Le organizzazioni mondiali dei trasporti esortano le Nazioni Unite a porre fine alla crisi umanitaria per i lavoratori della catena di approvvigionamento

IATA, ICS, IRU e ITF avvisano del “collasso” del sistema di trasporto globale

Le organizzazioni e i sindacati mondiali dei lavoratori dei trasporti stradali, aerei e marittimi hanno chiesto oggi ai capi di governo del mondo che si riuniscono questa settimana all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, di porre fine alla “crisi umanitaria della catena di approvvigionamento globale”.

In una lettera aperta all’Assemblea delle Nazioni Unite, IRU, l’International Road Transport Union, IATA, International Air Transport Association, ICS, International Chamber of Shipping, e ITF, Transport Workers’ Federation, hanno fatto un appello urgente ai capi di governo del mondo affinché venga ripristinata la libera circolazione dei lavoratori dei trasporti.

Tutti i lavoratori dei trasporti hanno infatti continuato a mantenere il flusso del commercio globale durante la pandemia, ma ciò ha comportato un vero e proprio tributo umano. Al culmine della crisi del cambio equipaggio, 400.000 marittimi non erano in grado di lasciare le loro navi, alcuni hanno lavorato a bordo fino a 18 mesi oltre i loro contratti iniziali.

I voli sono stati limitati e i lavoratori dell’aviazione hanno affrontato l’incoerenza dei requisiti di frontiera, viaggio, restrizioni per i vaccini. Ulteriori controlli sistemici e imprevedibili alle frontiere stradali hanno fatto sì che i camionisti siano stati costretti ad aspettare, a volte a migliaia e per settimane in situazioni non igieniche senza strutture adeguate, prima di poter completare i loro viaggi e tornare a casa.

Le catene di approvvigionamento globali stanno iniziando a cedere mentre due anni di tensione sui lavoratori dei trasporti cominciano a far sentire il loro peso.

I vertici delle organizzazioni mondiali dei trasporti lamentano il fatto che nonostante che gli Stati non hanno ascoltato e non hanno avviato azioni decisive e coordinate, e per questo invitano i capi di governo a risolvere questa crisi prima che l’incombente stagione delle vacanze aumenti nuovamente la domanda di merci, facendo ulteriore pressione sulle catene di approvvigionamento.

Gli organismi rappresentano più di 20 trilioni di dollari di commercio mondiale all’anno e 65 milioni di lavoratori dei trasporti globali e più di 3,5 milioni di compagnie di trasporto merci e compagnie aeree su strada e oltre l’80% della flotta mercantile mondiale.

La lettera chiede:

-Di dare la priorità ai lavoratori dei trasporti per la distribuzione di vaccini riconosciuti dall’OMS

-Di creare un processo standardizzato per la dimostrazione delle credenziali di integrità .

-Che OMS e ILO sollevino questi problemi all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e con i governi nazionali.

Tutti i settori dei trasporti stanno anche assistendo a una carenza di lavoratori e si aspettano che altri se ne vadano a causa del cattivo trattamento che milioni di persone hanno affrontato durante la pandemia, mettendo la catena di approvvigionamento sotto maggiore minaccia.

Durante la pandemia i ministeri dei trasporti non sono stati in grado di lavorare con i ministeri della salute per migliorare il modo in cui i lavoratori dei trasporti vengono trattati dalle restrizioni di viaggio . A meno che i capi di governo non adottino cambiamenti,la crisi umanitaria e della catena di approvvigionamento rimarrà indefinita, causando maggiori difficoltà.

Guy Ryder, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, ha dichiarato: “Questo problema è stato sollevato l’anno scorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dal Segretario Generale Antonio Guterres, e sarà essenziale che i delegati che si riuniscono quest’anno a New New. York siano consapevoli delle loro responsabilità. È di grande importanza che i capi delle organizzazioni che rappresentano milioni di lavoratori dei trasporti in tutto il mondo abbiano chiesto ai governi di intraprendere azioni urgenti e porre fine alle restrizioni che stanno mettendo a dura prova i lavoratori, le loro famiglie e la catena di approvvigionamento globale. È una chiamata che non può più essere ignorata”.

Guy Platten, Segretario Generale dell’ICS, ha dichiarato: “Due dei temi dell’Assemblea Generale di quest’anno sono i diritti umani e la resilienza. Dato che i lavoratori dei trasporti hanno mostrato livelli indescrivibili di resilienza di fronte a immense difficoltà, chiediamo alle Nazioni Unite e ai capi di Stato di intraprendere finalmente l’azione decisiva e coordinata per risolvere questa crisi”.

Willie Walsh, direttore generale della IATA, ha dichiarato: “Negli ultimi 18 mesi, i lavoratori dell’aviazione sono stati incredibilmente resilienti nel mantenere aperte le corsie del commercio mondiale. Purtroppo, misure COVID-19 non coordinate e talvolta contrastanti implementate dai governi hanno reso inutilmente pesante tutto ciò. Questo non è sostenibile, in particolare perché la domanda cresce nella ripresa. È tempo che l’OMS e l’ILO riuniscano gli Stati per concordare una serie di misure per l’equipaggio armonizzate a livello globale che faciliteranno una connettività mondiale efficiente”.

