(Rappresentazione di una centrale elettrica nucleare galleggiante; slide courtesy CORE POWER)
La scorsa settimana, all’Esposizione Internazionale “Posidonia 2026” di Atene è stato presentato il progetto di una centrale elettrica nucleare galleggiante
Atene. La pubblicazione dello studio, durante la Posidonia International Shipping Exhibition 2026, è stata organizzata da CORE POWER alla presenza di leader del settore, responsabili politici ed esperti per esplorare il ruolo futuro del nucleare nelle applicazioni marittime. (art. 28.05.2026, Il primo studio sulla generazione nucleare marittima in Grecia – il nautilus).
Le Floating Nuclear Power Plants (FNPP), capaci di cogenerare calore e elettricità, rappresentano una soluzione energetica flessibile e sostenibile per diverse industrie marine e costiere che mirano a passare a fonti di energia a basse emissioni di carbonio.
CORE POWER sta lavorando per implementare una lunga serie di centrali elettriche “chiavi in mano” identiche; questo permetterà di scalare l’energia nucleare al livello necessario per soddisfare la crescente domanda di elettricità pulita dell’OCSE.
CORE POWER assemblerà una flotta di FNPP e li rimorchierà verso le sedi dei clienti senza preparazioni complesse sul sito. Un deposito regionale si occuperà della commissione, manutenzione, rifornimento e gestione dei rifiuti.
Centrali Nucleari Galleggianti: una Nuova Frontiera della Produzione Energetica
La crescente domanda mondiale di energia e la necessità di ridurre le emissioni di gas serra hanno rilanciato l’interesse verso l’energia nucleare come fonte a basse emissioni di carbonio.
Le centrali nucleari galleggianti (Floating Nuclear Power Plants, FNPP) rappresentano una delle innovazioni più interessanti nel settore energetico degli ultimi anni. Si tratta di impianti nucleari installati su piattaforme marine o chiatte appositamente progettate, in grado di produrre energia elettrica e, in alcuni casi, calore per uso civile e industriale.
L’idea di utilizzare reattori nucleari installati su piattaforme marine deriva dall’esperienza maturata nel settore navale militare e civile, in particolare sui sottomarini e sui rompighiaccio a propulsione nucleare.
Questa tecnologia nasce dall’esigenza di fornire energia affidabile a regioni remote, isole, aree costiere e siti industriali difficilmente raggiungibili dalle reti elettriche tradizionali.
L’interesse verso queste strutture è cresciuto parallelamente alla diffusione degli Small Modular Reactors (SMR), reattori nucleari di piccole dimensioni caratterizzati da elevati standard di sicurezza e da una maggiore flessibilità rispetto alle centrali convenzionali.
Principio di funzionamento
Il funzionamento di una centrale nucleare galleggiante è analogo a quello di una centrale nucleare tradizionale. In breve, all’interno del nocciolo del reattore, gli atomi (isotopi fissili) di uranio-235 subiscono una reazione di fissione che libera grandi quantità di calore. Tale energia viene trasferita a un fluido refrigerante che produce vapore destinato ad alimentare turbine collegate a generatori elettrici, trasformando l’energia termica in energia elettrica.
La particolarità dell’impianto consiste nella sua collocazione su una struttura galleggiante ancorata vicino alla costa o in mare aperto. L’acqua marina viene generalmente utilizzata per il raffreddamento del sistema, contribuendo a migliorare l’efficienza termica dell’impianto.
Vantaggi
Le centrali nucleari galleggianti offrono numerosi vantaggi. Innanzitutto, possono essere costruite in cantieri navali specializzati e successivamente trasportate nel luogo di utilizzo, riducendo tempi e costi di costruzione.
Sfruttando l’efficienza della costruzione modulare, – come il progetto di CORE POWER – si facilita una transizione più rapida da FOAK a NOAK. FOAK (First-Of-A-Kind), termine tecnologico che si riferisce all’implementazione di una ‘cleantech’, o tecnologia pulita, per la prima volta in condizioni reali e su scala commerciale; fondamentali per promuovere la transizione energetica e promuovere la decarbonizzazione.
