Rotterdarm: miglior porto container 2013

Dopo mesi passati sotto la lente di ingrandimento della movimentazione portuale dei container dei maggiori porti del mondo, la giuria de “Containerisation International Awards” di Londra ha proclamato “Port of the year” il porto di Rotterdarm. L’ufficiale ed onorevole titolo è avvenuto la settimana scorsa durante l’annuale manifestazione e la consegna dei premi che si è svolta presso lo Sheraton Park Lane Hotel di Londra.

Ogni anno, i premi vengono assegnati alle aziende e ai privati che hanno dato un contributo unico al trasporto di linea di container ed al settore della logistica nell’anno economico precedente per essere innovativo, propositivo e / o pionieristico. La giuria di esperti ha premiato il porto olandese, fra i quattro finalisti, per il suo programma di cospicui investimenti sul polo logistico e complessi industriali che lo ha posizionato fra i porti leader dell’Europa; per la sua attenzione alla sostenibilità con gli obiettivi di una intermodalità integrata e per le iniziative innovative, come Inland Links e Next Logic, che hanno contribuito per uno sviluppo continuo del porto stesso e della sua territorialità.

Questo premio, sicuramente sottolinea la stretta collaborazione tra le varie sezioni di una port Authority moderna, da quella operativa che si interessa della mobilità dei container alla logistica, che sinergicamente hanno consentito nuovi investimenti e innovazioni; ci riferiamo al progetto Maasvlakte 2, con e per il quale l’Authority olandese sta investendo per il futuro pensando a servizi portuali efficienti per le nuove navi portacontaneir e nuove misure per l’ottimizzazione della filiera logistica; tutto questo permetterà ai global carrier di realizzare economie di scala apprezzabili scegliendo sempre e con continuità lo scalo olandese.

Rotterdarm ha realizzato le migliori infrastrutture portuali (terminal, banchine e servizi) dell’Europa e del mondo, con un piano di investimenti comune fra le imprese dello shipping e della logistica (per un totale di circa 11 miliardi di euro), partito nel 2008, operativo 2012-2013 e che terminerà 2015, per accogliere navi grandi dai 13000 ai 18000 teu. Ci auguriamo che sia di monito e di esempio per le atre realtà portuali dell’Europa e soprattutto dell’Italia; un impegno a superare competizioni assurde fra i diversi operatori lungo la nostra “piattaforma logistica”; il teorema da coniugare per incentivare lo sviluppo di un porto è sempre quello di  rivalutare l’infrastruttura esistente (fondali, banchine e servizi) adeguandola all’oggi e pianificando il futuro, per migliorare l’efficienza della nave riducendo i tempi di mobilità del carico.

 

Abele Carruezzo