Mar Caspio, danneggiata la piattaforma Lukoil dalle Forze ucraine

Piattaforma di Lukoil nel Mar Caspio

(Piattaforma di Lukoil nel Mar Caspio; foto courtesy SBU Alpha Ucraina)

L’Ucraina segnala di aver colpito per la prima volta il Mar Caspio, danneggiando la piattaforma di Lukoil

Kiev. La nuova strategia dell’Ucraina è colpire l’industria petrolifera russa, danneggiando le operazioni petrolifere nel Mar Caspio. Rapporti non confermati indicano che Lukoil è stato costretto a sospendere le operazioni nel sito, il più grande della regione del Caspio, su almeno 20 pozzi.

Il Služba Bezpeky Ukraïny (SBU Alpha), Centro Operazioni Speciali Alpha del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina, ha annunciato l’operazione, che si è svolta nelle prime ore dell’11 dicembre. Hanno riferito l’uso di droni a lungo raggio e hanno detto che ci sono stati almeno quattro impatti sulla piattaforma offshore petrolifera russa Filanovsky nell’area settentrionale del Mar Caspio.

Lo riporta l’emittente ucraina Suspilne, citando fonti informate dello SBU, aggiungendo che si tratta del primo attacco in assoluto alle infrastrutture petrolifere russe nella regione. I rapporti evidenziano che i droni, se lanciati dall’Ucraina, avrebbero dovuto percorrere quasi 450 miglia.

“Le esplosioni nel Mar Caspio sono un altro promemoria per la Federazione Russa: tutte le sue imprese che lavorano per la guerra sono obiettivi legittimi”, riferisce il Ministero della Difesa russa.

Lukoil nel 2021 – affermano gli analisti del settore – ha riportato una produzione superiore a 30 milioni di tonnellate, con segnalazioni secondo cui il giacimento produce attualmente 120.000 barili al giorno. Si dice che il giacimento possieda ampie riserve sia di petrolio che di gas.

Intanto, notizia di stamane, un oleodotto della raffineria PCK è stato danneggiato nello land tedesco federale del Brandeburgo, l’evento ha provocato una notevole perdita di petrolio, che potrebbe essere finito nei fiumi vicini, in particolare il fiume Welse, affluente dell’Oder.
La quota di maggioranza del capitale dell’impianto, situato nei pressi del confine tra la Germania e la Polonia, è di proprietà di Rosneft Deutschland, sussidiaria locale del colosso petrolifero russo che viene gestita in amministrazione fiduciaria dal Governo tedesco.

A seguito dell’invasione militare russa dell’Ucraina, nel settembre 2022, il Governo Federale tedesco ha affidato la gestione delle attività locali della Rosneft all’Autorità Federale di Regolamentazione dell’Energia. Tuttavia, a Berlino non è stata ancora rinvenuta una soluzione definitiva al caso, dunque si è proseguito a prorogare di sei mesi in sei mesi l’affidamento della gestione, mentre si è alla ricerca di un acquirente.

Al momento non sono state fornite informazioni riguardo alla causa dell’incidente né sull’entità esatta del danno alla raffineria, ma viene ventilata l’ipotesi che sarebbe stato causato dai lavori preparatori per un test di sicurezza programmato per domani sul gasdotto, escludendo quindi un’azione di sabotaggio.

Abele Carruezzo