Portogallo istituisce la più grande riserva marina completamente protetta d’Europa

Lisbona. Il governo portoghese ha ampliato un’area marina protetta (MPA) intorno alle Isole Selvagens, creando la più grande riserva marina completamente protetta d’Europa con un’area di 2.677 chilometri quadrati.


L’espansione nell’AMP intorno al piccolo arcipelago, situata a metà sulla rotta tra Madeira e le Isole Canarie, è frutto dei risultati di una spedizione del National Geographic Pristine Seas del 2015, in collaborazione con l’Oceano Azul e la Fondazione Waitt.


Utilizzando apparecchiature ad alta tecnologia, tra cui telecamere pelagiche e drop cam, il team della spedizione ha studiato le comunità pelagiche e gli habitat di acque profonde, oltre alla flora e alla fauna poco profonde osservate durante le immersioni.
Le osservazioni fatte hanno evidenziato che le acque profonde intorno alle isole erano zone di riferimento vitale per la migrazione di pesci e mammiferi nell’Atlantico; mentre le acque vicine alla costa fornivano importanti habitat per la riproduzione.


“Sappiamo che è fondamentale proteggere i corridoi migratori da cui dipende la vita marina. Questa nuova riserva marina garantirà che l’impressionante biodiversità sottomarina dell’arcipelago di Selvagens sarà protetta e continuerà a prosperare”, afferma Paul Rose, leader della spedizione per National Geographic Pristine Seas.


Miguel Albuquerque, presidente del governo regionale di Madeira, commenta: “Madeira è stata un riferimento mondiale in termini di politiche di conservazione della natura, aspetto ulteriormente rafforzato con questo progetto. Dando questo esempio di capacità e determinazione al mondo, si spera di servire da ispirazione per altri governi ad adottare misure simili, verso la conservazione dei nostri oceani”.


Il progetto Pristine Seas del National Geographic ha sostenuto l’istituzione di venticinque riserve marine in tutto il mondo. Attualmente, meno dell’otto per cento dell’oceano è protetto, ma il progetto spera di portarlo al 30% entro il 2030 lavorando con comunità locali, governi e partner.


Abele Carruezzo