Dal Ponte sullo Stretto al Tunnel?

ROMA – “Il ponte sia una delle ipotesi che non può essere esclusa a priori e non può nemmeno, però, diventare la principale”. Sono state queste le parole dette dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio che fa ritenere – al netto di una campagna elettorale per la segreteria del PD – che forse la soluzione esiste e già si parla di tunnel per collegare stabilmente le aree di Reggio Calabria e di Messina.

Per Delrio, il problema della mobilità fra la Calabria e la Sicilia potrebbe trovare soluzione in un’infrastruttura che colleghi in maniera stabile le due regioni, superando anche gli stessi bisogni e diversi sia di Reggio Calabria e sia di Messina. Reggio Calabria è una delle città della nostra Italia che rischia di rimanere isolata sia via terra sia aerea, dopo che l’Alitalia ha deciso di chiudere tutte le rotte da/per l’aeroporto reggino.

Mentre Messina è una città molto congestionata e non più sostenibile dovuta sia alla mobilità generata dal porto e sia a quella dovuta al numero di veicoli che la attraversano. Per questo il tema odierno – del tunnel – si presenta come un’infrastruttura stabile capace di integrare Reggio Calabria con la Sicilia migliorando i collegamenti con l’aeroporto di Catania e allo stesso tempo svincola gran parte della viabilità dal centro di Messina.

L’idea del tunnel – alternativo al ponte – l’ha suggerita l’ingegner Giovanni Saccà, responsabile del Settore Studi Trasporti Ferroviari del Collegio Amministrativo Ferroviario Italiano (C.A.F.I.) con uno studio preliminare di fattibilità. Un tunnel stradale verrebbe scavato in prossimità della “Sella dello Stretto”, fra Ganzirri e Punta Pezzo a meno 80/120 metri sotto livello del mare; sedici chilometri di lunghezza, di cui 3,5 km sub alvei a una profondità di 200 metri e con un costo di 1,5 miliardi di euro, realizzabile in 5 anni.

Si potrebbe iniziare prima con un tunnel stradale a doppia canna, per poi realizzare il tunnel ferroviario, sempre a doppia canna e più lungo del primo. Questo secondo intervento avrebbe un costo di circa tre miliardi incluse le opere accessorie per servire le nuove stazioni ferroviarie. Il progetto s’ispira a quello realizzato nel Bosforo (Eurasia Tunnel di Istanbul), costruito anch’esso in area sismica, con segmenti collegati da articolazioni flessibili resistenti a terremoti fino a magnitudo 7,3. Superata l’ipotesi del ponte, questa modalità infrastrutturale di un collegamento stabile sta guadagnando pareri, compresi quelli ministeriali.

 

Abele Carruezzo