Kiev impone sanzioni a 56 navi che esportano illegalmente grano ucraino dalla Crimea

Porto di Sebastopoli

(Porto di Sebastopoli, Crimea; foto courtesy Wikipedia)

Kiev decreta sanzioni alle navi che trasportano illegalmente grano ucraino e accusa la Russia di furto alimentare

Kiev. L’Ucraina ha intensificato i suoi sforzi per combattere quella che definisce l’esportazione illegale di prodotti agricoli dalla Crimea occupata dalla Russia, imponendo sanzioni su 56 navi.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha firmato, lo scorso 25 novembre, un decreto che promulga la decisione del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale di imporre sanzioni a 56 navi.

Le navi sono accusate di scalare illegalmente – tra il 2022 e il 2025 – i porti ucraini occupati dalla Russia e di esportare prodotti alimentari ucraini. I porti commerciali della Crimea, tra cui Sebastopoli e Feodosia, sono stati in gran parte chiusi negli ultimi 11 anni, da quando la Russia ha annesso la penisola. L’Unione Europea ha inoltre imposto sanzioni a questi porti dopo l’occupazione russa.

Per Zelenskyy questo decreto segna “una nuova direzione” nella politica ucraina sulle sanzioni.
Secondo il sito web del presidente ucraino, le navi prese di mira caricavano migliaia di tonnellate di grano ucraino, semi di girasole e altri prodotti alimentari, trasportandoli verso mercati esteri. Le stime suggeriscono che la Russia abbia esportato oltre 400.000 tonnellate di cereali dalla Crimea dal 2022.

Inoltre, molte di queste navi sono gà state sanzionate da parte di altri paesi, in particolare dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e della Svizzera. Le navi utilizzavano bandiere non solo della Federazione Russa: 17 di esse navigavano sotto bandiere di altri paesi.

L’ufficio del presidente ha assicurato che l’Ucraina collaborerà con gli Stati interessati per fermare il rilascio delle licenze per queste navi.

“L’Ucraina continuerà ad aumentare la pressione sulla Russia in ogni ambito possibile, in stretta comllaborazione coni suoi partner per costringere lo stato aggressore a porre fine alla guerra che ha scatenato contro il nostro paese e il nostro popolo”, si legge nella dichiarazione.

La Russia non ha ancora commentato ufficialmente le sanzioni.

L’Agenzia Nazionale per il Tracciamento e la Gestione dei Beni (ARMA) dell’Ucraina sta inoltre collaborando con i Tribunali per ottenere ordini per la vendita delle navi sequestrate.

Abele Carruezzo