Galuh Pusaka, una nave alla deriva

Accade anche questo come nei film de “La maledizione della prima luna”. Si sa quasi niente di questa nave trovata alla deriva e senza equipaggio a bordo nelle acque del Mar Cinese meridionale. La cosa certa è che questo mare è battuto da squadre di terroristi  e pirati disposti a tutto per guadagnare carichi e navi. Il dispaccio del ritrovamento è della scorsa settimana, da parte della Guardia Costiera indonesiana; i mezzi militari si sono avvicinati alla nave alla deriva convinti di operare un soccorso dopo le insistenti chiamate vhf alla nave e senza risposte.

La Guardia Costiera indonesiana, si è imbattuta in questo ritrovamento durante la campagna di ricerca di un’altra petroliera, l’Arsenal, di cui si sono perse le sue tracce il 17 giugno scorso, nelle vicinanze delle Isole di Anamabas, nell’arcipelago indonesiano. E’ risaputo che queste isole si trovano nel Mar Cinese meridionale, tra la penisola di Malacca, ad ovest, e il Borneo, ad est: stretto di mare controllato dai pirati, i più temuti per le atrocità di cui si rendono responsabili.

La Galuh Pusaka è una nave cisterna battente bandiera indonesiana ed è stata trovata senza nessun membro di equipaggio a bordo, alla deriva, priva di tutte le attrezzature/apparecchiature importanti e soprattutto senza il carico; l’unica presenza a bordo era costituita di gallette e scatolette rimaste in cambusa. Questo indizio, per le Autorità indonesiane, ha fatto pensare ad un assalto da parte di pirati che hanno avuto molto tempo per trasbordare (sifonamento) il carico di olio combustibile ed attrezzature varie a bordo di altre navi giunte sul sito per supporto ed appoggio.

Ad oggi si formulano solo ipotesi, tutte da verificare, e si teme per i membri dell’equipaggio sequestrati. Intanto la petroliera Galuh è stata rimorchiata verso la base navale di Tarempa in Indonesia. Questo episodio sta facendo preoccupare non poco le marinerie americane e soprattutto quelle europee che tramite le associazioni armatoriali hanno chiesto una convocazione straordinaria della Commissione UE per la sicurezza in mare.

 

Abele Carruezzo