Home » Archivio Autore
Storie scritte da Francesco Ventura

Armi siriane: il porto di Gioia Tauro pronto al trasbordo

Confermata dal ministro degli Esteri, Federica Mogherini, la duplice partenza dei cargo da Siria e Spagna alla volta di Gioia Tauro, sancendo di fatto la conclusione della fase preliminare degli interventi di neutralizzazione dell’arsenale di armi chimiche di Assad. L’arrivo nel superporto calabrese è previsto per il primo luglio, giorno in cui avranno inizio le operazioni di trasbordo del carico dal cargo danese “Ark Futura” alla nave statunitense “Cape Ray”, la quale partirà a sua volta con destinazione Inghilterra e Finlandia.

I mesi di ritardo sulla tabella di marcia, prevista dal piano Opac, ha permesso alle autorità locali di ottenere più tempo per l’organizzazione e la verifica dei piani di difesa civile, riguardanti le misure di sicurezza che saranno attivate in occasione della movimentazione delle 570 tonnellate di agenti chimici siriani. Cuore nevralgico di questa macchina organizzativa è il tavolo straordinario approntato sotto l’egida del prefetto Claudio Sammartino, fulcro all’apparato di sinergie e controlli centralizzate nel Palazzo di Reggio Calabria. In parallelo a ciò, specie dopo l’intensificarsi delle legittime preoccupazioni espresse dai residenti a Gioia Tauro e dei comuni limitrofi, la Prefettura in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha condotto una campagna informativa rivolta alle popolazioni ed alle pubbliche amministrazioni locali.

Febbrili i preparativi delle varie istituzioni ed autorità coinvolte nel piano di sicurezza e monitoraggio del territorio coordinato dalla Prefettura. Impegnati all’unisono su questo fronte la Regione Calabria e la Provincia di Reggio, la Direzione Marittima di Calabria e Lucania, le Forze Armate e dell’Ordine, i Vigili del Fuoco, la Capitaneria di Porto e l’autorità portuale di Gioia Tauro, l’Arpacal, l’Azienda ospedaliera e sanitaria provinciale, il Suem, l’ufficio dogane e le ditte terminaliste presenti nello scalo.

Da questo fine settimana gli occhi dell’opinione pubblica internazionale saranno sul porto di Gioia Tauro, autorità ed operatori lo sanno bene e vogliono sfruttare l’attenzione mediatica per dimostrare quanto gli scali italiani e meridionali possano essere esempio d’efficienza e professionalità. Seguiranno aggiornamenti.

Francesco Ventura

Fondi PAC: l’Autorità Portuale internazionalizza l’export di Messina e Milazzo

L’Autorità Portuale di Messina è pronta a rendere operativo il proprio progetto all’interno del “Piano Export Sud”, finanziato con fondi PAC riservati alle regioni di convergenza. Obiettivo dell’iniziativa è potenziare e favorire lo sviluppo logistico per il traffico commerciale che interessa i porti di Messina e Milazzo, al progetto partecipano anche Confindustria e la Camera di Commercio.

I comparti produttivi considerati sono l’agroalimentare, il florovivaismo ed ovviamente la nautica. In questo modo si cercherà di rendere maggiormente accessibili ed appetibili i prodotti di eccellenza dell’economia siculo messinese a tutti i mercati, europei ed esteri, dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma non solo. Per il settore della nautica sono previsti anche investimenti ed agevolazioni per le aziende del territorio al fine di partecipare ad eventi mondiali come la fiera “Mets” che si tiene ad Amsterdam ogni novembre ed una serie di incontri con operatori esteri, quest’ultimi ancora in fase di programmazione.

Emergere dal basso per coordinare la comunione d’intenti dei consorzi e soddisfare i bisogni dell’economia locale creando sbocchi per l’internazionalizzazione del mercato. Una sfida ambiziosa ma non impossibile, anche grazie alle sinergie che le istituzioni messinesi sono riuscite a stringere con partner nazionali ed internazionali, tra cui l’ICE Roma ed il suo ufficio alta tecnologia, terziario avanzato, servizi e prodotti strategici con sedi in tutto il Mediterraneo.

