuno dei  container contenenti gas mostarda e sarin siano stoccati in terra, tramite l’impiego di rotabili potenziati per l’occasione. La durata prevista di queste operazione è stimata tra le 24 e le 48 ore.

Le sostanze chimiche in movimento al porto di Gioia Tauro sono tutte appartenenti alla Classe 6.1 dell’IMDG Code, il Codice Internazionale relativo alla sicurezza del trasporto di merci pericolosi in colli. Lo Stato ha scelto il primo porto calabrese, per questa collaborazione fortemente richiesta dalla comunità internazionale, sia per la sua posizione strategica nel Mediterraneo che per l’esperienza e la dotazione di attrezzatture per la conduzione delle delicate operazioni di trasbordo.

Infatti, normalmente il porto di Gioia Tauro movimenta merci appartenenti alla Classe 6.1., solo nell’ultimo biennio si contano oltre tremila i container contenenti un totale di sessantamila tonnellate di agenti chimici della stessa classe di quelle provenienti dall’arsenale siriano. I dati rivelano dunque quanto rappresentino poca cosa le 560 tonnellate distribuite nei container attesi per il fine settimana.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri si è impegnata ad aggiornare costantemente cittadini ed istituzioni locali sugli sviluppi della vicenda, sottolineando come la partecipazione a questa importante operazione umanitaria sia per il porto di Gioia Tauro un motivo di orgoglio e riconferma sullo scenario internazionale.

Cittadini ed istituzioni locali però sperano d’altro canto che l’attenzione mediatica e politica nazionale non si limiti alla sola operazione siriana. Quotidianamente Gioia Tauro è alle prese con una serrata competizione portuale con gli scali del Nord Africa. Il porto calabrese, forte di personale altamente qualificato e strutture relativamente moderne, senza maggiori attenzioni governative poco potrà innanzi ai sempre più bassi costi offerti dai suoi diretti e principali competitor mediterranei.

Francesco Ventura

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
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