(Source: Gas Infrastructure Europe; slide courtesy IEEFA)
L’UE può ridurre il rischio geopolitico tagliando le importazioni di GNL
IEEFA, Lakewood, Ohio, United States. La crisi energetica del 2026 mostra come il passaggio dell’Europa dal gas (russo) da gasdotto al GNL (americano) da gasiere l’abbia esposta a prezzi volatili e a nuove forme di interruzione dell’approvvigionamento.
Pubblicato l’aggiornamento dell’European LNG Tracker e dell’EU Gas Flows Tracker dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (IEEFA), che mostra l’aumento (più che triplicate) delle importazioni europee di GNL – tra il 2021 e il 2025 – dagli Stati Uniti.
Nello stesso periodo, i Paesi europei riducevano progressivamente la loro dipendenza dal gas russo via gasdotto. L’aggiornamento dei dati sono riferiti ad una Europa a 27 Stati membri, unitamente al Regno Unito, alla Norvegia e alla Turchia. I dati sono stati raccolti da diverse fonti , tra cui Kpler, Gas Infrastructure Europe, Aggregated LNG Storage Inventory, Eurostat, il Digest of UK Energy Statistics e l’analisi IEEFA.
La crisi energetica in atto, causata dalla guerra in Medio Oriente – si legge nell’analisi IEEFA – ha interrotto circa il 20% dell’offerta globale di gas naturale liquefatto (GNL), aumentato la volatilità dei prezzi del gas e messo nuovamente a rischio la sicurezza energetica dell’Europa.
Proprio per le continue interruzioni delle esportazioni dal Qatar, l’IEEFA prevede che l’Europa fornirà due terzi delle sue importazioni di GNL dagli Stati Uniti nel 2026; si prevede anche che il consumo di gas in Europa potrebbe diminuire del 14% tra il 2025 e il 2030, riducendo la domanda di GNL di circa il 23% nello stesso periodo.
Le importazioni europee di GNL qatariote – si legge nel report IEEFA – sono diminuite nel primo trimestre del 2026, con la chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz a partire dai primi di marzo che ha limitato le esportazioni dal paese. Di conseguenza, l’Europa è diventata ancora più dipendente dai suoi due maggiori fornitori di GNL, gli Stati Uniti e la Russia. Le importazioni di GNL da entrambi i paesi in Europa hanno raggiunto un record trimestrale nel primo trimestre del 2026.
Su questo, la Commissione UE ha consigliato agli Stati membri di adeguare il proprio consumo energetico e diversificare verso alternative più pulite per ridurre la dipendenza dalle importazioni. La nuova strategia AccelerateEU dell’UE, presentata nell’aprile 2026, mira ad accelerare questa transizione e a rafforzare la resilienza del blocco agli shock dell’approvvigionamento energetico. (art. 22.04.2026, AccelerateEU, aiuti e misure contro la crisi dell’energia fossile e verso l’energia pulita e autoctona – il nautilus).
Questo si basa su REPowerEU, lanciato dall’UE nel 2022 per porre fine alla sua dipendenza dai combustibili fossili russi entro il 2027 e che ha contribuito a ridurre la domanda di gas dell’UE. IEEFA prevede che l’UE potrebbe ridurre le importazioni di GNL del 29% entro il 2030 e ridurre la propria esposizione al rischio geopolitico.
Al contrario, in Europa, la costruzione dei terminal di importazione ha subito un rallentamento, anche se la capacità europea di rigassificazione del GNL è aumentata del 13% nel 2023 e dell’8% nel 2024, ed è rimasta stabile nel 2025.
Due nuovi terminal di importazione GNL hanno iniziato a operare in Europa nel 2025: l’unità galleggiante di rigassificazione Excelerate Excelsior (FSRU) da 1,9 miliardi di metri cubi (bcm) presso il terminal Wilhelmshaven 2 in Germania e la FSRU BW Singapore da 5 miliardi di metri cubi (bcm) a Ravenna, in Italia.
Tre terminal esistenti sono stati ampliati nel 2025: Zeebrugge in Belgio, di 1,8 miliardi di dollari, del LNG Croatia FSRU a Krk in Croazia, di 3,2 miliardi di miliardi, e il terminal adriatico italiano, di 0,5 miliardi di miliardi. Queste aggiunte poi compensate parzialmente dalla rimozione della FSRU al terminal di Le Havre in Francia.
Gli analisti dell’IEEFA sono convinti che costruire nuovi terminal GNL non risolve l’insicurezza energetica dell’Europa, anche se l’Europa prevede di installare o ampliare sei terminal GNL nel 2026, aumentando la capacità di importazione di GNL di un ulteriore 6%.
Il terminal italiano di Ravenna ha iniziato le operazioni nel 2025, utilizzando la FSRU BW Singapore e a marzo 2026 aveva un tasso di utilizzo del 25%. Il terminal GNL proposto di Porto Empedocle in Sicilia non è stato confermato, come pure quello di Gioia Tauro che era previsto per la messa in servizio nel 2026.
Abele Carruezzo








