U.S. Navy abbordano un’altra petroliera apolida nell’Oceano Indiano

Forze Armate USA nell'abbordaggio della Davina nell'Oceano Indiano

(Forze Armate USA nell’abbordaggio della Davina nell’Oceano Indiano; courtesy INDOPACOM)

Il Consiglio delle Forze USA sanziona una petroliera apolida per trasporto di petrolio iraniano

Camp H. M. Smith, Honolulu, Hawaii, U.S. Il Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti ha segnalato l’abbordaggio di una petroliera, a circa 20 miglia a sud-ovest dello Sri Lanka.

Si tratta della petroliera Davina (300.976 dwt) conosciuta anche come Lenore, afferma la nota del Comando Indo-Pac.

Iscritta in un Registro Navale falso a Curaçao, anche se prima navigava falsamente sotto bandiera di Palau. Costruita nel 2004, la nave è stata poi venduta nell’ottobre 2024 a acquirenti e operatori sconosciuti; gli USA l’avevano già sanzionata nello stesso periodo, coinvolta nel commercio petrolifero iraniano.

TankerTrackers.com – tramite il suo monitoraggio – riferisce che la nave stava attualmente trasportando 1,9 milioni di barili di petrolio greggio iraniano imbarcati lo scorso 20 marzo sull’isola di Kharg; confermando che la petroliera ha trasportato circa 20 milioni di barili di petrolio iraniano dal 2024.

La nave ha lasciato il Golfo prima che gli Stati Uniti iniziassero a imporre il blocco. Ed ancora TankerTrackers.com riferisce che si è riparata (nascosta) al largo della costa dello Sri Lanka da sei settimane.

Il Comando INDOPACOM segnala che si tratta della terza nave apolida sequestrata da metà aprile, dopo la Tifani e la Majestic X (nota anche come Phonix), entrambe in navigazione anche nell’Oceano Indiano o nel Golfo del Bengala.

Nell’interdizione ultima, come nelle azioni precedenti, le Forze statunitensi hanno utilizzato elicotteri per salire a bordo della petroliera.

Il Comando Centrale ha inoltre riferito ieri, 5 giugno, che le Forze statunitensi hanno ora fermato e ispezionato per un totale di 129 navi commerciali e messo fuori uso 6 navi per garantire il rispetto del blocco imposto dagli Stati Uniti alle navi e ai porti iraniani.

Intanto, il terminal di esportazione petrolifera dell’Oman a Mina Al Fahal sta operando normalmente dopo l’attacco di un drone ieri 5 giugno.
La Petroleum Development Oman (PDO) ha – sempre ieri – rilasciato una dichiarazione confermando che le operazioni al terminal di Mina Al Fahal continuavano normalmente a seguito delle segnalazioni di un’esplosione e di una sospensione temporanea del carico di petrolio.

Abele Carruezzo

(Fasi dell’abbordaggio; screenshot courtesy video su X)