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Canale di Suez: tensione in aumento

Fonti governative, della regione orientale Kantara di Ismailia, hanno confermato l’arresto di quattro terroristi che con lancio di granate minacciavano il transito di navi lungo il Canale di Suez. Allo stato attuale, l’Egitto ha predisposto la presenza di circa 80.000 soldati per garantire la sicurezza lungo la sponda di propria competenza del Canale di Suez, e sono continuamente impegnati per garantire senza interruzioni il transito alle navi.

Questa notizia segue quella di pochi giorni fa, cioè dell’arresto di tre persone che avrebbero attentato una nave portacontainer, la Cosco Asia, della società cinese Cosco, in transito per il Canale di Suez, verso nord, sul lato della costa del Sinai; le granate hanno colpito la parte più alta di un contenitore danneggiandone gli attacchi di alloggio; la grande nave ora rimane attraccata a Port Said. Il dispaccio dell’esercito che controlla l’intero Canale di Suez, da nord a sud, parla di continui “atti terroristici” con l’intento di destabilizzare tutta la zona, e di creare il blocco del traffico navale, compromettendone l’immagine internazionale dell’Egitto.

I due atti di terrorismo segnano il cambio di strategia: non più solo navi petroliere, per limitare i movimenti di greggio, ma attaccare anche ogni mercantile in transito con un impatto negativo sell’economia della regione. Le comunità internazionali, per questo, chiedono alle autorità egiziane che la sorveglianza lungo il canale sia continua, soprattutto sul versante del Sinai, dove operano diverse formazioni islamiche estremiste, alcune delle quali sono legate ad Al-Qaida. Infatti, la Penisola del Sinai, in quest’ultimo periodo, ha visto un aumento della violenza proprio nella zona di El-Sharqiya.

Ancora, il Governo egiziano, tramite il Dipartimento per la sicurezza e in accordo con l’Autorità portuale di Said, consiglia a tutte le navi in transito nel canale di ridurre al minimo le interazioni shoreside e per garantire sicurezza al team piloti del canale, di identificarli prima del’’imbarco; utilizzare la pescaggina d’imbarco solo sul lato occidentale della nave (in direzione nord sul lato sinistro e in direzione sud sul lato di dritta); e comunque gli equipaggi delle navi in transito attuino le più favorevoli pratiche a garanzia della sicurezza sul lavoro a bordo.

 

Abele Carruezzo

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Scritto da su Set 5 2013. Archiviato come Internazionale, News. Puoi seguire tutti i commenti di questo articolo via RSS 2.0. Commenti e ping sono attualmente chiusi

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