Francesco Ventura

Mare Nostrum: primo ingresso ieri in Calabria al porto di Reggio

È la prima volta che una grigia, in questo caso la nave “Etna” della Marina Militare, fa il proprio ingresso nel porto di Reggio Calabria per motivi legati all’operazione “Mare Nostrum”, il ben noto dispiegamento di mezzi e risorse mobilitato dallo Stato Italiano per la salvaguardia della vita umana in mare. Si tratta del primo coinvolgimento diretto della Calabria all’interno dei quadri dell’operazione della Marina Italiana.

Sono 618 gli immigrati sbarcati a Reggio nella tarda mattinata di ieri, a cui si aggiungono gli altri 283 giunti sempre nel porto di Reggio Calabria la scorsa settimana, durante le operazioni di soccorso ad un peschereccio, primo episodio interforze condotto da Guardia Costiera e Guardia di Finanza. Il Prefetto Claudio Sammartino, dal Palazzo del Governo di Reggio aveva già avviato la sera prima l’unità di crisi, in modo da coordinare prontamente la macchina dei soccorsi e la gestione dell’emergenza.

Le Forze dell’Ordine sono all’opera per i controlli dei migranti, sia per la tutela dei loro diritti sia per identificare l’eventuale presenza dei cosiddetti scafisti all’interno del gruppo dei soccorsi. La Polizia di Stato ha mostrato in questo ambito la massima perizia e preparazione, infatti, nell’analogo episodio della scorsa settimana gli scafisti sono stati individuati e consegnati alla giustizia in meno di ventiquattrore.

Numerosi sono le donne ed i bambini sbarcati dalla nave Etna e, mentre i migranti sono indirizzati verso i vari punti di accoglienza, dislocati su tutta la città ed approntati dal Comune di Reggio, le autorità locali rassicurano sullo stato di salute e l’incolumità dei soccorsi, portando subito la buona notizia che in questa delicata operazione non si sono fortunatamente registrati né feriti né tantomeno deceduti.

La città dello Stretto continentale e la Calabria sono al loro primo approccio con l’operazione “Mare Nostrum” ed anche se non ci sono state dichiarazioni da parte di istituzioni ed autorità, è lecito presumere che Reggio possa fungere in un futuro prossimo come base di supporto alle operazioni umanitarie nel Mediterraneo, portando un po’ di sollievo all’apparato della dirimpettaia Sicilia, da sempre in prima linea nel fronteggiare l’emergenza migrazione, con infrastrutture ormai giunte quasi al collasso e con sempre minori forze e risorse da mettere in campo per arginare il flusso migratorio nordafricano.

Francesco Ventura
Foto: Il Dispaccio

Messina: operazione “Mare sicuro 2014” al via

La Capitaneria di Porto di Messina, in ottemperanza a quanto disposto dal Comandante generale delle Capitanerie di Porto, è prossima all’avvio dell’operazione “Mare Sicuro 2014”, che interesserà le coste del messinese da questo lunedì 23 giugno sino al 7 settembre.

Le donne e gli uomini della Guardia Costiera saranno organizzati per garantire una vigilanza costante al fine di garantire libera e sicura la piena fruizione dei lidi, intensificando le attività con particolare attenzione nei giorni festivi e negli orari di massima affluenza degli impianti balneari e delle spiagge libere.

La vigilanza comprenderà sia un servizio terrestre che un’attenta ed efficace presenza in mare, obiettivo prioritario al salvaguardia della vita umana, dispiegando quest’anno un nutrito schieramento di mezzi in pattugliamento permanente, come le motovedette classe 2000, gommoni “Zodiac Hurricane” ed un battello pneumatico.

Di supporto alla Capitaneria si è creata un’ottima rete che coinvolge sia le altre forze dell’ordine ed armate presenti sul territorio, che una capillare sinergia coi diversi organi di polizia locale ed associazioni di volontariato, tra cui le locali sezioni della Guardia Costiera Ausiliaria e Volontaria.

I mezzi nautici saranno disposti in diversi punti strategici, in modo da garantire un pronto intervento rapido e puntuale. Tra questi si segnalano i due dislocamenti fissi presso l’Ufficio locale marittimo di Giardini Naxos ed in prossimità delle riserva naturale di Isola Bella.

Messina come la dirimpettaia Reggio Calabria ha previsto inoltre l’adozione di buone pratiche relative al Bollino Blu, in modo da ottimizzare il numero di controlli a cui sottoporre i diportisti, optando per una linea politica comune nel rendere il meno invasivo possibile l’intervento in ambito ludico nautico.

