giovedì, Settembre 23, 2021
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Il Ministro Clini firma il Piano operativo di difesa del mare e della costa

Ora le Direzioni Marittime e relativi Compartimenti si dovranno fare carico (già questo avveniva per legge) di un controllo operativo per la lotta agli inquinamenti sia accidentali che deliberati nelle acque territoriali, sempre più coordinato con gli enti responsabili della tutela costiera e delle acque entro le 12 miglia dalla cd “linea di base”. Fra gli ultimi atti (prot. 0000034-29.01.2013) del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di questo governo dei tecnici ritroviamo la firma del Ministro Corrado Clini sul decreto di approvazione del “Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e altre sostanze nocive”.

Uno strumento per l’organizzazione e la gestione del pronto intervento per la difesa del mare, nonché un master plane per il coordinamento delle operazioni di lotta agli inquinamenti. Il “piano” nel dare le giuste “definizioni” degli ambiti costieri, fattori di rischio, le tipologie di emergenza, definisce soprattutto le competenze delle autorità incaricate di intervenire in caso di un incidente marino, i giusti comportamenti in situazioni operative di prevenzione dell’inquinamento, di recupero e smaltimento delle sostanze inquinanti, a seconda dei tratti di mare e di costa interessati da eventuali inquinamenti; inoltre, stabilisce le competenze della flotta di mezzi navali ed aerei antinquinamento facente capo al Ministero.

Nel comunicato di presentazione del decreto della scorsa settimana, il ministro Clini afferma: “Siamo intervenuti per disciplinare e aggiornare, dopo 25 anni dal piano precedente, il coordinamento tra gli enti e le strutture interessate e le misure organizzative da adottare a livello centrale e periferico per consentire una direzione efficace delle operazioni di disinquinamento; per fissare le misure procedurali di supporto economico e finanziario da mettere in atto per sostenere gli interventi; per definire le direttive per l’attuazione degli accordi internazionali da mettere in atto con le autorità dei Paesi confinanti o cointeressati dall’inquinamento in corso; per definire il modo di impiego dei 40 mezzi antinquinamento della flotta del ministero dell’Ambiente”.

 

Abele Carruezzo

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