(L’Autorità del Porto di Rotterdam impegnata nella sostenibilità del porto; foto courtesy Autorità Port of Rotterdam)
Una equa distribuzione funzionale delle operazioni portuali consente ad uno scalo di offrire molto di più che accogliere solo navi
Una integrazione dell’imtermodalità può rendere un porto un hub regionale di trasporto, un hub energetico e un faro informativo capace di aumentare l’efficienza e ridurre l’impatto climatico in tutto il sistema di trasporto.
Nel contesto della transizione ecologica e della crescente necessità di ridurre le emissioni di gas serra, i porti stanno assumendo un ruolo strategico come hub per trasporti sostenibili.
Tradizionalmente sono stati considerati semplici punti di interscambio tra trasporto marittimo e terrestre; mentre, i porti moderni si stanno trasformando in piattaforme logistiche integrate, capaci di favorire la mobilità sostenibile delle merci e di contribuire alla decarbonizzazione dell’intera catena di approvvigionamento.
Ed allora, un porto inteso come hub per trasporti sostenibili (o Green Port) è un’infrastruttura nodale strategica che integra la logistica marittima con la transizione energetica, la mobilità urbana condivisa e la riduzione delle emissioni.
Si parla di una trasformazione del concetto di ‘porto’: da scalo per transiti di merci in centrali energetiche pulite e nodi intermodali intelligenti.
La vision di un porto sostenibile è quella di un porto che funge da sito di trasbordo non solo da mare a terra, ma anche dalla strada alla ferrovia, come terminal che combina le diverse modalità; in questo senso un porto potrebbe anche offrire opzioni di stoccaggio per creare ridondanza nel sistema, insieme a stazioni di ricarica per operazioni feeder. (art. 10.03.2026, Rotterdam, porto e industria più sostenibili – il nautilus).
Il ruolo del porto nella logistica sostenibile
Un porto rappresenta il nodo centrale di una rete multimodale in cui convergono diverse modalità di trasporto: nave, ferrovia, autotrasporto e, in alcuni casi, vie navigabili interne.
L’integrazione efficiente di queste modalità consente di ridurre i tempi di movimentazione delle merci e di limitare il ricorso al trasporto su gomma, responsabile di una quota significativa delle emissioni di CO₂.
L’intermodalità costituisce uno dei principali strumenti per rendere sostenibile il sistema logistico.
Attraverso collegamenti ferroviari diretti con terminal portuali e centri logistici interni, è possibile trasferire grandi volumi di merci con un consumo energetico inferiore rispetto al trasporto stradale.
In questo modo il porto diventa un elemento chiave per la riduzione dell’impatto ambientale del settore dei trasporti.
Su questa linea, non solo i Paesi Bassi, ma anche la Svezia, che sviluppando una linea costiera – la più lunga d’Europa – e disponendo di oltre 52 porti, sta applicando una strategia che possa trasformare i porti dal ‘ricevere solo navi’ a centri di trasporto sostenibile.
E per contrastare il cambiamento climatico, sta applicando diverse opzioni di trasporto e, soprattutto, passare dai trasporti aerei a quelli su strada e via mare.
Innovazione tecnologica e digitalizzazione
La sostenibilità portuale è strettamente legata all’adozione di tecnologie avanzate. I moderni sistemi di gestione digitale consentono di ottimizzare le operazioni di attracco, carico e scarico delle navi, riducendo i tempi di permanenza in porto e i consumi energetici associati.
L’utilizzo di piattaforme digitali basate su Internet of Things (IoT), intelligenza artificiale e analisi dei dati permette di monitorare in tempo reale il flusso delle merci, coordinare le attività logistiche e migliorare l’efficienza operativa. Inoltre, la digitalizzazione contribuisce a diminuire il consumo di documentazione cartacea e a semplificare le procedure amministrative e doganali.
I porti possono essere più di un semplice luogo dove si scambiano merci ed energia. Hanno anche una funzione importante da svolgere raccogliendo informazioni e trasmettendole nella catena logistica, cioè un nodo informativo sostenuto dall’informatica marittima: scienza che studia l’uso e l’utilizzo della digitalizzazione nel settore marittimo e come ciò possa portare a operazioni più efficienti, navigazione più sicura e una maggiore redditività nel settore.
Energie rinnovabili e riduzione delle emissioni
Uno degli aspetti più innovativi dei porti sostenibili riguarda l’impiego di fonti energetiche rinnovabili. Molti scali stanno installando impianti fotovoltaici sui magazzini e sulle infrastrutture portuali per produrre energia pulita destinata alle attività operative.
Particolare rilevanza assume il sistema di cold ironing, noto anche come shore power, che consente alle navi ormeggiate di spegnere i motori ausiliari e collegarsi alla rete elettrica del porto. Questa soluzione riduce significativamente le emissioni atmosferiche, l’inquinamento acustico e il consumo di combustibili fossili nelle aree portuali.
Parallelamente, si stanno sviluppando infrastrutture dedicate all’utilizzo di carburanti alternativi come idrogeno verde, ammoniaca e biocarburanti avanzati, considerati fondamentali per la decarbonizzazione del trasporto marittimo nei prossimi decenni.
Benefici economici e ambientali
La trasformazione dei porti in hub sostenibili produce vantaggi che vanno oltre la tutela ambientale. L’aumento dell’efficienza operativa comporta una riduzione dei costi logistici e una maggiore competitività per le imprese che utilizzano i servizi portuali.
Dal punto di vista territoriale, i porti sostenibili contribuiscono a migliorare la qualità dell’aria nelle aree urbane limitrofe, riducendo l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici.
Inoltre, gli investimenti in tecnologie verdi e infrastrutture innovative favoriscono la creazione di nuove competenze professionali e opportunità occupazionali nel settore della blue economy.
Il porto del futuro non sarà soltanto un luogo di transito delle merci, ma un vero e proprio hub intelligente e sostenibile, capace di integrare innovazione tecnologica, efficienza logistica e responsabilità ambientale.
Grazie all’intermodalità, alla digitalizzazione dei processi e all’utilizzo di energie rinnovabili, i porti possono diventare protagonisti della transizione verso un sistema dei trasporti a basse emissioni di carbonio. La loro evoluzione rappresenta una sfida strategica per garantire uno sviluppo economico sostenibile e una maggiore resilienza delle catene logistiche globali.
Abele Carruezzo








