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Bando CEF 2019 – Progetti della rete globale

Bruxelles– Il Parlamento UE, mentre discute le strategie per contenere il rapporto deficit/PIL dei vari Stati membri e il protocollo per la Brexit (senza contratto), ha proposto in queste ultime sedute il nuovo Bilancio dell’Unione per il periodo finanziario 2021-2027. Questo documento presenta alcune importanti novità per il settore dei trasporti.

Infatti, il documento base parte dal maggio scorso deliberato dalla Commissione Trasporti e analizzato, valutato ed emendato dal Parlamento Ue nel luglio 2018 e pianificato per l’approvazione a novembre 2018. Pur mantenendo la continuità amministrativa della programmazione 2014/2020 dei progetti di Connecting Europe Facility, il settore dei trasporti presenta alcuni cambiamenti: una lieve diminuzione sul budget corrente a causa dell’imminente uscita del Regno Unito dall’UE, anche se da più parti politiche si sottolinea che la Brexit non impatterà in modo significativo sul bilancio UE per gli anni a venire.

Nel bilancio 2021/2027 i capitoli di spesa sono aumentati e nel frattempo si sono ridotti il numero dei programmi e diminuiscono gli stanziamenti per la Coesione. In questa nuova visione finanziaria, il settore dei trasporti, di competenza comune fra Stati membri e Ue, vede stanziati per il CEF Transport 11.384 miliardi, con meno dell’8% rispetto al bilancio 2014/2020; i dipartimenti più favoriti sono quelli dell’energia e della digitalizzazione. La riduzione di tali finanziamenti porterà sicuramente a rivedere la progettazione dei vari Stati e una limitata capacità a completare i grandi progetti infrastrutturali. Intanto, la scorsa settimana, la Commissione europea ha messo a disposizione 100 milioni di euro con un bando che uscirà a gennaio 2019 ( uscita 08/01/2019 e con scadenza 24/04/2019).

Le tipologie di progetti riguardano studi e lavori per completare sezioni transfrontaliere, strade, ferrovie e vie d’acqua della rete globale delle TEN-T. Anche i porti marittimi sono tra gli obiettivi di finanziamento dell’UE: progetti per le connessioni con l’hinterland, infrastrutture per la sicurezza e i controlli, facilities per la gestione e trattamento dei rifiuti, investimenti per dotare i porti di combustibili alternativi quali GNL. Sul bando si rileva che saranno finanziabili lavori o studi, nella forma di progettazioni o analisi, richieste ad esempio per le procedure d’impatto ambientale, ma non saranno supportate le azioni pilota.

Il maggior tasso di cofinanziamento va agli studi (50%), mentre i lavori nei porti marittimi possono ottenere fino al 20% del totale del costo del progetto. Intanto, l’Italia sta registrando un ritardo rispetto agli altri Paesi europei sulla definizione delle politiche per lo “spazio marittimo”; l’istituto del partenariato per la Logistica e i Trasporti e i tavoli di lavoro sui temi della portualità italiana e delle strategie per competere a livello europeo ancora non sono stati convocati dal Ministro Toninelli.

Si registra solo un ordine del giorno presentato dai parlamentari di maggioranza (giallo-verde) che propone di sottrarre queste competenze al Ministero dei Trasporti assegnandole a un sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio con delega al Mare.

 

Abele Carruezzo

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