Mentre NOAK (N-Of-A-Kind) sono progetti che descrivono l’implementazione di una tecnologia la cui fattibilità è già stata dimostrata in diverse occasioni. In altre parole, mentre FOAK si riferisce a progetti pionieristici, NOAK copre progetti che lavorano con tecnologie già dimostrate e validate in precedenti pilot, ma che rimangono innovativi e dirompenti.
Inoltre, consentono di fornire energia a comunità isolate, installazioni offshore e regioni caratterizzate da condizioni climatiche estreme.
Dal punto di vista ambientale, producono energia con emissioni dirette di anidride carbonica molto basse, contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione del sistema energetico. Un ulteriore beneficio riguarda la possibilità di utilizzare il calore prodotto per il teleriscaldamento o per processi di desalinizzazione dell’acqua marina, particolarmente utili nelle zone costiere aride.
Criticità
Nonostante i vantaggi, esistono alcune problematiche da considerare.
La sicurezza rappresenta l’aspetto più delicato: gli impianti devono essere progettati per resistere a eventi naturali estremi come tempeste, tsunami e mareggiate. È inoltre necessario garantire la protezione contro eventuali atti di sabotaggio o minacce informatiche.
Anche la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi richiede procedure rigorose e controlli continui. Infine, la diffusione di questa tecnologia è limitata dall’assenza di una normativa internazionale specifica e condivisa.
Stato attuale e prospettive future
Secondo numerosi studi dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), gli Small Modular Reactors potrebbero svolgere un ruolo significativo nella transizione energetica globale.
Le centrali nucleari galleggianti rappresentano una delle applicazioni più promettenti di questa tecnologia.
L’esempio più noto di centrale nucleare galleggiante è la Akademik Lomonosov, realizzata dalla Russia ed entrata in funzione nel 2020 per alimentare alcune aree dell’Artico. L’impianto è equipaggiato con due reattori KLT-40S da circa 35 MW elettrici ciascuno, derivati dalla tecnologia utilizzata nei rompighiaccio nucleari. L’impianto fornisce energia e riscaldamento alla città di Pevek, nella regione artica russa della Siberia orientale.
Parallelamente, diversi Paesi stanno studiando progetti basati su reattori modulari avanzati, più sicuri ed efficienti. Tali progetti – Cina, Corea del Sud e Stati Uniti – hanno l’obiettivo di integrare reattori modulari di nuova generazione caratterizzati da sistemi di raffreddamento passivi e maggiore resistenza agli eventi estremi.
Nei prossimi decenni si prevede lo sviluppo di reattori sempre più sicuri, caratterizzati da sistemi di raffreddamento passivi e cicli del combustibile ottimizzati. L’integrazione con impianti di produzione di idrogeno e desalinizzazione potrebbe ampliare ulteriormente il campo di applicazione di queste infrastrutture. Il loro successo dipenderà tuttavia dalla capacità di garantire elevati standard di sicurezza, sostenibilità ambientale e convenienza economica.
Conclusioni
Le centrali nucleari galleggianti rappresentano una soluzione innovativa che unisce la tecnologia nucleare alla flessibilità delle infrastrutture marittime. Sebbene siano ancora poco diffuse, esse offrono interessanti opportunità per soddisfare la crescente domanda energetica globale riducendo le emissioni di gas serra.
Con l’evoluzione dei reattori modulari e il miglioramento delle tecnologie di sicurezza, queste installazioni potrebbero diventare una componente significativa del sistema energetico del futuro.
Abele Carruezzo
Per chi desidera approfondire l’argomento si allega una essenziale bibliografia:
Progetto CORE POWER. – Technology Officer dell’ABS. – Athlos Energy,- International Atomic Energy Agency (IAEA), Advances in Small Modular Reactor Technology Developments, Vienna. – International Energy Agency (IEA), Nuclear Power and Secure Energy Transitions, Paris. – World Nuclear Association, Floating Nuclear Power Plants. – OECD Nuclear Energy Agency, Small Modular Reactors: Challenges and Opportunities. – Rosatom State Atomic Energy Corporation, Technical Documentation on Akademik Lomonosov. – (art. 04.06-2025, ABS traccia la rotta per i data center delle strutture nucleari galleggianti per alimentare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale in mare – il nautilus).









