martedì, Settembre 21, 2021
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Wwf: No alle trivelle

L’altro ieri, in occasione della partenza del “giro d’Italia” a vela da Trieste, il Wwf ha presentato un dossier sulla biodiversità del Mare Mediterraneo: “Teniamo la Rotta-Tutela dell’Ambiente Marino e Navigazione Marittima”. Nel  rapporto vengono segnalate le coste dei paesi più a rischio:  Spagna, Marocco, Algeria, Italia, Grecia e Croazia. Le biodiversità dell’ambiente marino, “tesori” naturalistici del Mediterraneo, sono oggi messi in pericolo dal rischio petrolio e soprattutto dalle trivellazioni.

La mappa  che descrive la minaccia delle trivelle comprende le più belle zone naturalistiche e turistiche del Mediterraneo: Alboran (tra Spagna, Marocco e Algeria). In queste acque migrano nel Mediterraneo balene, delfini, tartarughe marine, pesce spada e tonno; tra le Isole Baleari sono presenti praterie a posidonia e numerose specie di cetacei; il Bacino sardo-corso-liguro-provenzale che soprattutto in estate si popola di balene e diverse specie di delfini; le Bocche di Bonifacio; il Mar Egeo, Bosforo e Dardanelli che ospita la piu’ consistente popolazione di foca monaca del Mediterraneo (tra i 120 ed i 250 esemplari); le coste della Dalmazia; le coste dell’Algeria e Tunisia; il Tirreno meridionale e lo Stretto di Messina; il Golfo di Gabes, in Tunisia; il Golfo della Sirte (Tunisia); il Mediterraneo orientale e Iskenderun Bay (Turchia) e Lagune costiere adriatiche.

Se poi pensiamo che sul versante del trasporto marittimo, il Mediterraneo è stato interessato per il solo 2010 da circa 3,6 miliardi di tonnellate di beni movimentati e 9 milioni di barili ogni giorno. Intanto, sul versante politico, sta crescendo il movimento,“NO TRIV” che, al pari del “No TAV” e del “NO al carbone”, è impegnato per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso la salvaguardia dell’ambiente marino.

Il Mar Mediterraneo (2,5 milioni di kmq e circa 46,270 di km di costa) è definito “uno scrigno di biodiversità”; più di altri Paesi, l’Italia, con i suoi kilometri di costa, con la presenza di porti turistici e porti commerciali, è più esposta alle minacce delle trivelle per la ricerca di petrolio, costa pugliese non esclusa.

 

Abele Carruezzo

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