L’operazione “Mare Sicuro 2014” è forte a Messina di una sistematica campagna di sensibilizzazione condotta nei mesi scorsi presso le scuole ed i circoli nautici, condotta dalla Capitaneria all’interno della propria giurisdizione. Sono tuttora in corso riunioni propedeutiche con amministrazioni e titolari di concessioni demaniali, al fine di organizzare al meglio la sicurezza in mare e l’autocontrollo delle dotazioni obbligatorie per ciascun impianto balneare.

La Capitaneria rinnova inoltre l’invito ai cittadini a rivolgersi presso i propri uffici per qualsiasi chiarimento od ulteriori approfondimenti, avendo istituito per l’intera durata della stagione balneare un apposito sportello.

Francesco Ventura

Sicilia e Calabria a Reggio per gli Open di Canoa e Kayak

Gli atleti di Canoa e Kayak di Calabria e Sicilia tornano a competere a Reggio, nel cuore dello Stretto di Messina, dopo qualche anno di assenza dallo scenario sportivo meridionale. Nella rada reggina di Pentimele è stata ripristinata la storica manifestazione agonistica, forte quest’anno della partecipazione di nove società sfidatesi all’interno del Campionato Regionale Open per le categorie ragazzi, junior, under 23 e senior sulla distanza di 2.000 metri e dei 1.000 metri per i master. Contemporaneamente si è svolta anche la Gara Regionale Open per le categorie di canoa giovani sui 200 ed i 2.000 metri.

Un totale di trentacinque gare che hanno coinvolto ben cento ed uno atleti delle due regioni poste al centro del Mediterraneo, i quali hanno inaugurato la nuova stagione estiva e sportiva reggina. Tra le compagnia in gara quelle del Circolo Nautico di Reggio Calabria, la cui struttura ha ospitato la manifestazione, il Canoa Kayak Club di Reggio, il Circolo Canoa Naxos, il Canoa Club “Arenella”, il Circolo Nautico “Teocle”, la polisportiva “Rari 86” di Augusta, il Club Canottieri “Cariddi”, il Circolo polisportivo Acitrezza ed il Gruppo Sportivo Canoa di Catania.

La competizione valevole per la definizione dei quadri riguardanti i Campioni Regionali della Calabria per il 2014 vede una schiacciante conferma della delegazione sportiva rappresentata dal Canoa Kayak Club di Reggio, il quale primeggia su tutte le discipline, con la sola eccezione di Sergio Anversa, del Circolo Nautico di Reggio, la qualifica di campione per la categoria K1 Master F maschile sui 1.000 metri.

Gli altri vincitori son il duo composto da Stefano Tassone Attinà e Luigi De Luca per il K2 Senior maschile 2.000 metri, segue Pietro Alberto Gatto al K1 Junior Maschile 2.000 metri, Antonio Caminiti per il K1 Senior Maschile 2.000 metri, Giovanni Romeo nel K1 Under 23 maschile 2.000 metri, invece la categoria K1 Master B dei 1.000 metri vede primeggiare per la sezione maschile Demetrio Pitasi ed in quella femminile Saveria Arcudi. Soddisfatta per i risultati raggiunti la direzione del Canoa Kayak Club di Reggio Calabria, presieduto da Daniele D’Agata ed allenata da Cosimo Mascianà.

Diversa la situazione per gli Open del Campionato Regionale, la cui classifica finale per società ha visto invece un podio tutto siculo, col posizionamento del Circolo Canoa Naxos, della Polisportiva “Rari 86” di Agusta e del Canoa Club “Arenella” di Palermo rispettivamente dal primo al terzo classificato degli Open.

Francesco Ventura

Millenni di navigazione nella Lingua Franca del Mediterraneo

Qualora il nostro lettore viaggiando si ritrovasse in un mercato ittico turco, molti termini gli sarebbero familiari, come ad esempio il “palamitu”, ossia la nostrana palamita. Questa convergenza linguistica non è causale, ma frutto della “Lingua Franca del Mediterraneo”, il nome dato all’insieme di teorie messe appunto dai maggiori glottologi ed antropologi dell’ultimo secolo.

