(Segretaria Generale Lamia Kerdjoudj; foto courtesy Press Office FEPORT)
Bruxelles. La Commissione ENVI si occupa di ambiente, clima e sicurezza alimentare con l’obiettivo di garantire una transizione equa e inclusiva verso un’economia più sostenibile e per rafforzare la capacità dell’Europa di affrontare le sfide dei cambiamenti climatici.
Domani – 1° ottobre – la Commissione ENVI del Parlamento Europeo si riunirà – sotto la presidenza italiana di Pierfrancesco Maran – per discutere sul rapporto di revisione del sistema ETS, preparato dalla europarlamentare Liese.
L’obiettivo del sistema di scambio delle emissioni dell’UE -EU ETS – è aiutare gli Stati membri a raggiungere i loro impegni di limitare o ridurre le emissioni di gas serra in modo conveniente. Consentire alle aziende partecipanti di acquistare o vendere quote di emissione significa che i tagli delle emissioni possono essere raggiunti al minimo costo.
Il sistema di scambio delle emissioni dell’UE è il primo grande mercato del carbonio al mondo e rimane il più grande.
Il rapporto, in discussione domani, riconosce le difficoltà delle aziende europee nell’attraversare questo periodo di transizione energetica, e si propone di aumentare la competitività industriale senza perdere di vista gli obiettivi climatici dell’UE.
Tuttavia, il rapporto richiede una serie di aggiustamenti mirati per gli operatori dei terminal, bisognosi di una protezione efficace contro la re-locazione delle merci tramite trasbordo.
Se non si interviene subito le aziende dei terminal e dei porti rischiano occupazione e attività commerciali, con perdite anche di carbonio e di entrate in bilancio.
FEPORT – con il suo documento ‘Posizione FEPORT sulla Revisione dell’EU ETS per i Trasporti Marittimi’ – di settembre 2026 – pur accogliendo la proposta della Commissione Europea di rivedere il Sistema di Scambio delle Emissioni (ETS) dell’UE per il trasporto marittimo, esamina come le compagnie di navigazione potrebbero evitare i costi ETS modificando le scali o spostando il trasbordo verso porti non UE, con conseguenze sulla competitività dei porti e dei terminal europei.
Il documento FEPORT propone maggiori salvaguardie contro questi rischi, tra cui un elenco più reattivo dei porti di trasbordo vicini e una misura ampliata basata sul cargo.
FEPORT raccomanda
Di rafforzare i seguenti aspetti della proposta della Commissione per scoraggiare ulteriormente l’evasione, di sostenere il settore nei suoi sforzi di decarbonizzazione e di incentivare i paesi terzi ad adottare essi stessi un meccanismo di prezzo del carbonio.
Prevenzione del trasbordo/evasione tramite relay
Per prevenire questo tipo di evasione in cui le compagnie di navigazione saltano i porti UE per il trasbordo di merci di origine e destinazione di terze paesi, la Commissione ha proposto una misura basata sul carico che applica uno sconto alle navi in base alla quota di container destinati per scali non UE trasportati a bordo.
L’articolo 12.3-g della proposta applica questa misura solo ai viaggi in arrivo e alle navi con capacità di 10.000 teu e superiori.
Per scoraggiare ulteriormente l’evasione di tutte le rotte e i tipi di navi rilevanti, rafforzando al contempo la parità tra le diverse dimensioni di navi, FEPORT raccomanda di estendere questo articolo alla tratta di andata del viaggio e alle navi tra 5.000 e 10.000 teu.
Utilizzo dei ricavi
FEPORT accoglie con favore l’ambizione della proposta e del rapporto preliminare di destinare parte dei ricavi generati tramite ETS Maritime alla decarbonizzazione del traffico marittimo.
Tuttavia, anche gli stakeholder portuali dovrebbero poter beneficiare di questi fondi, in particolare se adottano misure per elettrificare le operazioni o fornire energia a terra alle navi.
Inoltre, per rafforzare la nostra competitività, dobbiamo garantire che il sostegno alla produzione di carburante comporti anche un aumento dell’attività di rifornimento nei porti dell’UE.
Diplomazia climatica
Per prevenire la perdita di carbonio e rafforzare gli sforzi globali nella lotta contro il cambiamento climatico, è fondamentale incentivare i paesi terzi ad adottare un meccanismo di prezzo del carbonio applicabile direttamente al settore marittimo.
FEPORT accoglie con favore gli sforzi della Commissione volti a incoraggiare questo attraverso il meccanismo “ETS come servizio”.
Il finanziamento può essere un altro strumento per raggiungere questo obiettivo. FEPORT propone quindi emendamenti per garantire che le entrate dell’ETS possano beneficiare solo i porti di paesi terzi nelle giurisdizioni che applicano un meccanismo di tarifficazione del carbonio equivalente a quello dell’ETS UE.
Si chiede alla Commissione ENVI
“Chiediamo ai membri del Comitato ENVI di non perdere l’opportunità di proteggere i porti e i terminal UE contro la re-localizzazione tramite trasbordo.
È fondamentale preservare la competitività dei porti dell’UE e l’impiego dei lavoratori portuali”, afferma la Segretaria Generale della FEPORT, Lamia Kerdjoudj.
“I membri di FEPORT sono pronti a dialogare ulteriormente con i membri del comitato ENVI per trovare soluzioni che accelerino l’ecologizzazione del trasporto marittimo, salvaguardando al contempo il vantaggio competitivo del settore portuale UE”, conclude la Segretaria Generale di FEPORT.
La Federazione delle Compagnie e Terminal Portuali Privati Europei (FEPORT) rappresenta gli interessi di 2.290 aziende e operatori portuali privati che svolgono attività legate alla movimentazione merci e alla logistica nei porti dell’Unione Europea, Norvegia e Turchia.
Abele Carruezzo









