Nave MSC incrinata a seguito di attacco dell’IRGC mentre navigava al largo dell’Iraq

MSC incrinata

(screenshot courtesy AlsumariaTV)

La portacontainer MSC danneggiata durante l’attacco al largo dell’Iraq

Londra. Il canale televisivo iracheno Alsumaria TV, considerato uno dei media indipendenti più credibili in Iraq, ha diffuso un video che mostra di danni – falla sopra la linea di galleggiamento – sul lato di dritta della portacontainer MSC Sariska V, battente bandiera Panama, dopo un attacco nel nord del Golfo Persico, a sud-est della città portuale Umm Qasr, della Provincia di Bassora, in Iraq.

Alsumaria News attribuisce il foro a un guasto meccanico, mentre il rapporto UKMTO (United Kingdom Maritime Trade Operations Centre, Phone:+44 (0) 2392 222065; Emergency Email: watchkeepers@ukmto.org) afferma che l’esplosione è avvenuta dopo un colpo di un proiettile sconosciuto sul lato di dritta. Le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) in seguito si sono assunte le responsabilità dell’attacco, definendolo una rappresaglia per l’attacco americano alla piccola nave cargo Lian Star il 29 maggio.

Secondo l’avviso UKMTO, la nave Sariska (74.500 dwt, del 1990, lunga 295 metri, capacità di 4.830 teu) stava transitando nel Golfo Arabico quando è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile sconosciuto, provocando una grande esplosione. Un aggiornamento dell’organizzazione riferisce che un secondo impatto sulla nave ha causato un incendio che è stato poi spento. Nessuna segnalazione di feriti all’equipaggio. UKMTO non è a conoscenza di alcun danno ambientale al momento, “afferma l’avviso” e conferma che le Autorità stanno indagando sull’accaduto.

Analisti militari affermano che i danni visibili, localizzati sopra la linea di galleggiamento sul lato di dritta a centro nave, sembrano incompatibili con un impatto con una mina e indicano invece un possibile attacco di unità di superficie senza equipaggio (USV).

Questo sembra essere il terzo attacco segnalato al largo dell’Iraq dallo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran a fine febbraio, sollevando nuove preoccupazioni sui rischi per la sicurezza delle navi che operano nel nord del Golfo Arabico, mentre gli sforzi diplomatici sono in stallo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, che dopo l’attacco di Israele su Beirut rimane chiuso. Sono molte ancora le navi all’ancora, dallo scorso marzo, e nello Stretto di Hormuz si azzerano i transiti; (art. 06.03.2026, Lo shipping globale si affolla tra il Golfo Persico e quello di Oman – il nautilus).

L’attacco alla MSC Sariska V arriva anche mentre i dirigenti mondiali del settore marittimo, riuniti da ieri ad Atene per la la Esposizione Internazionale “Posidonia 2026”, hanno avvertito che qualsiasi futuro accordo tra Stati Uniti e Iran “dovrà fornire garanzie di sicurezza credibili” prima che gli operatori commerciali tornino pienamente alle normali operazioni nella regione.

La compagnia MSC è nota per essere un bersaglio frequente degli iraniani, perché legata a Israele. Altre navi MSC hanno segnalato attacchi durante la guerra nel Golfo Persico. L’Iran ha sequestrato due navi a fine aprile e continua a tenere in custodia la MSC Aries, che rimane sequestrata vicino allo Stretto di Hormuz.

Abele Carruezzo