lunedì, Ottobre 18, 2021
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HELLENIC REGISTER OF SHIPPING: apre sportello e-Register

Dopo che un periodo prolungato di diminuzione del numero di navi che battono la bandiera ellenica, il Ministero greco dei Trasporti, formato di recente, infine ha decisivo di intraprendere le azioni necessarie, per introdurre nel ventunesimo secolo il Registro Navale ellenico  e renderlo competitivo, al pari di altri nel mondo. Con un evento speciale, tenuto l’altro ieri a bordo della Hellenic Liberty, una nave che ora funge da museo, il ministro dei  Trasporti ha presentato i dettagli completi del piano di riqualificazione del Registro Navale greco, già attivati, al fine di modernizzare le procedure da seguire per poter iscrivere una nave nel Registro ellenico. In sostanza si da una accelerazione per favorire lo snellimento di tutte le procedure.

All’evento di giovedì scorso, hanno partecipato molti armatori e tramite la loro UGS (Union of Greek Shipowners) hanno dimostrato interesse per l’iniziativa ministeriale; oggi, la situazione armatoriale ellenica evidenzia che su complessive 3.760 navi, appena 862 (circa 23%) battono bandiera ellenica. Mentre, agli inizi degli anni ’90 dello scorso secolo, quasi l’80% della flotta ellenica era iscritta nel Registro greco ed issava la bandiera di Stato, occupando il settimo posto nella classifica mondiale dello shipping per tonnellaggio registrato. Le misure ministeriali, esposte durante la cerimonia e prese in stretta collaborazione con i co-responsabili ministeri delle finanze e dello sviluppo, riguardano le procedure burocratiche per poter iscrivere una nave nel registro di Stato ed issare la bandiera ellenica: il numero di firme per la registrazione si riduce oggi da 34  ad appena 9.

Questa procedura è già in atto, in quanto tutte le parti coinvolte hanno già firmato e reso pubbliche le linee guida necessarie. Allo stesso tempo, l’intero processo è stato semplificato e standardizzato, in modo da rendere più facile per qualsiasi armatore interessato a portare a compimento le proprie pratiche. Conseguenza è che l’intero processo, dalla presentazione della domanda di registrazione sotto tutela della Hellenic Flag e fino all’approvazione, oggi richiede solo 10 giorni, invece dei  6 mesi, che le norme vigenti prevedevano. A partire dal prossimo 15 marzo, per agevolare le procedure, sarà attivo un nuovo ufficio one-stop-service;  ufficio dedicato per la ricezione delle domande, la loro elaborazione e il controllo degl’iter informando gli armatori su tutta la certificazione occorrente. In più, sempre dal 15 marzo, sarà attiva una nuova misura quella della cosiddetta web-based, chiamato sistema di  e-Registro; in altre parole, ogni armatore può presentare la domanda via “internet”, anche in forma digitale allegando tutti i documenti richiesti.

L’iniziativa è stata sostenuta da parte dell’Unione degli armatori greci (UGS), che hanno attivamente collaborato con il Ministero della Marina, al fine di esprimere i suoi bisogni per un Registro Navale moderno. Nel suo intervento, il Ministro della Marina, George Moussouroulis, ha detto: “…il Registro Navale ellenico è una eccellenza certificata di alta qualità, in quanto ha lo status di White Flag-sotto MOU di Parigi, mentre i marittimi ellenici sono tra i migliori al mondo. Questa alta qualità può consentire agli armatori di utilizzare una clausola garantita, dei premi cioè,  nei contratti di noleggio, compensando gli alti costi per issare la bandiera ellenica rispetto ad altri Stati di bandiera concorrenziali”. Theodoros Veniamis, Presidente della UGS, durante il suo intervento ha sottolineato:  “…questo nuovo sforzo è positivo; sono solo preoccupato come lo sportello telematico possa gestire un numero elevato di domande; ed ancora  occorre più comprensione da parte dei sindacati marittimi, impegnati in questo ultimo periodo in conflitti con l’armamento ellenico”.

Il clima attuale che si respira sulle banchine elleniche non del tutto calmo; si richiedono livelli di retribuzione adeguati sia per i marittimi imbarcati sottoposti a turni stressanti e sia i lavoratori portuali che si vedono esclusi dall’autoproduzione messa in campo dagli armatori ed altre richieste che hanno portato a delle giornate intere di serrate dei porti greci. Secondo Veniamis:  “dobbiamo impegnarci in un dialogo fecondo con tutte le parti coinvolte”. Questo deve essere interpretato nel senso che se si vuole un ritorno ad issare la bandiera greca, iscrivendo navi nel Registro navale ellenico, gli armatori della UGS chiedono una sorta di pace con i sindacati dei marittimi. Infatti, al contrario della Marina Mercantile italiana, secondo la legge attuale greca, ogni nave battente bandiera ellenica deve impiegare un numero minimo di ufficiali e marinai ellenici, a seconda delle dimensioni della nave.

 

Abele Carruezzo

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