(Sito di trivellazione di gas nel Mare di Barents; foto courtesy Wikipedia)
La Norvegia, principale produttore di petrolio e gas dell’Europa occidentale, ha intensificato le pressioni presso l’Unione Europea per convincere a rimuovere il blocco sulle trivellazioni petrolifere e del gas nell’Artico o modificare la moratoria.
Oslo. La Norvegia, non essendo membro dell’UE, rimane il più grande fornitore di gas per i mercati europei, ha inviato quasi una dozzina di suoi Ministri a Bruxelles, durante questi mesi, per discutere di energia, commercio e dello stato delle perforazioni artiche.
La guerra in Iran ha creato la più grande interruzione dell’approvvigionamento di petrolio e gas della storia, e la Norvegia sostiene che l’Europa ha bisogno di un approvvigionamento affidabile da luoghi fuori dalle zone di conflitto.
Tuttavia, la moratoria dell’UE emanata nel 2021 a causa degli impegni climatici del blocco e delle preoccupazioni ambientali non consente le trivellazioni nelle parti settentrionali del Mar di Barents della Norvegia, che si stima contenga la maggior parte delle risorse norvegesi rimanenti di petrolio e gas. Con la moratoria el 2021, l’UE sostiene un divieto di nuove trivellazioni come parte della sua politica artica, ma la revisione in corso della strategia regionale ha riacceso il dibattito politico e industriale.
Il gas del Mare di Barents della Norvegia potrebbe rimanere una fonte energetica vitale per l’Europa anche negli anni 2030, offrendo un’alternativa vicina e a emissioni inferiori rispetto al mercato globale del gas naturale liquefatto (GNL), sempre più volatile, a condizione che l’Unione europea riconsideri la sua politica sull’Artico, secondo un’analisi di Rystad Energy.
In particolare, “Parlando in termini di petrolio e gas, la Norvegia è già diventata un importante fornitore di gas naturale per il resto dell’Europa. Questo avviene attraverso gli 8.800 chilometri di gasdotti sottomarini e alla presenza nell’estremo nord della Norvegia, dove Eni è coinvolta, c’è anche un impianto LNG”, ha dichiarato a Bloomberg Espen Barth Eide, Ministro degli Affari Esteri della Norvegia; aggiungendo che “ I rifornimenti di gas norvegese all’Italia sono aumentati coprendo quasi il 10% del fabbisogno di gas italiano e da qualche anno la Norvegia fornisce quasi il 40% del fabbisogno europeo”.
Già, lo scorso 13 maggio, il Comitato permanente sulla politica estera italiana per l’Artico della Commissione Esteri della Camera, in merito all’indagine conoscitiva sulle dinamiche geopolitiche nella regione dell’Artico, ha audito Claude Véron-Réville, inviata speciale dell’UE per l’Artico.
“La Norvegia è molto attiva e brava a far sentire la propria voce”, ha detto l’altro giorno a Bloomberg Claude Veron-Reville, aggiungendo che “La Norvegia sa benissimo come intervenire, è molto ben organizzata e molto presente”.
La Commissione europea sta rivedendo la sua politica artica del 2021, anche dopo una consultazione pubblica dello scorso 16 marzo. E visto che i progetti nel Mare di Barents richiedono generalmente da cinque a dieci anni per passare dalla scoperta iniziale alla produzione continuativa, l’UE stabilirà se i nuovi volumi provenienti dai giacimenti norvegesi esistenti saranno pronti entro la metà degli anni 2030, o se l’Europa diventerà invece più dipendente dalle forniture globali di GNL nel prossimo decennio.
L’UE potrebbe sbloccare 3,5 miliardi di barili di petrolio equivalente (boe) di gas naturale, ovvero circa 22 trilioni di piedi cubi, se ripenserà la sua politica artica, aveva sostenuto ha all’inizio di quest’anno la società norvegese Rystad Energy tramite i suoi report.
Intanto, una coalizione nordica, composta da istituzioni finanziarie, sindacati ed esperti climatici, ha inviato un avvertimento alla Commissione europea, chiedendo di mantenere il divieto sulle nuove trivellazioni di petrolio e gas nella regione artica. I firmatari sollecitano l’esecutivo UE a non ammorbidire la propria posizione sullo sfruttamento dei combustibili fossili nell’Artico, esprimendo preoccupazione per indiscrezioni su un possibile cambio di rotta.
Abele Carruezzo
(Espen Barth Eide, Ministro degli Affari Esteri della Norvegia; foto courtes7y Wikipedia)