Stephen Cotton, segretario generale dell’ITF, ha dichiarato: “I lavoratori dei trasporti hanno mantenuto in movimento le catene di approvvigionamento e le persone del mondo nonostante la negligenza dei leader mondiali. Hanno lavorato attraverso chiusure delle frontiere, l’incapacità di tornare a casa, la difficoltà di accedere all’assistenza sanitaria, i requisiti di quarantena restrittivi e la completa incertezza derivante dall’inettitudine dei governi. Francamente, ne hanno avuto abbastanza. È giunto il momento che i capi di governo rispondano alle esigenze di questi lavoratori, perché saranno altri i responsabili del collasso delle catene di approvvigionamento e delle morti e sofferenze inutili di lavoratori e cittadini. . Quel sangue e quel caos saranno nelle loro mani”.

Umberto de Pretto, Segretario Generale dell’IRU, ha dichiarato: “I camionisti hanno lavorato instancabilmente durante la pandemia per mantenere le merci in movimento, nonostante le restrizioni alle frontiere siano state spesso inutili, scoordinate e persino pericolose per la salute dei conducenti e peggiorando la situazione di carenza di conducenti. I conducenti sono lavoratori essenziali: i governi devono agire e consentire loro di svolgere il loro lavoro vitale”.

EN

GLOBAL TRANSPORT CHIEFS URGE UN TO END HUMANITARIAN CRISIS FOR SUPPLY CHAIN WORKERS

Global road, air and sea organisations and unions have today called on the world’s heads of government gathering at this week’s UN General Assembly to end a ‘global humanitarian and supply chain crisis.’

In an open letter published on the day of UNGA’s General Debate in New York, IRU, the International Road Transport Union, IATA, the International Air Transport Association, ICS, the International Chamber of Shipping, and ITF, the International Transport Workers’ Federation, made an urgent plea to the world’s heads of government to restore freedom of movement to transport workers.

Transport workers have all continued to keep global trade flowing throughout the pandemic, but it has taken a human toll. At the peak of the crew change crisis 400,000 seafarers were unable to leave their ships, some working for as long as 18 months over their initial contracts. Flights have been restricted and aviation workers have faced the inconsistency of border, travel, restrictions, and vaccine requirements. Additional, systemic and unpredictable controls at road borders has meant truck drivers have been forced to wait, sometimes in their thousands and for weeks in unsanitary situations without proper facilities, before being able to complete their journeys and return home.

Global supply chains are beginning to buckle as two years’ worth of strain on transport workers take their toll. Transport heads warned that states have failed to listen or take the decisive and coordinated action, and called on heads of government to end the blame-shifting within and between governments and resolve this crisis before the looming holiday season again increases freight demand, further pressuring supply chains.

The bodies represent more than $20 trillion of world trade annually and 65 million global transport workers and more than 3.5 million road freight and airline companies and more than 80% of the world merchant shipping fleet.

The letter calls for:

-Transport workers to be given priority to receive WHO recognised vaccines.
-The creation of a standardized process for demonstrating health credentials.
-The WHO and ILO to raise these issues at the UN General Assembly and with national governments.

All transport sectors are also seeing a shortage of workers, and expect more to leave as a result of the poor treatment millions have faced during the pandemic, putting the supply chain under greater threat.

Throughout the pandemic transport ministries have not been able to work with health ministries to improve the way transport workers are being treated by travel restrictions. Unless heads of government enact change, the humanitarian and supply chain crisis will remain indefinitely, causing more hardship.

Guy Ryder, Director-General of the International Labour Organization said: “This issue was raised last year at the UN General Assembly by Secretary-General Antonio Guterres, and it will be essential that delegates at this years’ gathering in New York are aware of their responsibilities. It is of great importance that the heads of organizations representing millions of transport workers globally have asked governments to take urgent action and end restrictions that are putting incredible strain on workers, their families and the global supply chain. It is a call that can no longer be ignored.”

Guy Platten, ICS Secretary General said:

“Two of the themes for this year’s General Assembly are human rights and resilience. Given transport workers have shown indescribable levels of resilience in the face of immense hardship, we call on the UN and heads of state to finally take the decisive and coordinated action to resolve this crisis.”

Willie Walsh, IATA Director General said: “Over the past 18 months, aviation workers have been amazingly resilient in keeping world trade lanes open. It’s been made unnecessarily challenging with uncoordinated, unharmonized and sometimes conflicting COVID-19 measures implemented by governments. This is not sustainable, particularly as demand grows in the recovery. It’s time for WHO and ILO to bring states together to agree a globally harmonized set of crew measures that will facilitate efficient global connectivity.”

Stephen Cotton, ITF Secretary General said:

“Transport workers have kept the world’s supply chains and people moving despite the neglect of world leaders. They have worked through border closures, an inability to return home, a lack of access to healthcare, restrictive quarantine requirements and the complete uncertainty borne from government ineptitude. Frankly, they’ve had enough. The time has come for heads of government to respond to these workers’ needs, if not they will be responsible for the collapse of supply chains, and the unnecessary deaths and suffering of workers and citizens caught in the crisis. That blood and that chaos will be on their hands.”

Umberto de Pretto, IRU Secretary General said:

“Truck drivers have worked tirelessly through the pandemic to keep goods moving, despite restrictions at borders often being pointless, uncoordinated and even dangerous to drivers’ health. These have made chronic driver shortages even worse. Drivers are essential workers: governments need to act and allow them to do their vital job.”