lunedì, Settembre 20, 2021
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Il Rapporto Srm fotografa i porti del Mediterraneo

Gli ultimi dati pubblicati da Assoporti e dall’istituto Srm-Studi e ricerche per il Mezzogiorno devono fare riflettere sulla situazione attuale: nel primo trimestre del 2013 il traffico marittimo ha registrato un calo del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2012 e del 5.5% rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno. Soltanto il settore container si può consolare con un modesto aumento del 0.9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I paesi dell’area mediterranea costituiscono il 20.4 % dell’interscambio marittimo totale dell’Italia nel primo trimestre del 2013 per  un valore di 16. 5 miliardi di euro, di cui il 70% è rappresentato dal trasporto marittimo. Turchia e Tunisia sono gli stati del Mediterraneo con cui l’Italia ha registrato gli scambi commerciali più forti.

L’Srm ha voluto sottolineare nel suo rapporto trimestrale la rilevanza del sistema portuale, nonostante le difficoltà attuali, a sostegno della competitività e internazionalizzazione delle imprese: i porti italiani l’anno scorso hanno movimentato complessivamente oltre 466 milioni di tonnellate di merci e quasi 10 milioni di teus. L’Italia si conferma ancora una volta leader nel Mediterraneo per merci trasportate, oltre 204.4 milioni di tonnellate(37.5% del totale) ,sebbene debba vincere l’arretratezza e la scarsa competitività di molte piattaforme portuali: per il traffico container i primi porti nel Mediterraneo sono quelli spagnoli di Valencia e Algesiras mentre Gioia Tauro è al 4 posto.

Nonostante dal Canale di Suez siano passate meno navi in questi primi cinque mesi(-6.9%) del 2013, vi è stato un aumento di merci trasportate dell’1.9%:  ciò conferma la maggiore capienza delle nuove navi in transito sul Canale di Suez. I dati registrati invece per il traffico turistico sono dipinti di rosso: nel 2012 sono transitati 42 milioni di passeggeri dai porti italiani(-11.7% rispetto al 2011) mentre i crocieristi sono stati complessivamente 10.5 milioni, con una flessione del 6.1% rispetto al 2011.

 

Stefano Carbonara

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