venerdì, Luglio 30, 2021
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Porto di Brindisi: comitato e consiglio comunale pronti a chiedere la sfiducia di Haralambides

Tra interventi e battibecchi, questo pomeriggio si sono riuniti alcuni dei componenti del comitato portuale di Brindisi e le diverse parti politiche, locali, regionali e nazionali, per discutere del futuro del porto alla luce della bocciatura del bilancio dell’Autorità portuale. In maniera bipartisan la politica si è espressa negativamente nei confronti del presidente Hercules Haralambides, pur riconoscendo che le difficoltà per il porto sono da addebitare anche alle precedenti gestioni.

La scelta, dettata dal sindaco Mimmo Consales, è stata quella di agire su tre diverse linee: a livello amministrativo, proprio il primo cittadino farà convocare prima i capigruppo e poi un consiglio comunale monotematico per discutere con tutti la questione relativa al porto; parallelamente i membri del comitato portuale prepareranno un documento di sfiducia al presidente puntando a raccogliere almeno 14 firme; infine una delegazione (composta presumibilmente dai rappresentanti di Comune, Provincia, Regione  Camera di commercio) chiederà un incontro al ministro Maurizio Lupi per chiedere il commissariamento dell’ente.
Soluzione praticabile solo in caso di bilancio in disavanzo ma che sarà comunque richiesta al ministero sulla base di problemi di comunicazione e di interrelazione con il presidente. Stasera hanno tutti condiviso le difficoltà a gestire un rapporto con Haralambides.

Da un lato il Pdl, attraverso gli interventi del senatore Pietro Iurlaro e del consigliere regionale Maurizio Friolo, ha ammesso le responsabilità nella nomina del professore greco ma hanno anche espresso la volontà di superare i problemi con la sua rimozione. Dall’altro il Pd, con il senatore Salvatore Tomaselli ed i consiglieri regionali e comunali, ha chiesto di agire nella direzione più corretta per arrivare al più presto alla rinascita del porto.

Alla base dei problemi, insomma, non ci sono solo 700mila euro di premi destinati ai dipendenti e mai approvati dal comitato, ma soprattutto un’incompatibilità (forse anche caratteriale) lamentata da tutti nei confronti del presidente.

 

Francesca Cuomo

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