Franco Mosino, filologo calabrese candidato al premio Nobel per la letteratura ed autore tra i tanti titoli del “Vocabolario nautico dei Greci e dei Romani” edito dal Ministero della Difesa per la rivista ufficiale della Marina Militare, ci spiega in un sua intervista i principali cenni alla lingua franca mediterranea, sdoganando dagli ambienti accademici quest’affascinante argomento, per portarlo ai diretti interessati, cioè gli operatori del mare ed i cultori della navigazione.

“La lingua franca mediterranea è un idioma meticcio unico e sviluppatosi in secoli, anzi millenni, di contaminazioni tra greco, latino ed arabo, ciascuno comprensivo delle varie declinazioni dialettali in uso nelle rispettive aree costiere – spiega Franco Mosino – Il risultato fu un’autentica lingua comune impiegata dai naviganti dell’epoca e tramandatasi, ovviamente con le dovute evoluzioni, in tutte le lingue in uso negli attuali paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Essa riguarda principalmente i nomi dei pesci, delle tecniche e degli strumenti di pesca, ma anche delle manovre basilari per governare un’imbarcazione”.

Secondo questi studi, fin dai tempi del “Mare Nostrum” i popoli del mare riuscirono a conformare spontaneamente tra loro terminologie e consuetudini comuni, il tutto grazie a quel ricettacolo di scambi commerciali ed culturali in cui si trasformò il Mediterraneo sotto l’egida e la sicurezza garantita dalla pax romana, che riunì per la prima volta popoli tra loro diversi e distanti, oltre che eliminare la pirateria.

Questa branca della filologia è oggi molto attiva ed offre diversi riscontri pratici. Oltre al vocabolario nautico di Mosino, sono numerose le opere su cui filologi e studiosi sono al lavoro, come la recente produzione sulla lingua salentina condotta dal glottologo romagnolo Gianguido Manzelli, che inquadra questo dialetto come idioma sintesi dell’Eurasia, oppure l’ancora inedito  dizionario mediterraneo di Domenico Raso, altro importante antropologo calabrese scomparso lo scorso anno.

Quindi, la prossima volta che vi ritroverete alla fonda di uno dei porti del Mediterraneo, affinate bene le orecchie, potreste imbattervi in un termine della “lingua franca” e riscoprire come vi sia un unico sogno ed ideale dal sapor salsedine ad unire da sempre popoli e culture diverse, il mare.

Francesco Ventura

Autorità navali interforze per il Bollino Blu Calabria

Iniziata in Calabria la stagione estiva e per evitare che le necessarie operazioni di monitoraggio, effettuate dalle autorità competenti, possano trasformarsi da presidio per la sicurezza in mare ad ostacolo alla piena diffusione del turismo nautico, ecco entrare in azione la sinergica campagna “Bollino Blu 2014” che vede impegnate Guardia Costiera, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e tante organizzazioni marinaresche.

È in ottemperanza alle direttive del Ministero delle Infrastruttura che nei giorni scorsi si è svolta presso la sede della Direzione marittima di Reggio Calabria una riunione tra tutte le capitanerie presenti in regione per la distribuzione dei “bollini blu”, gli adesivi che saranno impiegati durante i controlli relativi alle misure di incremento dei livelli di sicurezza della navigazione da diporto, nazionale e calabrese.

In questo ambito, la Guardia Costiera è in stretta collaborazione con i reparti navali di Polizia e Finanza, con le quali nel corso di questa ed altre riunioni preliminari sono state concordate comuni modalità sullo svolgimento dei controlli ed il reciproco scambio di informazioni, consentendo la massima ottimizzazione dell’azione di vigilanza e risparmiare al contempo risorse preziose.

Il sistema interforze calabrese riguardante la campagna “Bollino Blu 2014” si basa sul successo delle esperienze positive riscontrate nell’utenza della scorsa stagione. L’obiettivo di convergenza per autorità, istituzioni, associazioni ed organizzazioni di promozione della pratica e del turismo da diporto è garantire la serenità dei naviganti in regola, favorendone le attività in mare tramite controlli mirati e senza duplicazioni.

In concomitanza alla riconferma del bollino blu sono numerose le associazioni impegnatesi nel promuovere linee guida ed informazioni relative all’iniziativa, come la sinergica azione tra l’ufficio circondariale marittimo di Cetraro e la relativa sezione della Lega Navale Italiana. Perfetto esempio di come l’efficienza dei controlli operati dalle forze dell’ordine in ambito nautico possano essere ben accolti e compresi dai diportisti soprattutto grazie all’impegno e l’opera di divulgazione delle organizzazioni di settore.

