Impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi: l’Italia recepisce le norme Ue

Roma. Il Consiglio dei Ministri, prima delle ferie agostane (del 5 agosto), ha approvato, in esame preliminare, dodici decreti legislativi di attuazione di norme europee. Fra i decreti approvati, troviamo l’importante il recepimento della direttiva (UE) 201,9/883 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, relativa agli impianti portuali di raccolta per il conferimento dei rifiuti delle navi che modifica la direttiva 2010/65/UE e abroga la direttiva 2000/59/CE (Ministero della Transizione Ecologica).

Il provvedimento disciplina gli impianti portuali di raccolta, adeguando le attuali previsioni contenute nel decreto legislativo n.182 del 2003 alle previsioni della direttiva. In particolare, si prevede che i porti siano dotati di impianti portuali adeguati a rispondere alle esigenze delle navi che vi fanno abitualmente scalo. Inoltre, si prevede che i rifiuti di cucina e ristorazione derivanti da trasporti internazionali rispettino le disposizioni in materia di gestione dei rifiuti e quelle sanitarie, laddove applicabili.

Si disciplinano gli strumenti del Piano di raccolta e di gestione dei rifiuti, che deve essere predisposto, approvato e reso operativo da parte delle Autorità competenti entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto. Ai fini della predisposizione del Piano è prevista la necessaria consultazione dei diversi operatori interessati.

Si regolano, inoltre, la notifica anticipata dei rifiuti, il conferimento degli stessi, i sistemi di recupero dei costi, le esenzioni, le ispezioni e gli impegni di ispezione, il sistema informativo e comunicazione e scambio di informazioni, la registrazione delle ispezioni, la formazione del personale e le sanzioni.
Sul sito del Dipartimento delle Politiche Europee, sez. Euro-Lex, è possibile scaricare la direttiva il questione (la 2019/883 e i relativi allegati.

Abele Carruezzo