Area Logistica Integrata Puglia – Lucania

BARI – Si è svolto, presso la Regione Puglia, il primo incontro con il partenariato economico dell’area logistica integrata del sistema pugliese-lucano indetto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in collaborazione con le Regioni di Puglia e Basilicata. Il Tavolo tecnico dell’area logistica ha l’obiettivo fondamentale di integrare i sistemi logistici pugliesi e lucani.

Hanno partecipato le Autorità portuali di Brindisi, Bari e Manfredonia, l’AdSP dello Ionio di Taranto, l’Agenzia per la Coesione Territoriale, RFI, oltre ai rappresentanti del tessuto produttivo locale e operatori portuali e della logistica di Puglia e Basilicata. Una cosa è stata chiara nei vari interventi e cioè di essere reali e non autoreferenziali; saper leggere le cifre e le varie statistiche dei traffici portuali e ferroviari; definire quello che realmente un sistema integrato logistico – portuale vuole essere per una Puglia, lunghe 800 km e larga in media quasi 500 km, cercando di condividere strategie e piani di sviluppo; superare la crisi di senso che ha portato tutti i vari porti pugliesi a essere tutti polifunzionali e per la maggior parte senza bacini, fondali e servizi operativi per le nuove navi.

Gli operatori sono stati chiari nell’affermare che occorre ripartire dalla “politica”; ciò significa ripartire dal cuore del problema: riconoscere marittimità e portualità agli scali efficienti/efficaci per avere una logistica integrata alle necessità di oggi; un mercato sia in mare sia in terra di post-crisi, che dopo le concentrazioni delle grandi compagnie di navigazione non è più in libera concorrenza.

Infatti, guardando ai numeri abbiamo: Bari ha registrato nell’ultimo triennio 5,45 milioni di tonnellate (2013), 5,51 mils (2014), 6,30 mils (2015); Brindisi ha registrato 10,4 milioni di tonnellate (2013), 10,8 mils (2014), 11,7 mils (2015); Manfredonia, 904mila tonnellate (2013), 579mila (2014) e 510mila (2015); Taranto sappiamo le varie vicende che ha attraversato e che ancora attraversa e che comunque rimane sempre un grande porto con prospettive. Numeri che non meritano commenti i soliti commenti di parte ed esercizio di “puro campanilismo”.

Ora per affrontare le sfide future, l’area logistica integrata di Puglia e Basilicata dovrà ottemperare lo scenario del Mediterraneo, da sud, e quello dell’Europa centro-settentrionale, oltre dell’Italia da nord. Scenari molto competitivi che richiedono integrazione forte fra porti e ferrovie: piastre logistiche. Con Taranto la Puglia punta a degli obiettivi d’integrazione territoriale molto alti; Brindisi, la sua piattaforma è in fase di completamento, mentre per Bari e Manfredonia siamo ancora alle fasi progettuali e si aspetta la nuova governance dell’AdSP dell’Adriatico meridionale.

Il Ministero delle Infrastrutture, nel coordinare i lavori, ha rimarcato gli obiettivi tematici dell’accordo di partenariato 2014/2020 e per gli operatori strategici sono quelli che contemplano la sostenibilità sociale, poiché si tratta si soldi pubblici: promuovere occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori; promuovere l’inclusione sociale combattere la povertà e ogni discriminazione; investire nell’istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente.

Il Tavolo tecnico ha di fronte ora l’elaborazione di un piano che sappia potenziare infrastrutture e attrezzature portuali e interportuali d’interesse nazionale, nel rispetto degli standard ambientali; potenziare le autostrade del mare per il cargo ro-ro sulle rotte adriatiche; ottimizzare la filiera procedurale, inclusa quella doganale (sportello unico doganale, sportello marittimo, UIRNet, Port Community System) in un’ottica di single window. Solo su quest’asse prioritario 2 del PON (miglioramento della competitività dei sistemi portuali e interportuali) è previsto un totale, pari a circa 684 milioni di euro per le cinque Regioni “obiettivo convergenza”  – Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia – , inclusivo dell’importo dei progetti non ancora completati nel 2007/2013 (circa 180 milioni di euro), ed ha validità di spesa fino al dicembre 2023.

Dopo si è passati al confronto partenariale durante il quale sono intervenuti i rappresentanti delle imprese di logistica e trasporti. Intanto, ancora non sono pronti i Decreti attuativi della nuova riforma Delrio sui sistemi portuali, anzi sono tornati i “campanilismi” territoriali.

 

Abele Carruezzo