Ancora mistero sulla petroliera Kairos alla deriva vicino alla costa bulgara

nave Kairos

(La nave Kairos attaccata al largo della costa turca; foto courtesy Guardia Costiera turca)

Il mistero intorno alla petroliera Kairos (149.989 dwt) continua a crescere, poiché la nave, attaccata con un drone la scorsa settimana, è ora segnalata alla deriva al largo della Bulgaria

Ahtopol, Bulgaria. Le Autorità bulgare cercano di rassicurare la popolazione che non vi è pericolo immediato mentre continuano a monitorare la nave, che ora richiede l’evacuazione.

La Turchia ha aperto un’inchiesta sul caso delle due petroliere autorizzate (flotta ombra) dopo le segnalazioni di esplosioni e incendi mentre si trovavano entrambe nel Mar Nero. Poi sono seguite le operazioni di salvataggio e di evacuazione dei membri dell’equipaggio.

La Direzione Generale della Sicurezza Costiera ha confermato le evacuazioni senza ulteriori dettagli. La petroliera Kairos era stata segnalata a circa 28 miglia nautiche a nord della costa turca e a circa 52 miglia dal Bosforo. L’evacuazione dell’equipaggio ha coinvolto 12 rimorchiatori e imbarcazioni della Guardia Costiera turca giunti sulla scena della petroliera danneggiata.

La nave Kairos – forse di proprietà cinese, registrata in Gambia, ma con falsa bandiera e sanzionata dall’Occidente – è stata la prima ad essere attaccata dagli ucraini al largo della Turchia. Nell’ultimo rapporto, la Turchia ha dichiarato di concertare le operazioni di rimorchio con i proprietari della nave.

Intanto, ieri, le Autorità della Bulgaria hanno osservato la nave Kairos entrare nelle loro acque a sette miglia nautiche dalla costa e alla deriva; la nota afferma di aver ricevuto nel pomeriggio di ieri una richiesta dalle 10 persone a bordo della nave per un’evacuazione. Contrariamente a quanto affermavano le Autorità turche, a bordo si trovano ancora altre dieci membri dell’equipaggio.

L’Amministrazione Marittima Bulgara, successivamente informata, evidenzia che l’equipaggio era riuscito a sganciare l’àncora di dritta nel tentativo di fermare la nave e si stava operando per liberare anche l’àncora di sinistra. Il tutto avveniva sotto l’osservazione di residenti ‘curiosi’ che dichiaravano sui social l’avvicinarsi sempre più della nave alla costa rischiando di arenarsi.

La Marina Bulgara ha inviato un elicottero per ispezionare la situazione e sta coordinando con la Polizia di Frontiera e le Autorità Marittime, oltre ad attivare un centro di emergenza.

Le condizioni meteomarine da ieri pomeriggio non sono ottime e le difficoltà per l’evacuazione dell’equipaggio aumentano anche per l’avvicinarsi della notte.

Il mistero rimane tutto: non è chiaro cosa sia successo per far arrivare la petroliera da appena a nord della Turchia attraverso il Mar Nero fino a una posizione al largo di Ahtopol, nel sud della Bulgaria.
Secondo le notizie non confermate, la petroliera aveva iniziato un traino il 3 dicembre, diretta a Tuzla, Turchia, ma poi si era diretta verso la Bulgaria. Non è chiaro dove si trovi la nave che ha operato il rimorchio e come le due navi si siano separate.

L’Agenzia dell’Amministrazione Marittima della Bulgaria afferma che la petroliera è sotto costante sorveglianza e che sono in contatto con l’equipaggio a bordo.

Abele Carruezzo