sabato, Ottobre 23, 2021
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L’Autorità portuale di Ancona sulle prescrizioni dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria

ANCONA – L’Autorità Portuale non dice no alla mobilità sostenibile, si oppone invece alle prescrizioni emesse dalle Ferrovie. L’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha emesso le seguenti prescrizioni per consentire la circolazione dei treni tra la stazione di Ancona Centrale e quella di Ancona Marittima (poco più di 1 km): automazione del passaggio a livello del Mandracchio; realizzazione di due nuovi passaggi a livello automatizzati: uno antistante la Mole e l’altro antistante l’accesso alle aree di imbarco in porto (Facility 1); rafforzamento delle balaustre di protezione della linea ferroviaria.

Automatizzare i passaggi a livello significa aumentarne i tempi di chiusura. Da Settembre a Giugno transitano giornalmente 45 treni, tra le 7.00 e le 21.30 e in alta stagione (luglio-agosto) 26 treni al giorno.

A fronte di tale traffico ferroviario, le conseguenze degli interventi di messa in sicurezza della linea sarebbero i seguenti: i tempi di chiusura dei passaggi a livello passerebbero dagli attuali 60 secondi a circa 7 minuti (situazione intollerabile sia per l’ imbarco e sbarco dei traghetti che per il traffico dei lavoratori nella zona portuale);  rallentamento e congestione dei flussi di traffico in entrata e in uscita dal porto, con ripercussioni forti anche sul traffico della città; a causa della congestione del traffico aumenterebbe l’inquinamento ambientale; si verificherebbe un rilevante aumento dei rischi connessi alla sicurezza e al soccorso a causa delle difficoltà di accesso all’area portuale.

Uno dei principali punti di forza del porto di Ancona è rappresento dall’oltre 1 milione e centomila passeggeri che scelgono ogni anno lo scalo dorico come casello delle Autostrade del mare e che devono trovare ad accoglierli servizi di qualità e non disagi.

L’Autorità portuale di Ancona continua a ritenere strategico lo sviluppo dell’intermodalità, su cui sta investendo, e non ha mai né ipotizzato né tantomeno programmato la dismissione dell’infrastruttura ferroviaria e della stazione Marittima.

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