Francesco Ventura

Francesco Turano, il foto sub a tutela del mare

“Ci sono cose nella vita che stupiscono e lasciano sempre senza fiato. Un esempio? Vedere partorire in natura un cavalluccio marino. In più di trent’anni di immersioni, le volte che ho avuto l’onore di assistere a questo piccolo miracolo si contano sulle dita di una mano. Il mare ed i suoi segreti sono il nostro credo e la fotografia il mezzo per condividerne la bellezza”.

Ecco in una sintesi il pensiero di Francesco Turano, fotografo dalla spiccata propensione naturalistica, nato a Reggio Calabria nel giugno del ’65 e di cui oggi si può ben affermare che abbia passato tre quarti della sua vita a scrutare i fondali dello Stretto di Messina e del Mediterraneo, spaziando sino ai mari dei caraibi e gli oceani sconfinati, immortalando coi suoi scatti le bellezze custodite dalle acque.

Francesco Turano annovera tra i suoi talenti anche doti di grande comunicatore, è autore di libri ed un impegnato educatore ambientale. Queste sue passioni lo hanno reso uno tra i più apprezzati fotografi nazionali, un’istituzione nel Meridione. Eccone dunque in esclusiva un’intervista per i lettori del Nautilus.

“La prima macchina fotografica l’ho ricevuta all’età di dieci anni e da allora non ho più smesso di fotografare e condividere il mondo che circonda ognuno di noi – racconta Francesco Turano – Quando poi ho iniziato ad immergermi, ho unito in breve le due passioni. Ancora e soprattutto oggi mi considero straordinariamente fortunato. Sono nato in riva allo Stretto, nel cuore del Mediterraneo, ho potuto e vivo questo nostro mare in maniera intensa ed oggi vedo coronata la mia carriera da grandi soddisfazioni umane, come mio figlio Raffaele, che ad appena nove anni già si immerge con me”.

Francesco Turano ha vissuto da protagonista il passaggio dalla pellicola al digitale, iniziando a fare pratica con una macchina modello “Calypso”, sulle orme del grande oceanografo francese Jacques-Yves Cousteau, proseguendo con una Reflex, sigillata nel suo scafandro da immersioni.

“Il Mediterraneo ha sofferto e soffre l’inquinamento e l’impronta antropica, anche se quest’ultima non è sempre nociva – prosegue Turano – La pesca intensiva ha duramente colpito la fauna marina, specie al largo delle coste italiane, mentre in Calabria l’abusivismo edilizio degli anni ’80 ha portato ad una deleteria accelerazione dell’erosione costiera, colpendo la flora subacquea. La natura però trova le sue strade per il trionfo della vita. Le forti mareggiate spesso abbattono i blocchi delle barriere frangiflutti, i quali slittando a mare e vengono inglobati dall’ambiente, creando nuovi habitat per piante ed animali, soprattutto molluschi e crostacei. Non illudiamoci però, come uomini siamo chiamati a riparare ai danni inflitti alla natura”.

Da qui l’impegno che Francesco Turano porta avanti nelle scuole, calabresi ed italiane, alternando lezioni di ecologia e rispetto verso l’ambiente e la vita, ad immersioni con gli studenti, affinché vedano coi loro occhi e capiscano per cosa siano chiamati a tutelare.

Francesco Ventura

 

Mare pulito e sicuro: l’impegno FIV in Calabria al “Vela Day” di Reggio

Un successo annunciato quello del “Vela Day” al Circolo Velico di Reggio Calabria. Una giornata serrata ed entusiasmante all’insegna del mare sicuro e pulito. Il buon esito di quest’edizione è da collegare al perfetto connubio tra la storica esperienza del Circolo, l’impegno scientifico dell’Arpacal, l’organo regionale preposto al monitoraggio della qualità ambientale in Calabria, ed il supporto operativo della Croce Rossa Italiana, la quale, tramite il gruppo OPSA del comitato locale reggino, ha svolto un’eccellente simulazione di recupero e salvataggio in mare.

