UE: i porti olandesi sotto osservazione

La competitività tra i porti del Northern Range ed il resto degli scali portuali europei, soprattutto quelli mediterranei, va totalmente rivisitata e verificata alla luce di certi agevolazioni fiscali. L’annuncio è della Commissione Europea che ha avviato un’indagine per verificare su delle esenzioni fiscali concesse in alcuni scali marittimi del Nord Europa a compagnie pubbliche compresi anche gli operatori portuali.

Non si sa se questo nuovo impegno da parte della UE sia frutto del “semestre italiano”, o del vento “antieuropeo” delle ultime elezioni che sta soffiando su di una Europa che fa fatica ad integrare gli Stati membri.  Il “fatto” nuovo è che i c.d. compiti a casa non li farà solo la povera Italia. Già da tempo, analisti e studiosi di trasporti e di logistica avevano fatto notare che il grande successo delle industrie della logistica del Nord Europa derivava dai benefici fiscali riservati proprio alle imprese di settore.

E così, la Commissione UE sulla concorrenza ha avviato una indagine proprio sui porti dell’Olanda per verificare se le esenzioni fiscali concesse ad operatori portuali e della logistica siano a norma o non si sottintendano come aiuti di Stato. I porti interessati sono quelli di Rotterdam, Amsterdam, Zeeland, Groningen e Moerdijk. Il teorema d’indagine è il seguente: “ le esenzioni accordate ad alcune società perché a partecipazione pubblica possono  procurare vantaggio nei confronti delle concorrenti? ”. “Un’equa concorrenza – ha commentato il vicepresidente della Commissione Europea, Joaquín Almunia, responsabile della concorrenza – è fondamentale per tutti gli operatori del mercato.

La Commissione deve quindi verificare che le public companies, compresi gli operatori portuali, non abbiano nei Paesi Bassi un trattamento fiscale più favorevole rispetto ai loro concorrenti privati. Inoltre ci dovrebbe essere una parità di condizioni tra i porti dell’UE ed è pertanto importante fare in modo che le norme sugli aiuti di Stato siano rispettate in tutti gli Stati membri”. La Commissione UE, in verità, si era già attivata nel 2013, con un questionario inviato a tutti gli Stati membri per ottenere una panoramica sui sistemi di tassazione (modalità, tempi e canoni) delle aziende con attività portuali.

Il quadro d’indagine ha evidenziato  una diversità sostanziale nei sistemi di tassazione tra porti pubblici e privati, in particolare degli Stati membri del Nord Europa; sistemi che garantivano e garantiscono ancora benefici  vari e possibili vantaggi fiscali. Gli Stati interessati erano e sono, oltre all’Olanda, la Francia, Belgio e Germania. E’di ieri l’altro la informativa della Commissione UE di ulteriore indagine proprio sulla Francia e il Belgio riguardo la tassazione dei rispettivi porti nazionali; mentre alla Germania ha chiesto ulteriori informazioni per verificare che non vi siano vantaggi competitivi indebiti concessi ai porti tedeschi.

 

Abele Carruezzo