La Casa Bianca pubblica il Maritime Action Plan

Maritime Action Plan

(Foto courtesy Uff. s. Casa Bianca)

La Casa Bianca, venerdì 13 febbraio, ha pubblicato l’America’s Maritime Action Plan, progettato per rivitalizzare la Marina Mercantile e la costruzione navale

Washington. Il Maritime Action Plan – che si allega – segue l’Ordine Esecutivo di aprile 2025 e prima quello dello SHIPS for America Act del 2024; entrambi mirano a tracciare una strategia per invertire quella che Trump definisce “una mancanza di attenzione strategica sul settore marittimo”.

Il piano vuole recuperare il gap strategico della navigazione sotto bandiera americana che ha compromesso l’economia e la sicurezza statunitensi, oltre alla carenza di capacità di costruzione e manutenzione navale.

Negli Stati Uniti – si evidenzia nel piano – sono presenti 66 cantieri navali, ma solo otto cantieri sono operativi e 11 cantieri navali hanno ordini di costruzione; mentre, 22 cantieri sono dedicati alle riparazioni con bacino di carenaggio e 25 sono cantieri di riparazione in superficie.

Nell’introduzione del piano si legge che “Gli Stati Uniti non hanno la capacità necessaria per espandere l’industria cantieristica nazionale al ritmo necessario per soddisfare le priorità nazionali”. “Questo comporta significativi problemi di sicurezza e dipendenza nella catena di approvvigionamento. Un settore cantieristico interno autosufficiente è fondamentale per la sicurezza nazionale ed economica”.
La sezione più importante riguarda la cd “Base Industriale Marittima” che con programmi strategici mira ad espandere le capacità di costruzione navale degli USA, la forza lavoro , l’istruzione e la formazione.

Per questo, l’Act chiede “politiche che modernizzino i processi di appalti pubblici e una regolamentazione più snella per accelerare la costruzione navale e ridurre i costi”.
Si parla di programmi di incentivi per sostenere i cantieri navali, agevolazioni fiscali e programmi di prestiti, oltre all’istituzione delle Zone di Prosperità Marittima per catalizzare investimenti e crescita. Si prevede anche una Flotta Commerciale Strategica degli Stati Uniti e la costruzione di partnership internazionali per “ridurre la dipendenza da fornitori inaffidabili”.

Per il presidente Trump, il piano rappresenta una pianificazione strategica per modernizzare la U.S. Merchant Marine Academy a Kings Point, New York, e per sostenere le Scuole statali di indirizzo nautico. Nuovi incentivi per il reclutamento e la permanenza della forza lavoro, un programma Military-to-Mariner e altri sforzi a supporto della forza lavoro.

Per finanziare tutti gli incentivi ampliati e i programmi di supporto governativo, il piano prevede di “stabilire una tariffa universale sulle navi costruite all’estero” che entrano nei porti statunitensi. In base al tonnellaggio arrivato, suggeriscono che con un solo centesimo potrebbe raccogliere 66 miliardi di dollari in 10 anni, mentre una tassa a 25 centesimi rapporterebbe quasi 1,5 trilioni di dollari, tutti destinati a un nuovo Fondo Fiduciario per la Sicurezza Marittima. Il Fondo – si legge – “garantirebbe investimenti costanti e a lungo termine nella capacità navale americana, nell’espansione della flotta e nella forza lavoro marittima”.

Il piano incarica – poi – l’Ufficio di Gestione e Bilancio, in collaborazione con il Dipartimento dei Trasporti, di presentare una proposta legislativa per un meccanismo di finanziamento affidabile che sostenga tutte le iniziative descritte nel piano.

Viene istituita anche una tassa (0,125% del valore delle merci entrate negli Stati Uniti tramite porti) per la manutenzione proprio dei porti (Land Port Maintenance Tax); tassa per raccogliere fondi che garantirebbero il mantenimento e miglioramento delle infrastrutture commerciali critiche.

Il presidente Trump ha anche chiesto la creazione di un Ufficio alla Casa Bianca per dirigere la politica marittima. Gli sponsor della Camera e del Senato degli Stati Uniti hanno detto che lo reintrodurranno con l’inizio del 119° Congresso e mentre cercano di procedere con le audizioni delle commissioni.

Abele Carruezzo

*Si allega l’America’s Maritime Action Plan