“In Calabria la Federazione Italiana Vela sta puntando tutte le proprie risorse verso due obiettivi, orientare la cittadinanza verso una maggiore sensibilizzazione per la tutela del mare e valorizzare il ruolo dei giovani velisti – spiega Fabio Colella, presidente sesta zona FIV – Bisogna dedicare molto impegno ad allargare la base dei tesserati tra i giovani. Senza l’apporto delle classi under sedici, sarebbe per noi impossibile individuare e portare avanti i campioni di domani”.

Tra le numerose presenze ed interventi al “Vela Day” spiccano quelle del dirigente Acque Arpacal Francesca Pedullà, il cui reparto è attualmente impegnato nel quadro “Marine Strategy” con monitoraggi serrati nell’ambiente marino costiero, la docente Caterina Romeo, insignita di una targa per il suo impegno verso la promozione degli sport velici tra le scolaresche reggine, la vicaria Rachele Laganà in rappresentanza della CRI regionale e Mimmo Praticò, presidente del Coni Calabria.

“La nostra regione ha un gap da sormontare, quello della dispersione sportiva. Le ragazze ed i ragazzi abbandonano in blocco i percorsi agonistici, con picchi registrati all’età di sedici e diciotto anni – commenta Praticò – Lo sport è messo da parte perché i giovani intensificano l’ultimo triennio d’istruzione superiore e perché proseguendo nei percorsi universitari diminuiscono l’attività sportiva. Nella vela questo gap si avverte maggiormente che in altri ambiti. L’istruzione è positiva, ma bisogna sensibilizzare famiglie e studenti sull’importanza di proseguire nel praticare sport, mens sana in corpore sano”.

Il corso della giornata è stato affiancato con una mostra fotografica allestita dall’associazione “Abyss”, organizzazione impegnata da circa dieci anni nella valorizzazione e divulgazione del patrimonio sottomarino dello Stretto di Messina.

Francesco Ventura

Vela Day al Circolo Velico di Reggio Calabria

Questa domenica, per la Giornata nazionale dello Sporto organizzata dal CONI, il Circolo Velico di Reggio Calabria apre le porte alla città con la nuova edizione del “Vela Day” in collaborazione con la locale sezione FIV, che per l’occasione esporranno anche il manifesto della “Vela Ecologica”, il decalogo dell’ecovelista.

La giornata sarà dedicata ad un’esposizione a tutto tondo sulle attività nautico sportive del reggino, con un occhio di riguardo alle offerte di formazione, svago e diporto offerti dagli impianti attivi in città. Forte l’impegno di quest’anno verso i temi dell’ambiente e della sicurezza in mare.

Amplio spazio è dedicato infatti alla conferenze organizzata in collaborazione con l’Arpacal, l’ente regionale calabrese impegnato nella tutela e nel monitoraggio della salubrità delle acque marine e della qualità ambientale in senso lato, e col gruppo OPSA della Croce Rossa Italiana, i quali simuleranno un intervento di pronto soccorso per emergenza in mare, con tanto di mobilitazione di unità mediche e paramediche.

A fianco delle attività convegnistiche si svolgeranno anche delle dimostrazioni in mare dei giovani velisti del club velico, affiancate anche da esposizioni pratiche riguardanti le attività di manovre, con tanto di esposizione delle derive utilizzate dalla scuola di vela sino ai fondamentali su come armare l’imbarcazione.

Ricca si preannuncia la mostra fotografica messa in campo dall’associazione subacquea “Abyss”, tramite la quale sfoggerà i migliori panorami generati dai fondali marini reggini, con attenzione alle numerose specie ittiche che costituiscono il primo patrimonio dello Stretto.

Orgoglioso del programma è Fabio Colella, presidente della sesta zona FIV, il quale tramite il “Vela Day” vede confermata la continuità trentennale della città di Reggio Calabria e delle sue associazioni ed istituzioni nautico marinaresche nell’impegno verso lo sviluppo dell’economia del mare calabrese. A domenica l’appuntamento col mare ed i suoi appassionati.

Francesco Ventura

IL NAUTILUS Anno 15 N°1

In questo numero de Il Nautilus lo speciale è dedicato al sistema per ormeggio "briccole", e un focus sullo sviluppo metropolitano della città di Bari e delle sue infrastrutture portuali. Il Parlamento Europeo approva "L'European Green Deal" e poi un approfondimento sul lavoro nei porti ed uno sul valore delle merci.
poseidone

© 2021 il nautilus. All Rights Reserved. Performed by SC Lab