(Porto di Mocha (Mokha); foto courtesy Ministero dei Trasporti dello Yemen)
Il porto di Mocha (Mokha) dello Yemen ha sospeso le operazioni commerciali e marittime dopo essere stato colpito da oltre 25 missili negli attacchi Houthi negli ultimi giorni
Mocha. Il porto yemenita di Mocha sostiene le operazioni dopo gli attacchi degli Houthi; lo afferma il direttore del porto nella conferenza stampa dell’altro giorno.
Gli attacchi hanno procurato la morte di sette persone e feriti altre 34 e con una perdita stimata di 16 milioni di dollari, ha detto il direttore.
La città di Mocha si trova nel governatorato di Taiz e il suo scalo è un porto del Mar Rosso, vicino al Bab lo Stretto di el-Mandab, un punto di strozzatura strategico che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden servendo una rotta chiave per il trasporto marittimo internazionale.
Il porto è controllato da forze allineate con Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. Ha una capacità di carico minore rispetto ai principali porti yemeniti, Aden e Hodeidah.
Il governo yemenita ha dichiarato – la scorsa srttimana – che gli Houthi hanno sparato sei missili balistici a Mocha, uccidendo almeno quattro civili e preso di mira strutture civili, economiche e marittime.
Gli Houthi hanno affermato – invece – di aver preso di mira un rafforzamento militare di armi e navi da guerra appartenente alle forze sostenute dall’Arabia Saudita a Mocha.
La tensione nella regione è tornata a salire in modo esponenziale con il conflitto tra Stati Uniti e Iran, che ha portato alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz e ha riportato al centro dell’attenzione internazionale lo Stretto di Bab al-Mandeb.
L’escalation avviene in un contesto di tensioni regionali ultimi derivanti proprio dalla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran e ha sollevato preoccupazioni su un ritorno a un conflitto su larga scala in Yemen. Raggiungere una tregua duratura – ad oggi – appare senza soluzione e la politica rimane bloccata.
E’ di ieri la notizia che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha accusato 17 membri del Mabna Institute di una campagna informatica contro università, aziende e agenzie governative negli Stati Uniti e all’estero.
Secondo gli inquirenti il gruppo avrebbe sottratto oltre 31 terabyte di dati accademici e proprietà intellettuale dopo aver violato 144 università statunitensi, 178 università estere, decine di aziende e alcune agenzie governative Usa.
Il Dipartimento afferma che molte intrusioni sarebbero state effettuate per conto della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana e di altri clienti governativi e universitari iraniani.
Sempre ieri, secondo LaPresse, un funzionario della Nato ha affermato che le difese aeree hanno intercettato quattro missili balistici diretti verso la Turchia dall’Iran. La Nato resta pronta ad affrontare qualsiasi minaccia e ribadisce la sua determinazione a difendere gli alleati.
Abele Carruezzo








