International Chamber of Shipping: Mediterraneo mare di migrazione

ROTTERDAM – Fra i tanti ed importanti sviluppi normativi e politici che interessano il commercio marittimo mondiale, due i problemi dibattuti all’Assemblea annuale dell’International Chamber of Shipping e che hanno significato l’orizzonte sociale e marittimo di questi mesi del 2015: i flussi migratori verso l’Europa di persone che dominano il Mediterraneo ed il problema dei regolamenti USA sulle acque di zavorra delle navi.

L’Assemblea generale annuale si è svolta giorni addietro a Rotterdam ospite della Royal Association of Netherlands Shipowners, associazione olandese degli armatori. I membri dell’ICS hanno sottolineato gli sforzi degli Stati membri della UE per aumentare le risorse di mezzi e denari per far fronte alla ricerca e salvataggio dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo, cercando di ridurre il numero delle vite perdute. In particolare, hanno ricordato che l’attuale livello del piano di ricerca e salvataggio richiede ancora ulteriori risorse economiche, visto il crescente numero di migranti in quest’ultimo mese.

Con tutto l’impegno degli armatori mostrato in questi ultimi mesi, (con più di 50.000 migranti salvati) la situazione non è facile da gestire e non si può pretendere un impegno costante e duraturo nell’utilizzo di navi mercantili per operazioni di ricerca e di salvataggio. E poi, la maggior parte delle navi commerciali, se non tutte, sono poco adatte ad accogliere migranti a bordo, anche se sono obbligate nella ricerca e soccorso dal diritto marittimo internazionale.

I membri della Camera internazionale degli armatori hanno convenuto che i Governi della UE, e non solo, devono trovare con urgenza una soluzione alla crisi. Nel frattempo, mentre continua ad essere necessaria per la comunità internazionale  salvare decine di migliaia di persone, ed importante la presenza di navi mercantili,  le risorse per la ricerca e salvataggio devono essere aumentate immediatamente. Non è ragionevole per i Governi di continuare a fare affidamento sulle navi mercantili come una soluzione a lungo termine,  ponendo marittimi civili a rischio considerevole.

Sull’altra questione importante, quella sulle acque di zavorra ed i regolamenti USA,  ICS ha accolto positivamente i recenti progressi compiuti dal Comitato per la protezione dell’ambiente marino dell’IMO, dello scorso maggio 2015,  e connessi all’attuazione della Convenzione  IMO sulle Ballast Water;  tutto questo, probabilmente, aprirà la strada ai Governi  per avere sufficienti ratifiche per l’approvazione definitiva della convenzione stessa.

Tuttavia, molti Stati di bandiera che non hanno ancora ratificata la convenzione continueranno a non farlo  a causa del regime unilaterale adottato dagli Stati Uniti per l’installazione a bordo di navi di costosissimi impianti e sistemi di trattamento di tali acque. Così, molti armatori avranno delle difficoltà a scalare commercialmente i porti americani prima dell’entrata  in vigore della  convenzione, forse entro la fine del 2016. Si vuole sostanzialmente un sistema di trattamento delle acque di zavorra  da istallare a bordo delle navi che sia standard ed universalmente accettato da tutti gli Stati. Non si può accettare che solo i sistemi ed apparati americani siano gli unici a trattare le acque di zavorra.

L’Assemblea annuale si conclusa a bordo della nave da crociera “Jules Verne”con una cena di gala alla presenza di Sua Altezza, la Principessa Margaret di Olanda, patrona della Marina Mercantile d’Olanda.  L’International Chamber of Shipping (ICS) è la  principale associazione di categoria mondiale per gli operatori di navi mercantili; l’adesione ICS comprende le associazioni nazionali di 37 Paesi, tra cui la Camera dello shipping russa recentemente ammessa.

Abele Carruezzo