venerdì, Ottobre 22, 2021
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Porto di Taranto: il comitato boccia Tempa Rossa

TARANTO – Oggi si è riunito il comitato portuale di Taranto chiamato ad esprimersi su alcuni argomenti attinenti le attività del porto di Taranto. Dopo aver aggiornato il comitato sullo stato degli interventi e degli accordi relativi al terminal contenitori e rappresentato la necessità, condivisa da tutti i componenti, del mantenimento del traffico locale, il presidente ha aperto la discussione sugli argomenti all’ordine del giorno.

Con riferimento all’istanza presentata ai sensi dell’art. 18 della Legge 28 gennaio 1994 n. 84, dalla Cementir Italia Spa, il comitato portuale ha approvato la delibera n. 13/14 di rigetto della domanda di concessione, così come formulata,evidenziando carenze relative ai volumi di traffico, al piano operativo ed alle manutenzioni.

Successivamente il presidente ha aggiornato il comitato sullo stato di attuazione dell’Accordo di razionalizzazione dell’utilizzo di aree e banchine in ambito portuale, sottoscritto da Italcave, Cementir e Ilva.

Per quanto attiene invece il Piano regolatore portuale, il comitato all’unanimità ha precisato che tale strumento, essendo un documento di programmazione urbanistica, non prevede la realizzazione del progetto denominato Tempa Rossa e che il prolungamento del pontile, come dettagliatamente specificato nel Prp si rende necessario per motivi di sicurezza. Pertanto il comitato invita l’Autorità portuale a presentare tale osservazione alla Deliberazione originale del consiglio comunale n.123 del 5-11-14, unitamente alle altre di natura tecnica e procedimentale emerse nel corso della discussione.

Il comitato ha altresì conferito mandato – con astensione del solo rappresentante delegato del sindaco del Comune – all’Autorità portuale di proporre ricorso avverso la citata deliberazione ove le osservazioni, peraltro già ampiamente formalizzate durante le riunioni tenutesi presso le competenti commissioni comunali e regionali, non siano recepite dall’amministrazione comunale.

Ciò, al fine di evitare che la variante allo strumento urbanistico vigente pregiudichi i lavori e le attività portuali, anche sotto l’aspetto della sicurezza.

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